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Parco delle Gole della Breggia - La storia geologica, le trasformazioni antropiche ed il recupero ambientale nella Valle del torrente Breggia

L’argomento che ho trattato nel mio elaborato è il Parco delle Gole della Breggia. Il comprensorio interessa la parte inferiore della Valle di Muggio, Canton Ticino, Svizzera, tra il ponte di Castel San Pietro e lo svincolo autostradale di Balerna/Chiasso. Corrisponde al solco scavato dal torrente Breggia e interessa i comuni di Castel San Pietro, Morbio Superiore, Morbio Inferiore e Balerna.

Il parco annovera fra le sue caratteristiche principali la presenza di una serie stratigrafica che, unanimemente, è riconosciuta di grande importanza e che offre significative informazioni sugli avvenimenti che si sono succeduti circa 200 milioni di anni fa; ma non solo: gli elementi naturalistici, in primis il torrente Breggia e di seguito il bosco con tutti gli esseri che lo popolano, contribuiscono ad avvalorare un’area che già di per sé ricopre un ruolo importante, non solo come oasi per la protezione ambientale, ma anche quale baluardo di un corridoio ecologico che mette in comunicazione le Alpi della Svizzera con i vari parchi italiani quali la Spina Verde di Como, l’area protetta della Brughiera Comasca, il Bosco delle Querce nei Comuni di Seveso e Meda, fino ad giungere al Parco Nord in territorio milanese.

Oltre agli elementi ambientali, che certamente focalizzano l’attenzione dell’osservatore, devono essere considerate le numerose presenze storiche di epoche più o meno lontane: legati a filo doppio al corso della Breggia, in particolare i numerosi mulini che un tempo rappresentavano un’importante fonte di guadagno per le popolazioni locali e che attualmente attraggono la curiosità dei turisti; i ponti costruiti in sasso e le antiche vie che attraversano il parco e la valle di Muggio che lo racchiude, testimoni del lavoro che da secoli l’uomo ha offerto in cambio della mera sopravvivenza.

Il parco è stato istituito con il principale scopo di proteggere un territorio di grande valore naturalistico ed antropico, ma col passare del tempo si è deciso di aprire le porte ad un turismo responsabile e rispettoso dei luoghi, a questo fine sono sorti punti di ristoro e altri servizi per i visitatori, così facendo si è creata un’area protetta per lo sviluppo della minuta fauna locale.

Oltre a quelli già accennati, un ulteriore motivo che mi ha spinta ad occuparmi del parco, riguarda il recupero di una zona industriale ormai dismessa che occupa una porzione considerevole dell’intero territorio protetto, comunemente chiamata ex-Saceba. Sull’area sorgono numerosi edifici che sino a pochi anni or sono, facevano parte del complesso per la produzione del cemento.

Da qualche tempo l’attività produttiva è cessata, così come l’estrazione in galleria della materia prima, si è quindi iniziato a discutere di un progetto che fosse rispettoso di tutti gli elementi endemici del parco, cercando di far convergere gli obiettivi di tutti gli attori coinvolti, verso un progetto finale che, come si vedrà in seguito, racchiuderà la protezione ambientale, la fruizione turistica e il rispetto per la memoria storica.

In conclusione, non credo di eccedere se definisco il Parco delle Gole della Breggia come un piccolo gioiello caratterizzato da numerose specificità, un luogo nel quale la protezione ambientale ed il rispetto per il passato si integrano egregiamente con l’attività turistica.

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Parco delle Gole della Breggia Valentina Balzaretti -7- 1. Introduzione. 1.1 Introduzione al Parco delle Gole della Breggia. Quando ho deciso di intraprendere il lavoro che mi accingo a presentare, non ero certa della bontà della mia scelta, dopotutto avrei dovuto parlare di un luogo sconosciuto ai più e che apparentemente offriva pochi stimoli di interesse, abituati come siamo a ricevere informazioni su larga scala, grandi numeri, grandi spazi, tempi medio lunghi. Mi sono chiesta quindi, se non fosse presunzione presentare un elaborato che trattasse di un parco che si percorre a piedi in due ore per tutta la sua lunghezza, oppure un atteggiamento nostalgico verso un luogo vicino a casa che, seppur superficialmente, conoscevo per esserci andata più volte a passeggiare anche prima di dedicarmi al presente lavoro. Si può quindi ben comprendere quale piacevole stupore nello scoprire, mano a mano che mi addentravo nella ricerca di elementi utili alla documentazione del mio scritto, tutte le significative peculiarità, naturali e antropiche, di questo piccolissimo lembo di territorio, non ultima la presenza di un cementificio che come vedremo, se sarà gestita con sagacia, potrà trasformarsi da realtà ingombrante a carta vincente per il futuro del parco. Il parco annovera fra le sue caratteristiche principali la presenza di una serie stratigrafica che, unanimemente, è riconosciuta di grande importanza e che offre significative informazioni sugli avvenimenti che si sono succeduti circa 200 milioni di anni fa; ma non solo: gli elementi naturalistici, in primis il torrente Breggia e di seguito il bosco con tutti gli esseri che lo popolano, contribuiscono ad avvalorare un’area che già di per sé ricopre un ruolo importante, non solo come oasi per la protezione ambientale, ma anche quale baluardo di un corridoio ecologico che mette

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Valentina Balzaretti Contatta »

Composta da 44 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 691 click dal 02/10/2008.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.