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Valorizzazione dell'area dell'ex fornace Lolli di Fusignano (RA): ipotesi di restauro e allestimento dei reperti industriali e di progetto di un nuovo polo di formazione professionale

Informazioni tesi

  Autore: Elena Giugni
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Ferrara
  Facoltà: Architettura
  Corso: Architettura
  Relatore: Andrea  Alberti
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 209

La tesi propone la valorizzazione e rifunzionalizzazione dell’area dell’ex fornace Lolli e Taroni, alle porte del centro abitato di Fusignano e a ridosso del Canale dei Molini, che si estende su un lotto di 8 h pianeggianti.

Il progetto di riqualificazione dell’area ha come fulcro generatore l’ex Fornace, edificio con particolari caratteristiche architettoniche, tecnologiche e uno strettissimo rapporto con il contesto paesaggistico; le aree verdi e le cave ora lago artificiale.

Il sito è caratterizzata dalla presenza dell’ importante reperto di archeologia protoindustriale: una fornace per laterizi di tipo Hoffmann la cui costruzione risale al 1909. L’industria ha cessato la sua attività alla fine degli anni ‘50 e da allora il sito è stato utilizzato per altri scopi, senza però che l’edificio principale fosse modificato in modo drastico e irreversibile. Al contrario, il fabbricato si è mantenuto in condizioni discrete, a differenza di altri esemplari presenti sul territorio che, una volta chiusi, sono stati abbandonati definitivamente dai proprietari e si trovano ormai in stato di rudere.
Inoltre la fornace oggetto di studio custodisce ancora all’interno del forno e nella parte sopra ad esso strumenti, macchinari e attrezzi per la lavorazione dell’argilla che risalgono al periodo di attività; negli spazi che erano adibiti ad uffici invece sono ancora conservati buona parte dei libri contabili, dei registri e della corrispondenza della ditta.

Attraverso l’ analisi storica, tipologica e materica delle preesistenze sono stati definiti i criteri per l’intervento sulle preesistenze: la demolizione dei fabbricati minori nelle vicinanze della fornace e il restauro conservativo del manufatto principale.
Gli aspetti paesaggistico-naturalistici dell’area hanno guidato invece i principi per l’inserimento e la progettazione del nuovo edificio.

All’interno dell’area si è tenuto conto della necessità di coordinare il reperto di archeologia industriale con un complesso architettonico costruito ex-novo, che possa dar sede alla nuova attività prescelta, cercando di considerare due istanze contrastanti: da una parte la forte valenza scenografia e paesaggistica del fabbricato salvaguardato che, di per sé, isolato nella sua imponenza, già domina e ‘occupa’ il sito, e dall’altra parte, il bisogno di inserire nuove volumetrie.
Il progetto si propone infatti di rivitalizzare il sito mediante l’inserimento di un polo di formazione professionale che si affiancherà al museo inserito nell’ex edificio industriale. L’ex fornace da centro di produzione di laterizi dismesso verrà trasformata in un centro altamente qualificato di studio e ricerca nel campo delle costruzioni e dei materiali lapidei artificiali.

L’edificio storico sarà liberato da superfetazioni e interventi incongrui e sottoposto a restauro conservativo. Lo galleria ellittica del forno e lo spazio sovrastante saranno allestiti per esposizioni, conferenze ed eventi.

Il nuovo edificio, a ridosso dello specchio d’acqua, si configura come un segno orizzontale nel paesaggio, una piastra-terrazzo sotto la quale sono disposti i volumi per la didattica e le attività collettive. L’edificio è caratterizzato dalla permeabilità al flusso dei visitarori e agli elementi naturali che lo circondano; i patii si aprono verso il cielo, e i percorsi si connettono alla sistemazione della sponda del lago. Tutto l’edificio è semi ipogeo, radicandosi in questo modo al terreno, elemento primo della produzione dell’ex fornace.

I due poli saranno complementari, in stretto rapporto tra loro: l’ex fornace rimarrà a museo di sé stessa; caricata del significato di icona, essa sarà l’insegna a scala territoriale dell’intero intervento.

Il percorso didattico all’aperto, che avrà per tema la lavorazione del laterizio, sarà l’elemento di unione tra il nuovo edificio e le preesistenze storiche.

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9abstract La tesi propone la valorizzazione e rifunzionalizzazione dell’area dell’e x f o r n a c e L o l l i e Taroni, alle porte del centro abitato di Fusignano e a ridosso del Canale dei Molini, che si estende su un lotto di 8 h pianeggianti. Il progetto di riqualificazione dell’area ha come fulcro generatore l’ex Fornace, edificio con particolari caratteristiche architettoniche, tecnologiche e uno strettissimo rapporto con il contesto paesaggistico; le aree verdi e le cave ora lago artificiale. Il sito è caratterizzata dalla presenza dell’importante reperto di a r c h e o l o g i a protoindustriale: una fornace per laterizi di tipo Hoffmann la cui costruzione risale al 1909. L’industria ha cessato la sua attività alla fine degli anni ‘50 e da allora il sito è stato utilizzato per altri scopi, senza però che l’edificio principale fosse modificato in modo drastico e irreversibile. Al contrario, il fabbricato si è mantenuto in condizioni discrete, a differenza di altri esemplari presenti sul territorio che, una volta chiusi, sono stati abbandonati definitivamente dai proprietari e si trovano ormai in stato di rudere. Inoltre la fornace oggetto di studio custodisce ancora all’interno del forno e nella parte sopra ad esso strumenti, macchinari e attrezzi per la lavorazione dell’argilla che risalgono al periodo di attività; negli spazi che erano adibiti ad uffici invece sono ancora conservati buona parte dei libri contabili, dei registri e della corrispondenza della ditta. Attraverso l’ analisi storica, tipologica e materica delle preesistenze sono stati definiti i criteri per l’intervento su di esse: la demolizione dei fabbricati minori nelle vicinanze della fornace e il restauro conservativo del manufatto principale. Gli aspetti paesaggistico-naturalistici dell’area hanno guidato invece i principi per l’inserimento e la progettazione del nuovo edificio. All’interno dell’area si è tenuto conto della necessità di coordinare il reperto di archeologia industriale con un complesso architettonico costruito ex-novo, che possa dar sede alla nuova attività prescelta, cercando di considerare due istanze contrastanti: da una parte la forte valenza scenografia e paesaggistica del fabbricato salvaguardato che, di per sé, isolato nella sua imponenza, già domina e ‘occupa’ il sito, e dall’altra parte, il bisogno di inserire nuove volumetrie. Il progetto si propone infatti di rivitalizzare il sito mediante l’inserimento di un p o l o d i formazione professionale che si affiancherà al museo inserito nell’ex edificio industriale.

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