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Il problema del controllo e del contenimento dei consumi e della spesa farmaceutica nel Sistema Sanitario Nazionale, con particolare riferimento alle iniziative della regione Emilia Romagna

Andamento della spesa farmaceutica

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3 PRESENTAZIONE. Il presente lavoro si propone di illustrare, utilizzando un criterio logico e cronologico, le motivazioni delle esigenze di contenimento della spesa farmaceutica, i vincoli e le difficoltà correlate all'obiettivo, le misure e gli interventi di carattere legislativo, amministrativo e organizzativo via via posti in essere ai vari livelli istituzionali, dalla fine degli anni '60 ai giorni nostri. Particolare attenzione è stata posta alle iniziative che, dal momento della sua costituzione, la regione Emilia Romagna ha assunto, certamente distinguendosi nel panorama nazionale, per l'attenzione alle esigenze di coinvolgimento, sul terreno culturale e tecnico-professionale, dei medici e dei farmacisti e secondo modalità e approcci che hanno animato il confronto sulle politiche sanitarie e sulle politiche del farmaco in modo più specifico. I. INQUADRAMENTO STORICO E CONCETTUALE. 1. Le politiche del farmaco dalla Costituzione repubblicana ai giorni nostri. Panorama di sintesi. L’art.32 della Costituzione della repubblica Italiana stabilisce che lo Stato tutela la salute “come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività”. La salute appare pertanto come un diritto costituzionalmente protetto, al quale corrisponde un obbligo dello Stato. In tale correlazione fra diritto e obbligo, risiede il fondamento del ruolo dello Stato nella predisposizione dei mezzi giuridici, organizzativi e finanziari, per la tutela della salute individuale e collettiva. La politica del farmaco rappresenta un elemento essenziale della politica sanitaria. La duplice natura del farmaco, prodotto industriale oltre che strumento terapeutico, ha sempre comportato la necessità di una regolamentazione pubblica sia degli aspetti dell’offerta (ricerca, produzione, sperimentazione, registrazione e immissione sul mercato), che della domanda (prezzi, finanziamento della domanda, modalità di erogazione e distribuzione, eventuale compartecipazioni alla spesa, esenzioni ecc.). Nel nostro Paese si sono susseguite diverse fasi di intervento dello Stato: dal dopoguerra agli anni 70: con l’estensione obbligatoria del sistema mutualistico e l’introduzione dei primi prontuari terapeutici abbiamo una abnorme estensione delle specialità medicinali e delle confezioni. Al disordine produttivo e merceologico si accompagna una spesa globale, pubblica e privata, superiore alla media europea. dal 1971 al 1981: il dibattito sulla Riforma Sanitaria, che verrà approvata nel 1978, e la sua prima applicazione introducono i primi tentativi di razionalizzazione della produzione, della commercializzazione e della spesa, che diminuisce la sua incidenza sul PIL rispetto al decennio precedente: dal 1,41% del 1966 al 1,13% del 1978. In realtà, nel periodo in esame, il PIL cresce più della spesa farmaceutica e questo fa diminuire l’incidenza percentuale della stessa. Fino alla Riforma del 1978 le Regioni, istituite nel 1970, non avevano competenze penetranti in materia sanitaria per cui, anche in regione Emilia Romagna, l’assistenza farmaceutica subisce gli stessi fenomeni e la stessa evoluzione del restante territorio nazionale, anche se, ovviamente, la differenza generale della struttura dei consumi, conseguenza delle differenze culturali e di reddito, oltre che di dimensione e caratteristiche dei servizi sanitari, influenza gli andamenti dei consumi di servizi sanitari e quindi anche dei prodotti farmaceutici. dal 1981 al 1990: sono gli anni della attuazione della legge di riforma sanitaria n. 833/1978. Gli articoli 28, 29, 30 e 31 dettano norme sulla assistenza farmaceutica, sul Prontuario Terapeutico e

Tesi di Laurea

Facoltà: Farmacia

Autore: Simona Cimino Contatta »

Composta da 44 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.