Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Autismo e gioco - Osservazione e terapia nei bambini con uso della comunicazione verbale

Indaga la presenza di attività simboliche nel gioco dei bambini autistici. Nei vari capitoli verrà trattata la formazione del simbolo seguendo le teorie di Vygotskij e la capacità di simbolizzare valutata sia nei bambini "normali" che in quelli affetti da autismo. Arivando così ad una conclusione interessante riguardo al gioco simboico, seguita da una proposta di terapia pscicomotoria rielaborata per lavorare proprio su questa competenza.

Mostra/Nascondi contenuto.
5 Introduzione “Perché giocare? Ci sono tante attività ben più importanti! Il gioco è una perdita di tempo, è una fuga dalla realtà, è una roba per bambini. Se vi vien voglia di fidarvi di queste parole, continuate a leggere. Vorrei spiegarvi perché non c'è niente di più falso. Provate a guardare chi sono i più accaniti giocatori: i bambini. Di loro potete fidarvi. Si dice che il bambino gioca perché quello è il suo modo di imparare. In realtà è molto di più: è la sua stessa vita. Lui non può fare quello che fanno i grandi, ed allora lo simula, ne fa un modellino a scala ridotta e ci monta su. E' proprio una ricreazione, ma nel senso di ri-creare: lui di fatto è l'inventore, progettista, realizzatore, utilizzatore e distributore del gioco, della sua creazione. I bambini sono tutti molto creativi (certamente più di noi adulti), e nel gioco esprimono appieno la loro fantasia creativa. E creando fanno. Certamente non fanno qualcosa di "grande" come lo si intende di solito; ma se diamo il valore giusto all'atto creativo, allora intuiamo quanto è prezioso e grande ciò che fanno […].” (Andrea Selleri) Da queste poche righe appare subito chiaro come il gioco sia, in realtà, un’attività molto complessa, sia sul piano emotivo che su quello interattivo. Questo vale per un bambino cosiddetto normale; proviamo ad immaginare, di conseguenza, come esso possa risultare notevolmente complicato per un bambino con un disturbo dell’interazione. Il nostro lavoro cercherà di spiegarlo. Nel primo capitolo proporremo un quadro generale sulle caratteristiche e gli aspetti tipici dell’autismo; si parlerà dei

Diploma di Laurea

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Emanuele Feudo Contatta »

Composta da 113 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 11631 click dal 10/10/2008.

 

Consultata integralmente 5 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.