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La negoziazione preventiva - Approccio strategico e teoria dei giochi

La possibilità di Cooperazione nell'ambito delle relazioni fra Stati secondo la dottrina dell'Istituzionalismo Neoliberale.
La Negoziazione da un punto di vista strategico secondo la Teoria della Scelta Razionale e la Teoria dei Giochi.
La Negoziazione Preventiva come cuore della cold diplomacy Vs la classica diplomazia Kissingeriana (hot diplomacy).
Un caso di applicazione di successo di Negoziazione Preventiva: lo Zambezi River System Action Plan.
Think Tank: un serbatoio di pensiero finale con proposta di due modelli di giochi originali: "There is a monkey in my garden" e lo studio della questione del Nagorno Karabakh come il "Dilemma di Re Salomone". Intervista finale al Mnistro degli Esteri del Nagorno Karabakh.

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INTRODUZIONE Il lavoro che segue cerca di spiegare come il rapporto fra Stati, in quanto attori del sistema internazionale, sia semplificabile intendendolo come una loro disposizione reciproca in termini di discordia o di cooperazione. La cooperazione, garantendo rapporti pacifici, sembra l’opzione più spesso auspicata dalle popolazioni, oltre che più vantaggiosa in termini economici e diplomatici, per cui osserveremo come si sviluppa il processo che porta alla sua realizzazione, attraverso la negoziazione, che ne costituisce lo strumento principale. Aggiungeremo che negoziare preventivamente è ancora più efficace nel mitigare il senso di insicurezza che attanaglia i rapporti fra Stati e permette di trovare più facilmente soluzioni condivise, riducendo le probabilità di escalation violenta dei confitti. La NEGOZIAZIONE PREVENTIVA è il cuore della diplomazia preventiva e prende come presupposto che i conflitti possono essere prevenuti, oltre che, secondo la negoziazione classica, anche mitigati. Osserviamo il modo in cui schematicamente sorge un conflitto: ISSUES (QUESTIONI) → PROBLEMA → CONFLITTO → CONFLITTO VIOLENTO Le cosiddette issues, ovvero questioni, nel momento in cui diventano rilevanti per gli Stati, se non gestite secondo determinate regole, rischiano di trasformarsi in un problema oggetto di disputa tra le parti, le quali si ritrovano a contrapporsi sulla base della percezione del pericolo dei propri interessi e della perdita/modificazione della propria identità. La conseguenza è che un problema possa rapidamente trasformarsi in un vero e proprio conflitto il quale intraprenda un’inesorabile escalation verso un’espressione violenta. Il conflitto in quanto tale è ineliminabile, sia a livello individuale che sistemico, ovvero fra Stati, ma anche all’interno degli Stati stessi e a qualsiasi livello di organizzazione sociale (famiglia, gruppi). La componente violenta invece può essere stemperata se non addirittura eliminata attraverso un’adeguata gestione dei conflitti stessi. 3

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Gaya Ducceschi Contatta »

Composta da 57 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2997 click dal 02/10/2008.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.