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La ricezione e la rielaborazione delle saghe islandesi tra XIX e XX secolo in Inghilterra e negli Stati Uniti: il caso della Grettis saga

Oggetto del mio lavoro di tesi, che si inserisce nell’ambito degli studi più recenti sulla ricezione dei testi, è l’analisi filologica di una saga islandese, la Grettis saga, e di due riscritture moderne di quest’importante opera della tradizione letteraria nordica: i romanzi dello scrittore vittoriano Sabine Baring Gould, Grettir the Outlaw: A Story of Iceland, e dell’autore americano Allen French, Grettir the Strong.
Entrambi gli scrittori hanno attualizzato alcune opere della letteratura islandese, tra cui la Grettis saga, per adattarle al diverso contesto geografico, storico e culturale in cui vivevano. Sabine Baring Gould e Allen French, infatti, fanno parte di un gruppo di autori europei ed americani del XIX e XX secolo che utilizzarono temi, intrecci e motivi della letteratura islandese medievale per creare opere nuove ed originali, che rispondevano ad intenti e ad ideologie diverse rispetto a quelle del redattore della saga.
Le analogie e le differenze tra le singole riscritture e l’ipotesto – l’antecedente letterario – sono state analizzate indagando prima le motivazioni che hanno portato i due autori a rielaborare la Grettis saga e poi le modalità di riscrittura a livello di struttura, di metodo narrativo, di temi e di caratterizzazione dei personaggi, in particolare della figura del protagonista.
Da quest’analisi sono emerse molte differenze nel significato e nell’impostazione delle tre opere oggetto di questo lavoro, la Grettis saga e i due romanzi, che derivano da altrettante differenze riguardanti il contesto di ricezione, il pubblico a cui sono rivolti i testi, la collocazione socio-culturale degli autori, le idee che gli scrittori intendono trasmettere per mezzo delle proprie opere.

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INTRODUZIONE Molti autori europei e statunitensi, a partire dal XIX secolo, hanno utilizzato e rielaborato temi e motivi presenti in testi poetici e in prosa della letteratura norrena 1 allo scopo di produrre opere nuove ed originali che rispondessero alle ideologie e ai gusti letterari dell’età contemporanea. In alcuni casi, partendo da un’intera saga islandese, l’hanno “riscritta” seguendo i moderni procedimenti di caratterizzazione ed introspezione psicologica. Per “riscrittura” si intende l’operazione che consiste nel selezionare e modificare alcuni elementi di uno o più testi di partenza per attualizzarli ed adattarli alla ricezione in un nuovo contesto storico-culturale. Il prodotto del processo di riscrittura può essere un testo letterario, ma anche una trasposizione cinematografica o un fumetto 2 . L’antecedente letterario è definito “ipotesto”, mentre il nuovo testo che modifica l’ipotesto viene chiamato “ipertesto” 3 . Negli ultimi vent’anni, nell’area dei “Translation Studies” 4 – campo di studi che si è affermato con esponenti come Even Zohar, Toury, Bassnett e Lefevere – si sono raggiunti nuovi risultati teoretici, secondo i quali traduzioni e riscritture dei testi – in questo caso di opere della tradizione scritta in lingua norrena – non vengono più analizzate soltanto a partire dagli elementi linguistici dell’opera originale, ma anche sulla base della cultura di arrivo 5 . Nessuna rielaborazione testuale, infatti, può ritenersi “neutrale”, ma comunica una 1 Viene definito “nordico classico o norreno” quel periodo della tradizione antico nordica che va dalla fine dell’XI al XIV secolo e al quale risale tutta la documentazione manoscritta. Durante il periodo norreno l’Antico nordico, la lingua della documentazione scritta indigena del mondo nordico dalle origini al XIV secolo, si identifica praticamente con l’islandese e il norvegese antico – Antico nordico Occidentale –, che assumono un’importanza preponderante nella tradizione letteraria e linguistica nordica. Cfr. Molinari (1987: 152-53). 2 Cfr. Saibene (2005: 22-28). 3 In questo lavoro verrà utilizzata la terminologia di Genette (1982: 11-12): “J’entends par là [l’hypertextualité] toute relation unissant un texte B (que j’appellerai hypertexte) à un texte antérieur A (que j’appellerai, bien sûr, hypotexte) sur lequel il se greffe d’une manière qui n’est pas celle du commentaire ”. 4 Cfr. Bassnett (1980). 5 Cfr. Helgason (1999: 1-9); Bampi Buzzoni (2005); Saibene (2005).

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lingue e Letterature Straniere

Autore: Arianna Calore Contatta »

Composta da 168 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.