Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Riflessioni filosofico-giuridiche sul fenomeno eutanasico in Italia

Il presente lavoro ha come principale obiettivo la descrizione e la delimitazione dei confini degli aspetti problematici legati all’eutanasia e, tenendo in considerazione le diverse prospettive interpretative degli autori che si sono occupati del fenomeno, ha, altresì, come finalità quella di esporre le ragioni delle diverse opinioni pro e contro le pratiche eutanasiche.
La questione di fondo riguarda la collocazione giuridica degli atti dispositivi del proprio corpo, ed in particolare la valutazione di quelli che appaiono contrastare l’istinto, comune ad ogni individuo, di preservazione di se stessi, perché “autolesionisti”, cioè svantaggiosi nei confronti dello stesso disponente.
Il tema delle libertà fondamentali dell’individuo in relazione a scelte sul suo corpo è certamente uno dei più complessi ed impegnativi del nostro tempo. Le difficoltà derivano dal venir meno del monolitismo etico, poiché oggigiorno si confrontano concezioni della vita contrapposte o più semplicemente disomogenee, che ci ripropongono il duplice concetto moderno di diritto “alla” vita e diritto “sulla” vita. Si tratta di prospettive culturali antitetiche, che si riflettono sia in ambito legislativo, sia in ambito giurisprudenziale.
Il carattere pluralista della nostra moderna organizzazione giuridica ci impedisce di ricorrere al diritto come veicolo autoritario per imporre erga omnes valori assoluti.
Posto come un problema di valore, l’eutanasia mette in crisi il diritto penale ed il Legislatore italiano: come è possibile infatti stabilire norme che abbiano valore per tutti e che esprimano un consenso diffuso, quando si tratta di questioni di coscienza, per le quali è più difficile interpretare autenticamente i bisogni?

Mostra/Nascondi contenuto.
3 INTRODUZIONE La tematica dell’eutanasia ha appassionato, soprattutto negli ultimi decenni, una folta schiera di intellettuali e studiosi. L’interesse rispetto al fenomeno non è soltanto del giurista, chiamato il più delle volte a definire i margini di liceità o di illiceità del momento patologico della vicenda, ma coinvolge numerosi settori delle scienze umane, quali l’etica, la filosofia, la religione, la medicina, che con il diritto convergono e si confrontano. L’assorbente dimensione pregiuridica dell’eutanasia è espressione dell’importanza del bene di cui si parla. 1 Il tema ha infatti ad oggetto il bene di maggiore importanza che ogni scienza possa considerare: la vita dell’uomo o meglio, la vita in una particolare fase di essa, ovvero quando ormai si è, inevitabilmente, avviata verso il suo epilogo. Il presente lavoro ha come principale obiettivo la descrizione e la delimitazione dei confini degli aspetti problematici legati all’eutanasia e, tenendo in considerazione le diverse prospettive interpretative degli autori che si sono occupati del fenomeno, ha, altresì, come finalità quella di esporre le ragioni delle diverse opinioni pro e contro le pratiche eutanasiche. Al fine di ordinare sistematicamente la trattazione, verranno dapprima espresse alcune considerazioni di ordine storico che si pongono come necessarie premesse per una più chiara comprensione del fenomeno. In seguito verrà dato spazio alle pronunce della giurisprudenza che, sia pure nella loro limitata quantità, rappresentano pur sempre l’occasione per l’individuazione di nuovi orientamenti interpretativi in grado di rendere possibili soluzioni diverse rispetto a quelle tradizionalmente affermate. Nella terza parte del lavoro verranno presentate le diverse manifestazioni dell’eutanasia, ponendo attenzione alla disciplina prevista dall’art. 5 c.c., al fine di verificare l’incidenza che essa è in grado di manifestare con riguardo a certe forme di eutanasia. Come si vedrà la principale difficoltà che incontra chi intende trattare la tematica sotto un profilo giuridico, è quella di trovare un necessario equilibrio “tra spazi di libertà che postulano, da una parte, la rimozione dei divieti, e, dall’altra, la presenza di 1 F. Giunta, Diritto di morire e diritto penale. I termini di una relazione problematica, in Rivista it. dir. proc. pen., Giuffrè, Milano, 1997, 74 e ss.

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Serena Mattiuz Contatta »

Composta da 81 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1213 click dal 08/10/2008.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.