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Profili della litispendenza transnazionale in relazione al cosiddetto forum non conveniens

La tesi affronterà e cercherà di risolvere le problematiche poste dall’applicazione del forum non conveniens nell’ambito della disciplina sulla competenza e giurisdizione dettata dalla Convenzione di Bruxelles del 1968.
Si tratta di un istituto tipico degli ordinamenti di common law, adibito all’individuazione del foro più adeguato nel caso emergano due fori potenzialmente appropriati per una stessa causa che conferisce al giudice competente un largo margine di discrezionalità nella dismissione della causa instaurata di fronte ad esso a favore di un foro che egli giudica più adeguato.
La dottrina del forum non conveniens non è conosciuta dagli ordinamenti continentali di civil law i quali per risolvere la questione della pendenza di una medesima causa di fronte a diversi fori applicano l’istituto della litispendenza, istituto che in ambito comunitario viene disciplinato dalla Convenzione di Bruxelles del 1968, la quale ha richiesto l’intervento della Corte di Giustizia per la definizione dei suoi criteri e presupposti di applicazione quali:
• l’identità soggettiva
• l’identità oggettiva
• il momento dal quale la causa si considera pendente
L’istituto del forum non conveniens invece tende a inglobare la questione della litispendenza internazionale che generalmente in common law non è considerata un automatico criterio di diniego della giurisdizione, bensì uno dei fattori che possono determinare la maggiore appropriatezza di un foro valutata proprio dalla dottrina del forum non conveniens.
Il forum non conveniens istituto ha posto la Corte di Giustizia di fronte a un importante quesito di compatibilità: se possa coesistere il forum non conveniens con la disciplina dettata dalla Convenzione di Bruxelles in materia di competenza e circolazioni delle decisioni.
Il caso più importante affrontato dalla Corte di Giustizia in materia è relativamente recente, si tratta del caso Owusu c. Jackson del 1 marzo 2005 nel quale si pone per la prima volta la questione sulla compatibilità della dottrina del forum non conveniens con la disciplina dettata dalla Convenzione di Bruxelles.
Le conclusioni e le argomentazioni formulate dai giudici comunitari per affermare l’incompatibilità del forum non conveniens con la Convenzione di Bruxelles non hanno tuttavia risolto il dibattito, anzi se possibile lo hanno inasprito, ma tutti gli autori concordano sull’insufficienza, superficialità e semplicità delle motivazioni della decisione.
Scopo di questo lavoro è anzitutto analizzare l’origine e la natura della dottrina del forum non conveniens, attraverso le sue tappe di matrice giurisprudenziale, ricostruendone la compatibilità con la Convenzione di Bruxelles ripercorrendo le soluzioni adottate dalla dottrina e dalla giurisprudenza, si cercherà quindi di valutare le osservazioni della Corte di Giustizia, verificandone la reale consistenza e ammissibilità alla luce della Convenzione medesima e della su giurisprudenza applicativa.

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5 INTRODUZIONE La nascita della Comunità Europea ha reso necessarie la creazione e lo sviluppo di strumenti che garantissero la certezza delle procedure e delle normative nei diversi livelli e ambiti di convivenza tra gli Stati membri. Tale armonizzazione ha coinvolto necessariamente anche l’aspetto giudiziario degli ordinamenti degli Stati membri; l’integrazione giudiziaria però presuppone l’equiparazione delle giurisdizioni e importa la libera circolazione delle decisioni, sono sorte quindi esigenze, al pari di ciò che accade all’interno dei singoli ordinamenti nazionali, di coerenza, certezza ed economia processuale la quale non può essere perseguita a discapito dell’armonia tra pronunce giurisprudenziali sia sotto il profilo dell’uniformità dell’interpretazione delle norme sia sotto il profilo della riconduzione a fattispecie uguali d’identiche conseguenze. L’antinomia tra decisioni giurisdizionali, infatti, non è meno grave del contrasto tra le norme. Al fine di garantire tali basi necessarie per la nascita e il corretto sviluppo di uno “spazio giuridico europeo” sono intervenute diverse discipline, a livello sia normativo che convenzionale, e sempre maggior spazio e rilevanza ha acquistato il concetto di litispendenza comunitaria. Si tratta di un istituto già ampiamente conosciuto dai singoli ordinamenti nazionali, in una delle sue due accezioni il termine litispendenza viene usato per esprimere ellitticamente un sintagma: la contemporanea pendenza in più distinti processi della medesima causa. Quando questa pluripendenza si verifica in ordinamenti statali diversi, membri della Comunità Europea si può parlare di litispendenza comunitaria. La circolazione e il riconoscimento delle decisioni e quindi la creazione di uno “spazio giuridico europeo” è stata presa in considerazione e disciplinata per la prima volta dalla Convenzione di Bruxelles del 1968 e in seguito dal regolamento comunitario 44/2001 che ha in parte riformato tale Convenzione.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Nicole Olivieri Contatta »

Composta da 104 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.