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Il contratto psicologico nelle moderne organizzazioni

Produttività, adattabilità, flessibilità e mobilità caratterizzano sempre più il mondo del lavoro e costituiscono il campo nel quale ha luogo sia la competizione tra aziende che la competizione dei lavoratori nel mercato globale (Rifkin, 1995). Alle imprese è richiesto l’impiego di un livello di conoscenze e competenze quantitativamente e qualitativamente più elevato che nel passato, sotto la continua pressione dei processi di rinnovamento; ma è lo stesso processo di rinnovamento che chiama in causa la capacità da parte dei lavoratori di adeguarsi, mediante l’acquisizione di nuove conoscenze e di nuovi comportamenti, alle trasformazioni del mondo del lavoro.
Nel quadro di tale processo si colloca la ridefinizione del rapporto tra lavoratore e azienda, nel quale il primo si trova nella necessità di sviluppare competenze sempre più versatili per poter garantire una rapida adattabilità a condizioni di lavoro e ad uno sviluppo tecnologico sempre più incalzante (Garsten, 1999).
Tra le modificazioni più consistenti si colloca quella relativa al contratto psicologico di lavoro che, pur non scritto, intercorre tra lavoratore e datore di lavoro.

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Introduzione Una delle caratteristiche più evidenti del tempo che viviamo è il cambiamento nei modelli organizzativi e nelle prestazioni di lavoro. Le forze che configurano nuovi ambiti di riferimento per le scelte d’impresa, sono trainate dalla globalizzazione dei mercati e dalla disponibilità d’innovazioni tecnologiche, nell’informatica e nelle comunicazioni. Il mondo del lavoro è sempre più caratterizzato da nuove sfide di produttività, adattabilità, flessibilità e mobilità che sono diventate le nuove prerogative per la competizione sia delle aziende sia dei lavoratori nel mercato globale (Rifkin, 1995). Oltre a ciò, nella realtà lavorativa, ma non solo, è sempre più importante l’adozione di standard di qualità nei prodotti, nei processi e nel rispetto delle esigenze dei consumatori/clienti e dell’ambiente. Alle imprese è richiesto oggi l’impiego di un livello di conoscenze, in costante evoluzione, quantitativamente e qualitativamente più elevato che nel passato, caratterizzato dalla continua necessità di rinnovamento. Tra le tante conseguenze legate al cambiamento vi è la ridefinizione del rapporto tra dipendente e azienda. Tale rapporto è divenuto più lasco, meno protettivo, anche sul piano giuridico, e difficilmente contestualizzabile da un punto di vista sindacale. Si ha quasi l’impressione che, progressivamente, si stiano attenuando parte dei dispositivi di tutela, contribuendo a delineare uno scenario futuro più instabile. Il lavoratore si trova di fronte alla necessità di sviluppare competenze sempre più versatili per poter garantire una rapida adattabilità a condizioni di lavoro più pressanti e a rischio, e ad uno sviluppo tecnologico sempre più incalzante (Garsten, 1999). Ciò che si è sostanzialmente modificato è il contratto psicologico di lavoro, inteso come il contratto non scritto che da sempre lega il lavoratore al datore di lavoro. Il

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Maurizio Marongiu Contatta »

Composta da 174 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3135 click dal 14/10/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.