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Aspetti psicologici e relazionali del dolore cronico

Il dolore cronico rappresenta un rilevante problema sanitario a livello europeo e in particolare al livello nazionale. In Italia infatti la percentuale di persone affette da dolore cronico raggiunge il 26%, un livello superato solo da Polonia (27%) e Norvegia (30%). Le statistiche dimostrano il terribile impatto negativo del dolore cronico ed evidenziano le dimensioni del problema, compresi i relativi costi economici per la società. Nonostante ciò il dolore cronico è stato a lungo uno dei problemi medici meno conosciuti e meno affrontati durante il ventesimo secolo. Dati i costi associati al dolore cronico e il diritto di chi ne soffre di godere di una qualità della vita ragionevole, è imperativo che la portata del problema del dolore venga riconosciuta e affrontata a livello sempre più ampio.
Oltre agli aspetti fisiologici, nello studio di queste patologie rivestono grande importanza gli aspetti psicopatologici del dolore cronico tra i quali si rilevano, soprattutto, le patologie relate all’umore (come la depressione maggiore), le alterazioni psicologiche legate alla dipendenza dai farmaci analgesici e le alterazioni da ansia. Vasti e in alcuni casi devastanti sono, infine, gli effetti sociali, che colpiscono non solo il paziente affetto da dolore cronico, ma anche coloro che lo circondano. Il dolore cronico è, infatti, un’esperienza destabilizzante per la coppia che si trova ad affrontarlo ed incide in modi diversi sul rapporto di coppia e sulle dinamiche familiari, modificando la distribuzione dei ruoli familiari, la situazione finanziaria, la relazione intima e sessuale. Tutto ciò, oltre a creare un maggior rischio per i partner sani di sviluppare disturbi fisico-emotivi, dà spesso origine a situazioni relazionali che tendono a rinforzare i “comportamenti di dolore” del paziente.
Pertanto, al fine di una maggiore comprensione del problema e della progettazione di strategie terapeutiche più complete e mirate, l’elaborato si propone di analizzare gli aspetti psicologici e relazionali del dolore cronico, che identificano la grave riduzione della qualità della vita di milioni di persone che ne sono affette e dei loro partner, con conseguenti ripercussioni sulla relazione di coppia.

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7 INTRODUZIONE Il dolore è un’esperienza universale, immediata, frequente e talvolta invalidante. Un’esperienza così comune e diffusa è però ancora poco conosciuta e capita, anche nel terzo millennio. Per rendersi conto della complessità del dolore è sufficiente sfogliare la rivista “Pain” che si occupa specificamente di dolore dal 1973: l’indice comprende articoli di neuroscienze, di biochimica applicata, di psicologia clinica, di psicometria, di neuroradiologia, di farmacologia, di epidemiologia. Già Aristotele riteneva il dolore “una qualità dell’anima”, proprio come la depressione e l’ansia. Le cose sono rapidamente cambiate nel diciannovesimo e ventesimo secolo quando le qualità sensoriali del dolore hanno preso il sopravvento con gli studi di anatomo-neuro-fisiologia. Dagli anni ’70 in poi, è andato affermandosi l’approccio biopsicosociale che ha rivalutato gli aspetti psicologici e sociali: una visione che è destinata a crescere dal momento che le persone sempre più chiedono una medicina attenta non solo alle esigenze specialistiche, ma anche, e soprattutto, alla persona, alle sue opinioni e alle sue scelte di vita. L'entità della diffusione del dolore cronico rende questo argomento di estremo interesse nel settore sanitario. Quando il dolore è persistente nel tempo e la sua presenza continua instaura un circolo vizioso di depressione, ansia e altri disturbi emotivi, il dolore diviene sindrome autonoma con un pesante impatto sulla vita di relazione e sugli aspetti psicologici e sociali caratteristici della persona. In tal senso il dolore assume connotati di sintomo inutile e non rappresenta solo una estensione temporale del dolore acuto, ma assume caratteristiche qualitative completamente diverse, che necessitano di un approccio mentale, culturale e professionale specifico. Per una buona pratica professionale in questo ambito è necessario acquisire la conoscenza delle diverse tipologie esistenti di dolore cronico, così come delle cause che ne stanno alla base. In particolare poi, la conoscenza dell’entità del possibile impatto che un problema correlato al dolore cronico può esercitare in altri ambiti della vita del paziente permetterà una comprensione molto più chiara delle necessità individuali del paziente stesso. Il dolore cronico infatti colpisce molti aspetti della vita del paziente, ma anche del coniuge e di altri membri familiari, pregiudicando la relazione coniugale, lo svolgimento delle attività quotidiane, gli obiettivi e le speranze per la vita futura.

Laurea liv.I

Facoltà: Psicologia

Autore: Francesca Bellù Contatta »

Composta da 85 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.