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Predizione dei costi nei progetti software mediante l'analisi dei punti funzione e dei casi d'uso

La misurazione attraversa ogni attività della nostra vita. Dalla determinazione dei prezzi del sistema economico, alle rilevazioni mediche, ambientali, allo scandire del tempo, non c’è attività che non richieda l’uso della misurazione. La scienza della misurazione, più correttamente denominata metrologia, ha una lunga tradizione nelle scienze naturali. Ad esempio, l’unità di misura per la lunghezza, il metro, è stata definita nel 1889, mentre la temperatura viene misurata secondo diverse scale: Fahrenheit (1714), Celsius (1742) e Kevin (1854).
Quindi si può definire la misurazione come “il processo di assegnazione di simboli, normalmente numeri, per rappresentare un attributo dell’entità d’interesse, secondo regole definite” [I.1]. da tale definizione emergono chiaramente i quattro elementi costituenti. Innanzitutto l’entità, ossia l’oggetto sul quale va effettuata l’indagine; poi l’attributo dell’entità, oggetto puntuale ed ultimo della misurazione; terzo la forma usata per rappresentare l’attributo, normalmente numerica; infine, ma non ultimo in ordine di importanza, l’uso di regole per arrivare a determinare il valore dell’attributo, ossia la misura, attraverso un processo “ripetibile”, rendendo le valutazioni il più possibile precise e riducendo il livello di soggettività.
Però il quesito centrale rimane “perchè misurare?”. Si misura qualcosa per rispondere a quesiti d’interesse; il formulare una domanda implica il voler conoscere, ed è proprio la conoscenza la chiave per poter agire sulla realtà di proprio interesse. Sostanzialmente è possibile trovare due possibili usi per la misurazione:
• per la valutazione e il miglioramento;
• per la previsione.
In tale senso va inquadrata una frase di Tom De Marco: “solo conoscendo gli eventi è possibile controllarli”. Il fine ultimo del measurement è quindi quello di restituire informazioni utili all’attività di decision making. Ma per poter prendere decisioni si deve disporre di valori di riferimento e/o elaborazioni della misura disponibile. Per questo è necessario introdurre i concetti di metrica e di indicatore, definibili rispettivamente come “una misura quantitativa del grado con cui un sistema, componente o processo, possiede un dato attributo” e come “una periferica o varibile che può essere settata ad uno stato definito basato sul risultato di un processo o dell’occorrenza di una condizione specificata.”
Per chiarire meglio questi concetti facciamo un breve esempio. Supponiamo di disporre di rilevazioni atmosferiche rilevate durante l’arco di tutta la giornata. Ogni singola rilevazione rappresenta la temperatura esterna a una determinata ora del giorno, ossia la misura; ma una sola rilevazione non restituisce nessuna informazione, rappresenta solo un dato storico.
Il concetto di misurazione può essere applicato anche al software, la sua utilità si concretizza essenzialmente nella quantificazione dei suoi attributi e nella possibilità di stimare e pianificare lo sforzo produttivo necessario per la realizzazione di progetti futuri.
Questo lavoro di tesi si basa proprio sul concetto della misurazione del software.
Il primo obiettivo di questo progetto è di prendere confidenza con alcune metriche, come punti funzione, utilizzate per misurare lo sforzo produttivo necessario per lo sviluppo di software.
Successivamente si è presentata la possibilità di costruire un modello statistico basato sulle misure tenute con l’analisi dei punti funzione e su alcune misure fornite dall’azienda informatica AreaIT di Sansepolcro, presso la quale il progetto di tesi è stato svolto. Questo modello statistico ha lo scopo di facilitare la pianificazione e la stima dello sforzo produttivo necessario per lo sviluppo di progetti futuri.
A supporto dell’attività di stima, è stato sviluppato anche un applicazione per poter creare in maniera abbastanza veloce report di riepilogo delle stime.

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Introduzione ______________________________________________________________________ Introduzione La misurazione attraversa ogni attività della nostra vita. Dalla determinazione dei prezzi del sistema economico, alle rilevazioni mediche, ambientali, allo scandire del tempo, non c’è attività che non richieda l’uso della misurazione. La scienza della misurazione, più correttamente denominata metrologia, ha una lunga tradizione nelle scienze naturali. Ad esempio, l’unità di misura per la lunghezza, il metro, è stata definita nel 1889, mentre la temperatura viene misurata secondo diverse scale: Fahrenheit (1714), Celsius (1742) e Kevin (1854). Quindi si può definire la misurazione come “il processo di assegnazione di simboli, normalmente numeri, per rappresentare un attributo dell’entità d’interesse, secondo regole definite” [I.1]. da tale definizione emergono chiaramente i quattro elementi costituenti. Innanzitutto l’entità, ossia l’oggetto sul quale va effettuata l’indagine; poi l’attributo dell’entità, oggetto puntuale ed ultimo della misurazione; terzo la forma usata per rappresentare l’attributo, normalmente numerica; infine, ma non ultimo in ordine di importanza, l’uso di regole per arrivare a determinare il valore dell’attributo, ossia la misura, attraverso un processo “ripetibile”, rendendo le valutazioni il più possibile precise e riducendo il livello di soggettività. Però il quesito centrale rimane “perchè misurare?”. Si misura qualcosa per rispondere a quesiti d’interesse; il formulare una domanda implica il voler conoscere, ed è proprio la conoscenza la chiave per poter agire sulla realtà di proprio interesse. Sostanzialmente è possibile trovare due possibili usi per la misurazione: • per la valutazione e il miglioramento; • per la previsione. In tale senso va inquadrata una frase di Tom De Marco: “solo conoscendo gli eventi è possibile controllarli”. Il fine ultimo del measurement è quindi quello di restituire informazioni utili all’attività di decision making. Ma per poter prendere decisioni si deve disporre di valori di riferimento e/o elaborazioni della misura disponibile. Per questo è necessario introdurre i concetti di metrica e di indicatore, definibili rispettivamente come “una misura quantitativa del grado con cui un sistema, componente o processo, possiede un dato attributo” [I.2] e come “una periferica o varibile che può essere settata ad uno stato definito basato sul risultato di un processo o dell’occorrenza di una condizione specificata.” [I.2]. 5

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Ingegneria

Autore: Sara Del Bene Contatta »

Composta da 135 pagine.

 

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