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Lo sviluppo sostenibile - Etica e politica per un futuro possibile

Un percorso di analisi dettagliata del concetto di Sviluppo Sostenibile, attraverso lo strumento statistico.
Lo scopo è quello di creare un manuale di azione per l'uomo politico, un percorso che , passo dopo passo, guidi il decisore politico all'interno della vastità e della complessità delle politiche sociali.
In primo piano la necessità di una conversione radicale alla sostenibilità ambientale:
partendo da un caso concreto di un macro impianto fotovoltaico, ho simulato la conversione della città di Terni a tale tipologia eco-sostenibile.
Entrano in gioco una serie di variabili politico-economiche, come la teoria costi-benefici, la consapevolezza di dover ammortizzare i costi sul lungo periodo, ma alla fine si capisce chiaramente che, l'unico modo per poter assicurare alle future generazioni un mondo vivibile, è quello di essere pronti al cambiamento.
Un cambiamento che riguardi soprattutto le nostre coscienze e quelle dei nostri decisori politici.

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1 INTRODUZIONE Il terzo millennio sembra essere sempre più lontano dal raggiungimento di quei target di crescita e di sviluppo globali che erano alla base del dibattito internazionale dopo la caduta del muro di Berlino. Il ciclo della prima modernità, i cui albori risalgono alla rivoluzione industriale 1 , raggiunge la sua crisi proprio nel momento della sua massima espansione, cioè la sua globalizzazione. Numerosi sono, infatti, i limiti al raggiungimento dell’eden auspicato: la povertà crescente, l’insufficienza delle risorse, la sempre più grande iniquità distributiva, l’incapacità di assicurare la pace e la sicurezza e di contrastare il degrado ambientale. Tutto ciò implica una forte presenza del decisore politico, che prenda coscienza dei grandi problemi del nostro tempo, soprattutto di quello della Sostenibilità o Sviluppo Sostenibile. Gia nel 1972 il Club di Roma delegò il MIT (Il Massachusetts Institute of Technology) di dare vita ad un rapporto critico sul modello di produzione e di consumo capitalistico, da cui venne creato il volume “I limiti allo sviluppo”. Questo rapporto diede voce al pensiero ecologico ponendo, su basi sistemiche, il problema della capacità di carico del pianeta Terra e dell’uso delle risorse, senza precludere lo sviluppo tecnologico ed economico delle società. L ’elaborato del MIT è stato precursore di una triste realtà: le seguenti crisi petrolifere (1973 e e1979) e il problema del rischio nucleare (Chernobyl, 1986) resero la questione ambientale centrale nelle scelte di politica economica a livello mondiale. La gestione ambientale iniziò così a costruire le sue sedi istituzionali autonome sia nei governi statali, sia nelle istituzioni comunitarie che internazionali.

Laurea liv.I

Facoltà: Cooperazione internazionale per lo sviluppo e la pace

Autore: Jessica Giusti Contatta »

Composta da 64 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5179 click dal 14/10/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.