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''Alle grossen Gedichte haben den Wert von Dokumenten''. Le Svendborger Gedichte di Bertolt Brecht.

La raccolta Svendborger Gedichte di Bertolt Brecht, oggetto di studio della presente dissertazione, è considerata da gran parte della critica la summa dell’opera lirica brechtiana e, da alcuni, la sua principale creazione degli anni in cui il poeta visse da esiliato in Danimarca. L’importanza dell’opera si basa essenzialmente, oltre che sul suo “valore di documento” di un’epoca storica tra le più tristemente note, soprattutto sul suo valore estetico straordinariamente innovativo e originale.
In questo studio, finalizzato in primo luogo ad individuare le peculiarità stilistiche e formali di queste liriche sulla base dell’analisi dei testi e alla luce delle osservazioni teoriche sull’arte fatte dal poeta stesso, si è tenuto conto anche di una serie di contributi critici di varie epoche e tendenze. La distanza storica ha permesso di valutare criticamente l’opera e le interpretazioni che ne sono state date anche a prescindere dalle loro finalità ideologiche. Tuttavia, trattandosi di una lirica occasionale politicamente impegnata, è stato inevitabile, illustrare il contesto storico in cui si inserisce l’opera, menzionare le circostanze che l’hanno determinata e specificare l’atteggiamento che il poeta ha assunto di fronte ad esse. Per quanto riguarda gli avvenimenti politici specifici, ci si è limitati a farvi riferimento soltanto nella misura in cui essi sono sembrati funzionali alla storicizzazione dell’artista e della sua produzione letteraria e pertanto sono stati volutamente tralasciati numerosi dettagli, sia perché ampiamente noti sia perché estranei alla finalità di questa dissertazione. Ciò che si è voluto mettere in evidenza, piuttosto, anche attraverso una serie di esempi concreti, è la straordinaria varietà tematica e formale con cui il poeta ha dato voce alla sua reazione, di uomo e di artista, nei confronti della realtà che lo circondava.

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Introduzione La fama di cui Bertolt Brecht gode ormai a livello mondiale è dovuta fondamentalmente al suo ruolo di innovatore nell’ambito del teatro moderno. Ovunque il suo nome viene associato al cosiddetto “teatro epico” e ai suoi famosi V-Effekte, ma non sempre, almeno in Italia, è inserito tra quello dei grandi lirici del Novecento e raramente tra quello degli esiliati di tutti tempi. Al di là del drammaturgo, esiste però un Brecht (relativamente) meno noto, il poeta lirico in esilio, il quale è stato capace di trasformare disagi e privazioni in stimoli e occasioni per creare una lirica nuova e originale. Approfondire la conoscenza di un autore di tale rilievo esaminandolo anche come poeta, può risultare molto interessante. In particolare lo studio della raccolta Svendborger Gedichte, la quale comprende la maggior parte delle migliori liriche brechtiane composte durante il suo esilio in Danimarca, colpisce per il carattere “sperimentale” di questi componimenti, sorprendente soprattutto se messo in relazione alle condizioni limitanti in cui essi hanno avuto origine. Partendo da un contesto generico, nel corso della seguente dissertazione si forniranno elementi interessanti e utili sempre più specifici per realizzare infine un’analisi della raccolta piuttosto dettagliata. Il primo dei quattro capitoli in cui è suddiviso il lavoro, introduce l’argomento definendo le condizioni generali che hanno determinato la genesi dell’opera. L’esilio, molto spesso associato e altre volte confuso con l’emigrazione, fenomeno storico purtroppo ancora di urgente attualità, è un’esperienza che implica una situazione particolare per l’individuo, costretto a sopportare disagi e condizionamenti psicologici oltre che difficoltà materiali alla sopravvivenza e allo svolgimento della propria attività. Come fenomeno di massa legato all’oppressione politica, l’esilio ha assunto un significato particolarmente rilevante nell’epoca della dittatura nazista, dando origine tra l’altro a quella che, nell’ambito della cultura tedesca, si è soliti chiamare “letteratura dell’esilio”, intendendo il complesso delle opere nate negli anni 1933-1945 nei luoghi esterni 1

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Olga Palumbo Contatta »

Composta da 261 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.