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La figura dello scienziato stregone nella letteratura otto-novecentesca

Un saggio che affronta una tematica poco trattata fino ad oggi: il modo in cui nella letteratura è stata percepita la figura dello scienziato in alcune opere letterarie, soprattutto di tipo fantastico. Dopo un breve excursus storico sul rapporto tra scienza e cultura, vengono affrontate le opere: Frankenstein, Dr. Jekyll e Mr. Hyde, L’Uomo della Sabbia, La figlia di Rappaccini, Eva Futura, L’isola del Dr. Moreau, Cuore di cane, Golem, Le Montagne della follia, Cronache del dopobomba e La fine del gran casino. Si parte quindi da Mary Shelley per arrivare a Stephen King, abbracciando quindi 160 anni di fascinazione e timore verso la scienza. Il motivo dello scienziato stregone s’intreccia con altri come il motivo faustiano e prometeico, l’automa, Eros /Thanatos, il darwinismo, il sapere proibito e l’Apocalisse. Una lettura interessante e attuale che lascerà aperti diversi interrogativi.

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1 INTRODUZIONE: UN TIMORE ANCESTRALE. La cultura occidentale, nel corso dei secoli, ha sviluppato due atteggiamenti nei confronti della scienza, contrastanti tra loro: da un lato la sua esaltazione, dall’altro la ribellione umanistica nei suoi confronti. Ciò sembra aver prodotto due culture opposte, che convivono insieme nel mondo moderno: quella della scienza e quella della letteratura. Indubbiamente la letteratura spesso agisce come riflesso della società, ne riflette le speranze e i timori; perciò, nelle varie epoche, ha rispecchiato gli atteggiamenti nei confronti della scienza e di coloro che la praticavano. Alla base del sospetto che molte persone nutrono verso la figura dello scienziato risiede l’ancestrale paura nei confronti di conoscenze che, si pensa, sarebbe meglio rimanessero nascoste. Roslynn D. Haynes asserisce, inoltre, che: Some of our most perceptive contemporary writers (…) have suggested a correlation between this inherently male attitude and the conventional terminology of science, implicitly based on a model of the violation by (male) scientists of a passive, female Nature. These writers are proposing that scientist who, after all, pride themselves on their mental flexibility, might re-examine their assumptions and their unacknowledged mind-set. They ignore that suggestion and their peril. 1 È per questo motivo che, in una società così dipendente dalle scoperte scientifiche come quella occidentale, è ben radicato, nell’immaginario popolare, lo stereotipo negativo dello scienziato pazzo, rappresentato da vari personaggi letterari o cinematografici, come Faust, Frankenstein, Moreau, Jekyll, Caligari e Stranamore. 1 R.D.Haynes, From Faust to Strangelove, The John’s Hopkins University Press, Baltimora, 1994, p.6.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Sabrina Antonella Abeni Contatta »

Composta da 194 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 2739 click dal 04/11/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.