Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Progetto e realizzazione di un setup di misura basato su preamplificatore di carica per fotorivelatori in silicio Sipm

I fotorivelatori, ossia i sensori in grado di convertire luce di debole intensità (fino al limite del singolo fotone) in un segnale elettrico, si dividono in due grandi categorie:
• Tubi fotomoltiplicatori
• Rivelatori a stato solido
Questi ultimi offrono rispetto ai primi vantaggi importanti, soprattutto se disposti a matrice.
Matrici di questi dispositivi con caratteristiche adeguate a varie applicazioni nei settori della fisica delle alte energie, fisica medica ed astrofisica sono state recentemente realizzate e hanno preso il nome di SiPM (Silicon Photomultiplier): questi dispositivi hanno delle prestazioni particolarmente interessanti in quanto funzionano a basse tensioni di alimentazione, sono insensibili ai campi magnetici ed hanno una buona efficienza di rivelazione di fotoni.
In ambito medico, la principale applicazione di questi dispositivi è la tomografia ad emissione di positroni (P.E.T ), che permette di produrre immagini relative ai processi funzionali dell’organismo e la fisica delle alte energie.
Uno dei parametri più importanti di questi rivelatori è il guadagno. Esso è definito come il numero di coppie elettroni-lacune che vengono generate per fotone assorbito.
L’obiettivo di questa tesi è il progetto e la realizzazione di un setup di misura che permetta una caratterizzazione molto precisa di questo parametro.
In particolare, il setup realizzato prevede l’utilizzo di un preamplificatore di carica e di un filtro formatore.
Il primo ha la funzione di misurare la carica rilasciata dal SiPM, il secondo ha il compito di migliorare il rapporto segnale-rumore e permettere la rilevazione della carica anche a rate di conteggio piuttosto elevate.

Mostra/Nascondi contenuto.
Introduzione I fotorivelatori, ossia sensori in grado di convertire luce di debole intensit` a (fino al limite del singolo fotone) in un segnale elettrico, si dividono in due grandi categorie: • Tubi fotomoltiplicatori • Rivelatori a stato solido Questi ultimi offrono rispetto ai primi vantaggi importanti, soprattutto se disposti a matrice. Matrici di questi dispositivi con caratteristiche adeguate a varie applicazioni neisettoridellafisicadellealteenergie, fisicamedicaedastrofisicasonostate recentemente realizzate e hanno preso il nome diSiPM(Silicon Photomulti- plier): questi dispositivi hanno delle prestazioni particolarmente interessanti in quanto funzionano a basse tensioni di alimentazione, sono insensibili ai campi magnetici ed hanno una buona efficienza di rivelazione di fotoni. In ambito medico, la principale applicazione di questi dispositivi ` e la tomo- grafia ad emissione di positroni (P.E.T), che permette di produrre immagini relative ai processi funzionali dell’organismo e la fisica delle alte energie. Uno dei parametri pi` u importanti di questi rivelatori ` e il guadagno. Esso ` e definito come il numero di coppie elettroni-lacune che vengono gener- ate per fotone assorbito. L’obiettivodiquestatesi` eilprogettoelarealizzazionediunsetupdimisura che permetta una caratterizzazione molto precisa di questo parametro. In particolare, il setup realizzato prevede l’utilizzo di un preamplificatore di carica e di un filtro formatore. Il primo ha la funzione di misurare la carica rilasciata dal SiPM, il secondo ha il compito di migliorare il rapporto segnale-rumore e permettere la rile- vazione della carica anche a rate di conteggio piuttosto elevate. La tesi ` e organizzata in 5 capitoli. 3

Laurea liv.I

Facoltà: Ingegneria

Autore: Mirco Ravanelli Contatta »

Composta da 228 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 722 click dal 28/02/2011.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.