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L’apprendimento organizzativo nei contesti interculturali. La funzione mediatrice della Programmazione Neuro Linguistica

Cosa accade nelle situazioni in cui persone con appartenenze culturali diverse si incontrano, o iniziano a lavorare insieme, e come è possibile mi-gliorare tale relazione utilizzando delle tecniche specifiche, è l’obiettivo del presente lavoro.
Le realtà aziendali attuali sono sempre di più immerse nelle dinamiche proprie della globalizzazione, e nell’avviare e nel rendere costante un proces-so di formazione permanente e continua, è opportuno utilizzare delle tecni-che efficaci di comunicazione e di gestione aziendale come la Program-mazione Neuro Linguistica (PNL). Nella costruzione e nella gestione della cultura organizzativa, non si può non far riferimento alle appartenenze culturali delle persone che la compongono, o con le quali l’azienda ha a che fare per portare avanti la propria mission.
Questo lavoro non si pone l’obiettivo ambizioso di trattare a fondo gli innumerevoli aspetti che rendono complesse le relazioni interculturali che intercorrono tra le persone e le aziende; bensì quello di rilevare alcune corrispondenze importanti tra loro e di come la PNL (già utilizzata con molto successo in diversi altri ambiti da illustri studiosi) possa fungere da importan-te strumento nella mediazione comunicativa.
Un contributo molto importante all’impianto teorico esaminato, viene dal capitolo in cui si analizza l’esperienza fatta ad Helsinki nel 2005, quando fre-quentai il corso “Intercultural Dialogue” grazie al progetto Summer School.
Questa esperienza è stata rilevante non solo perché ho avuto la possibilità di poter comunicare con ragazzi provenienti da quarantacinque paesi diversi del mondo, ognuno con le proprie peculiarità comunicative e culturali, ma anche perché la metodologia del corso ha privilegiato il trasferimento e l’as-similazione dell’apprendimento, secondo le caratteristiche proprie della learning organization.

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5 Introduzione 2008 L’Anno europeo del Dialogo Interculturale Con la Decisione n. 1983/2006 varata dal Parlamento europeo e dal Consiglio europeo il 18 dicembre 2006, l'anno 2008 è stato proclamato «anno europeo del dialogo interculturale». “L’iniziativa si ispira ai principi fondamentali dell'Unione europea enunciati dal Trattato istitutivo della Comunità europea e dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione, che pongono segnatamente l'accento sul rispetto e sulla promozione della diversità culturale” 1. La Decisione2 contribuisce ad attribuire valore ad una serie di iniziative, nazionali e comunitarie, volte alla promozione del dialogo tra appartenenze culturali diverse. “Gli obiettivi generali dell'anno europeo del dialogo interculturale sono di contribuire a: 1. promuovere il dialogo interculturale come processo in cui quanti vivono nell'UE possono migliorare la loro capacità di adattarsi ad un ambiente culturale più aperto ma anche più complesso in cui, nei diversi Stati membri e anche all'interno di ciascuno di essi, coesistono identità culturali e credenze diverse; 2. mettere in evidenza il dialogo interculturale come opportunità di contribuire a una società pluralistica e dinamica, in Europa e nel mondo intero, e da essa trarre profitto; 3. sensibilizzare quanti vivono nell'UE, in particolare i giovani, all'importanza di sviluppare una cittadinanza europea attiva e aperta sul mondo, rispettosa della diversità culturale e fondata sui valori comuni dell'UE definiti nell'articolo 6 del trattato UE e nella Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea; 1 Governo Italiano, 2008 “Anno europeo del dialogo interculturale” Presentazione, Disponibile all’indiriz- zo: http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/2008_dialogo_interculturale/index.html 2 Pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea Serie L..412/44 del 30/12/06

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Roberto Ciolfi Contatta »

Composta da 63 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.