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L'applicazione del diritto internazionale umanitario alle organizzazioni terroristiche

Informazioni tesi

  Autore: Francesca Giovannetti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2006-07
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Giorgio Gaja
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 203

Introduzione

Da un comunicato del Governo degli Stati Uniti:
“ Fact Sheet about the Status of Detainees at Guantánamo.
United States Policy:
• The President has determined that the Geneva Convention applies to the Taliban detainees, but not to the Al-Qaida detainees.
• Al-Qaeda is not a State party to the Geneva Convention; it is a foreign terrorist group. As such its members are not entitled to Prisoner of War (POW) status.
• Although we never recognized the Taliban as the legitimate Afghan government, Afghanistan is a party to the Convention, and the President has determined that the Taliban are covered by the Convention. Under the terms of the Geneva Convention, however, the Taliban detainees do not qualify as POWs.
• Therefore, neither the Taliban nor Al-Qaeda detainees are entitled to POW status.
• Even though the detainees are not entitled to POWs privileges, they will be provided many POW privileges as a matter of policy.
The White House Press Secretary gave the following explanation of that decision:
“Under Article 4 of the Geneva Convention, however, Taliban detainees are not entitled to POW status. To qualify as POWs status under Article 4, Al-Qaeda and Taliban detainees would have to have satisfied four conditions: they would have to be part of a military hierarchy; they would have to have worn uniforms or other distinctive signs visible at a distance; they would have to have carried arms openly; and they would have to have conducted their military operations in accordance with the laws and customs of war. The Talibans have not effectively distinguished themselves from the civilian population of Afghanistan. Moreover, they have not conducted their operations in accordance with the laws and customs of war. Instead, they have knowingly adopted and provided support to the unlawful terrorist objectives of the Al-Qaida” .
E’ stato osservato:
“There are divergent views between the United States and the International Committee of the Red Cross (ICRC) on the procedures which apply on how to determine that the persons detained are not entitled to Prisoners of War status” .
Gli eventi successivi all’11 settembre hanno messo in evidenza il cambiamento, anche morale, che caratterizza la comunità internazionale.
La problematica consiste nel trovare i modi di combattere le nuove forme di violenza, preservando gli standards di protezione previsti dal diritto internazionale.
Gli atti di violenza transnazionale e le reazioni che essi hanno provocato, portano ad interrogarsi circa l’adeguatezza di questo corpo di norme.
In particolare ci si chiede se la lotta contro il terrorismo è una “guerra” nel senso giuridico del termine. Secondo alcuni la guerra al terrorismo è un conflitto di carattere transnazionale, e coloro che si sospetta essere coinvolti sono “combattenti nemici” che, una volta catturati, possono essere detenuti fino al termine della “guerra contro il terrorismo” .
Dopo una breve introduzione sul diritto umanitario, ci soffermeremo sulle problematiche relative alla definizione di terrorismo. Esamineremo quindi il caso Guantanamo: dopo aver analizzato lo status giuridico della prigione che si trova nell’isola di Cuba, analizzeremo gli eventi che hanno portato all’incarcerazione di presunti terroristi di varie nazionalità da parte del governo americano, gli aspetti giuridici circa lo status di questi detenuti, la posizione del governo americano a riguardo.
Punto fondamentale è verificare la legittimità dello stato di reclusione alla luce del diritto umanitario. Fondamentalmente ci chiederemo se siano applicabili le Convenzioni di Ginevra, vista la particolarità della “guerra al terrore”, e lo faremo tenendo conto anche delle recenti sentenze della Corte Suprema in merito ai ricorsi presentati da alcuni detenuti di Guantanamo. Concluderemo interrogandoci se il diritto umanitario necessiti di una revisione alla luce dei nuovi tipi di conflitti che vanno al di là della tradizionale ripartizione in conflitti internazionali fra Stati e conflitti interni.

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Premessa ….“Dopo gli attentati dell’11 settembre, la lotta al terrorismo è diventata una priorità politica […]. La tentazione per i governi ed i parlamenti delle comunità che subiscono atti terroristici è di reagire in maniera energica, a caldo, mettendo tra parentesi le garanzie giuridiche che sono alla base di uno Stato democratico. La questione deve essere chiara: lo Stato deve servirsi di tutto il suo dispositivo giuridico per reprimere e prevenire le attività terroristiche, ma esso non può adottare a caso norme che potrebbero scalzare quegli stessi valori fondamentali che intende proteggere. Se uno Stato agisse in tal modo, finirebbe per cadere nella trappola che il terrorismo tende alla democrazia e allo Stato di diritto” 1 . 1 W. SCHWIMMER, “Prefazione”, in Diritti dell’uomo e lotta al terrorismo, linee guida, Strasburgo, 2003, p. 7. 6

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