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Effetti della ventilazione assistita non invasiva nella riabilitazione respiratoria di pazienti affetti da Broncopneumopatia Cronica Ostruttiva

La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una malattia cronica caratterizzata da una ostruzione stabile delle vie aeree, la cui manifestazione clinica principale è la dispnea. Nei pazienti affetti da BPCO la dispnea è la principale responsabile della disabilità che è costituita fondamentalmente da una ridotta tolleranza all’esercizio e da una ridotta qualità della vita, che da un lato causano, e dall’altro sono aggravate, dalla presenza di ansia e depressione.
È dimostrato che i programmi di riabilitazione respiratoria sono efficaci nel migliorare la dispnea, la tolleranza all’esercizio e la qualità della vita in pazienti affetti da BPCO. Nei pazienti con le forme più avanzate o gravi, dove la limitazione funzionale è tale da ostacolare in maniera importante il riallenamento, la riabilitazione respiratoria è meno efficace : per questi pazienti si impone la ricerca di nuove strategie riabilitative.
La ventilazione meccanica assistita non invasiva a pressione positiva (VMNI), controbilanciando il carico soglia e supportando i muscoli respiratori nella loro funzione, permette di allenare i pazienti con livelli di carico più elevati migliorando la performance cardiovascolare e aumentando l’efficacia metabolica dei muscoli degli arti.
Le recenti linee guida americane sulla riabilitazione respiratoria concludono che, nei pazienti affetti da BPCO di grado severo, la VMNI in aggiunta al riallenamento all’esercizio fisico, è in grado di produrre miglioramenti supplementari in termini di tolleranza allo sforzo . D’altra parte, le numerose difficoltà pratiche indotte dall’applicazione del ventilatore in palestra, ne limitano fortemente la rilevanza clinica . Studi precedenti hanno inoltre dimostrato l’efficacia della ventilazione assistita nel migliorare la tolleranza all’esercizio fisico anche se applicata durante il riposo notturno.
Scopo del presente studio è pertanto confrontare, nei pazienti affetti da BPCO di grado severo, gli effetti della ventilazione applicata durante riallenamento rispetto alla ventilazione notturna all’interno di un programma di riabilitazione respiratoria.

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Premessa __________________________________________________________________ 1 1. PREMESSA La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) è una malattia cronica caratterizzata da una ostruzione stabile delle vie aeree, la cui manifestazione clinica principale è la dispnea. Nei pazienti affetti da BPCO la dispnea è la principale responsabile della disabilità che è costituita fondamentalmente da una ridotta tolleranza all’esercizio e da una ridotta qualità della vita, che da un lato causano, e dall’altro sono aggravate, dalla presenza di ansia e depressione [1]. È dimostrato che i programmi di riabilitazione respiratoria sono efficaci nel migliorare la dispnea, la tolleranza all’esercizio e la qualità della vita in pazienti affetti da BPCO. Nei pazienti con le forme più avanzate o gravi, dove la limitazione funzionale è tale da ostacolare in maniera importante il riallenamento, la riabilitazione respiratoria è meno efficace [1] : per questi pazienti si impone la ricerca di nuove strategie riabilitative. La ventilazione meccanica assistita non invasiva a pressione positiva (VMNI), controbilanciando il carico soglia e supportando i muscoli respiratori nella loro funzione, permette di allenare i pazienti con livelli di carico più elevati migliorando la performance cardiovascolare e aumentando l’efficacia metabolica dei muscoli degli arti. Le recenti linee guida americane sulla riabilitazione respiratoria concludono che, nei pazienti affetti da BPCO di grado severo, la

Laurea liv.I

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Barbara Mazzone Contatta »

Composta da 63 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.