Skip to content

Gli aiuti di stato in materia fiscale

Informazioni tesi

  Autore: Mauro Masi
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Seconda Università degli Studi di Napoli
  Facoltà: Economia
  Corso: Finanza
  Relatore: Manlio Ingrosso
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 190

Obiettivo del presente lavoro è inquadrare nell’ambito dei diversi elementi strutturali e procedimentali degli aiuti di Stato le specifiche problematiche di carattere tributario, con attenzione non solo ai profili teorici, ma anche a quelli applicativi, e con un completo apparato di riferimenti alle decisioni della Commissione, alla giurisprudenza e alla dottrina. A tal fine, l’elaborato si compone di tre parti. La prima ( capitoli I e II ), propone un’esposizione completa ed esaustiva delle norme relative agli aiuti di Stato contenute negli artt. 87, 88 e 89 del Trattato CE. La nozione di aiuto è stata, precisata nel tempo, dal giudice comunitario, senza, tuttavia, che di essa fosse mai fornita una definizione precisa. Si rileva, che l’ipotesi normativa configurata dall’art. 87, par. 1, integra una pluralità di componenti che assumo autonoma rilevanza e che, pertanto, saranno distintamente esaminati per definirne il significato e la portata. In particolare costituirà oggetto di analisi ovvero concorrono a definire i criteri di qualificazione delle misure rilevanti ai sensi dell’art. 87: - l’origine statale dell’aiuto; - la selettività dell’aiuto; - gli effetti sugli scambi e sulla concorrenza. Infine, ampio spazio sarà dedicato alla logica sottesa alla creazione di un sistema di deroghe al divieto di aiuti di Stato che mira ad evitare situazioni potenzialmente dannose, sacrificando il principio di libera concorrenza in favore di operazioni che possono colmare il divario strutturale di alcune imprese o aree particolarmente deboli, in modo da creare le giuste condizioni per un loro ingresso nel mercato comune con gli strumenti adatti a reggere il gioco della concorrenza. Uno degli aspetti critici della disciplina comunitaria degli aiuti di Stato afferisce sicuramente all’analisi degli aspetti procedurali relativi al controllo sugli aiuti di Stato, nonché alle conseguenze che discendono dall’erogazione di aiuti incompatibili con il mercato comune. La finalità del secondo capitolo è quella di porre in evidenza gli aspetti salienti del meccanismo di controllo sugli aiuti di Stato attraverso una disamina dell’art. 88 del Trattato CE e del relativo Regolamento di controllo n. 659/1999 CE in relazione all’interpretazione che di tale norme e prassi applicativa ha fornito la Commissione, non tralasciando il fondamentale ruolo svolto dalla giurisprudenza comunitaria nell’espletamento della propria attività di esegesi del diritto. Nel proseguo del capitolo sarà esaminata la complessa disciplina in ipotesi di decisione negativa, vale a dire di aiuto incompatibile accertato dalla Commissione che in forza dell’art. 14 del Regolamento n. 659/1999, impone allo Stato di procedere al recupero dell’intero aiuto già erogato nei riguardi delle imprese che ne hanno beneficiato. La seconda parte dell’elaborato (capitolo III) propone un’attenta analisi sul ruolo e sui poteri della Commissione - in materia di aiuti di Stato - definiti dal Trattato e consolidati nella prassi operativa. L’analisi prosegue trattando un problema molto controverso, riguardante l’estensione dei poteri della Commissione e del Consiglio UE in materia di controllo delle misure di aiuto. In particolare, ci si chiede quale sia il limite delle attribuzioni del Consiglio in base all’art. 88, parr. 2 e 3 del Trattato. L’apparente linearità e chiarezza del Trattato non riesce a garantire l’equilibrio fra i poteri delle diverse istituzioni comunitarie. L’estensione del potere del Consiglio di giudicare un aiuto di Stato compatibile con il mercato comune può configurare un’ipotesi di pronuncia, del Consiglio stesso, in contrasto con una precedente decisione (negativa) della Commissione. Da ciò lo stesso aiuto costituirebbe l’oggetto di decisioni contrarie adottate in sequenza da due istituzioni comunitarie. Si delinea, in fine, nell’ultima parte, ovvero, nel quarto capitolo il quadro generale degli istituti fiscali concretamente passibili di entrare in contrasto con il divieto sancito dall’art. 87 del Trattato CE. Di seguito, sarà esaminata la nozione di “aiuto di Stato”, di cui all’art. 87, par. 1 del Trattato, alla luce delle specificità relative agli aiuti fiscali. In particolare, costituirà oggetto d’analisi: - l’origine statale dell’aiuto; - il vantaggio economico; - la selettività dell’aiuto; - gli effetti sugli scambi e sulla concorrenza. Si scende, infine, nel dettaglio dell’ordinamento fiscale italiano, attraverso un’analisi della configurabilità quali aiuti di Stato, delle agevolazioni fiscali concesse alle cc.dd. fondazioni bancarie.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista
Mostra/Nascondi contenuto.
1 INTRODUZIONE Le prime forme di sostegno statale alle imprese possono farsi risalire addirittura al periodo medioevale, anche se questi interventi cominciarono ad assumere carattere organico, sostanziandosi in una vera e propria politica economica statale, soltanto nel periodo del mercantilismo (tra il XVI ed il XVII secolo), in cui fu formalmente attribuito alle autorità pubbliche il compito di regolare la vita economica delle società. Ciononostante, le prime forme di disciplina del fenomeno risalgono alla seconda metà del XIX secolo, quando dopo un breve intermezzo libero-scambista, torno in auge l‟ideologia protezionistica. È solo in questo periodo, in cui vi fu un costante incremento degli interventi statali a favore delle imprese nazionali, che gli Stati cominciarono, da un lato, ad acquisire consapevolezza degli effetti distorsivi che la concessione di aiuti di Stato provoca sulla concorrenza tra impresa nel contesto internazionale e, dall‟altro, ad avvertire l‟esigenza di predisporre forme di protezione sia degli interessi delle industrie nazionali sia, più in generale, del libero ed equilibrato svolgimento dei rapporti commerciali internazionali. La prima disciplina multilaterale di contrasto alla concessione degli aiuti di Stato è consacrata nel General Agreement on Tariffs and Trade (GATT); accordo concluso a Ginevra nel 1947 e diretto a liberalizzare gli scambi economici internazionali mediante una progressiva diminuzione delle barriere e delle tariffe doganali. La versione originaria della disposizione del GATT riservata alle sovvenzioni (art. XVI) aveva contenuto piuttosto generale e si limitava a prevedere, in capo a ciascun Membro1 del GATT, obblighi meramente strumentali al contrasto della concessione di sovvenzioni. In particolare, l‟art. XVI, par. 1 stabiliva da un lato un obbligo di informazione sulla natura e sui caratteri delle sovvenzioni in grado di influenzare gli scambi internazionali e, dall‟altro lato, un obbligo di esame, con gli altri Membri interessati, delle sovvenzioni in grado di causare un pregiudizio serio agli interessi di uno o più Membri del GATT. La sessione di revisione del GATT del 1955 ha introdotto alcune “disposizioni aggiuntive relative alle sovvenzioni all’esportazione”, che, nel riconoscere gli effetti pregiudizievoli che l‟erogazione di tali aiuti può arrecare agli altri Membri (art. XVI, par. 2), hanno vietato ai Membri stessi di concedere qualsiasi tipo di sovvenzione all‟esportazione di un prodotto da cui conseguisse la vendita di quest‟ultimo ad un 1 Nel riferirsi al GATT, sembra corretto qualificare le parti contraenti come “Membri” e non come “Stati membri”, in quanto successivamente alla nascita della Comunità economica europea ed alla creazione dell‟unione doganale comunitaria, la Comunità - che, come è noto, non è articolata secondo il modello statale - è de facto divenuta membro del GATT.

CONSULTA INTEGRALMENTE QUESTA TESI

La consultazione è esclusivamente in formato digitale .PDF

Acquista

FAQ

Per consultare la tesi è necessario essere registrati e acquistare la consultazione integrale del file, al costo di 29,89€.
Il pagamento può essere effettuato tramite carta di credito/carta prepagata, PayPal, bonifico bancario, bollettino postale.
Confermato il pagamento si potrà consultare i file esclusivamente in formato .PDF accedendo alla propria Home Personale. Si potrà quindi procedere a salvare o stampare il file.
Maggiori informazioni
Ingiustamente snobbata durante le ricerche bibliografiche, una tesi di laurea si rivela decisamente utile:
  • perché affronta un singolo argomento in modo sintetico e specifico come altri testi non fanno;
  • perché è un lavoro originale che si basa su una ricerca bibliografica accurata;
  • perché, a differenza di altri materiali che puoi reperire online, una tesi di laurea è stata verificata da un docente universitario e dalla commissione in sede d'esame. La nostra redazione inoltre controlla prima della pubblicazione la completezza dei materiali e, dal 2009, anche l'originalità della tesi attraverso il software antiplagio Compilatio.net.
  • L'utilizzo della consultazione integrale della tesi da parte dell'Utente che ne acquista il diritto è da considerarsi esclusivamente privato.
  • Nel caso in cui l'Utente volesse pubblicare o citare una tesi presente nel database del sito www.tesionline.it deve ottenere autorizzazione scritta dall'Autore della tesi stessa, il quale è unico detentore dei diritti.
  • L'Utente è l'unico ed esclusivo responsabile del materiale di cui acquista il diritto alla consultazione. Si impegna a non divulgare a mezzo stampa, editoria in genere, televisione, radio, Internet e/o qualsiasi altro mezzo divulgativo esistente o che venisse inventato, il contenuto della tesi che consulta o stralci della medesima. Verrà perseguito legalmente nel caso di riproduzione totale e/o parziale su qualsiasi mezzo e/o su qualsiasi supporto, nel caso di divulgazione nonché nel caso di ricavo economico derivante dallo sfruttamento del diritto acquisito.
  • L'Utente è a conoscenza che l'importo da lui pagato per la consultazione integrale della tesi prescelta è ripartito, a partire dalla seconda consultazione assoluta nell'anno in corso, al 50% tra l'Autore/i della tesi e Tesionline Srl, la società titolare del sito www.tesionline.it.
L'obiettivo di Tesionline è quello di rendere accessibile a una platea il più possibile vasta il patrimonio di cultura e conoscenza contenuto nelle tesi.
Per raggiungerlo, è fondamentale superare la barriera rappresentata dalla lingua. Ecco perché cerchiamo persone disponibili ad effettuare la traduzione delle tesi pubblicate nel nostro sito.
Scopri come funziona

DUBBI? Contattaci

Contatta la redazione a
[email protected]

Ci trovi su Skype (redazione_tesi)
dalle 9:00 alle 13:00

Oppure vieni a trovarci su

Parole chiave

agevolazioni fiscali
aiuti di stato
aiuti fiscali
articolo 87
articolo 88
articolo 89
corte di giustizia
deroghe al divieto di aiuti di stato
diritto comunitario
diritto tributario
disciplina della concorrenza
fondazioni bancarie
poteri del consiglio
poteri della commissione
recupero degli aiuti di stato
selettività regionale
sovvenzioni
tributi di scopo

Non hai trovato quello che cercavi?


Abbiamo più di 45.000 Tesi di Laurea: cerca nel nostro database

Oppure consulta la sezione dedicata ad appunti universitari selezionati e pubblicati dalla nostra redazione

Ottimizza la tua ricerca:

  • individua con precisione le parole chiave specifiche della tua ricerca
  • elimina i termini non significativi (aggettivi, articoli, avverbi...)
  • se non hai risultati amplia la ricerca con termini via via più generici (ad esempio da "anziano oncologico" a "paziente oncologico")
  • utilizza la ricerca avanzata
  • utilizza gli operatori booleani (and, or, "")

Idee per la tesi?

Scopri le migliori tesi scelte da noi sugli argomenti recenti


Come si scrive una tesi di laurea?


A quale cattedra chiedere la tesi? Quale sarà il docente più disponibile? Quale l'argomento più interessante per me? ...e quale quello più interessante per il mondo del lavoro?

Scarica gratuitamente la nostra guida "Come si scrive una tesi di laurea" e iscriviti alla newsletter per ricevere consigli e materiale utile.


La tesi l'ho già scritta,
ora cosa ne faccio?


La tua tesi ti ha aiutato ad ottenere quel sudato titolo di studio, ma può darti molto di più: ti differenzia dai tuoi colleghi universitari, mostra i tuoi interessi ed è un lavoro di ricerca unico, che può essere utile anche ad altri.

Il nostro consiglio è di non sprecare tutto questo lavoro:

È ora di pubblicare la tesi