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Gli aspetti istituzionali della riforma dell'OSCE

La tesi descrive la storia dell'OSCE a partire dall'Atto Finale di Helsinki del 1975, la sua nascita come serie di conferenze intergovernative, passando poi per una breve storia della sua trasformazione in soggetto di diritto internazionale. Vengono descritti gli organi, gli obiettivi e le attività dell'OSCE e soprattutto la riforma indetta nel 2004 per la riorganizzazione e modernizzazione complessiva dell'organizzazione

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INTRODUZIONE Generalmente si tende a definire l’OSCE come un’organizzazione internazionale sui generis per le particolari modalità con cui è avvenuta la sua formazione,per la sua estensione geografica paragonabile solo a quella della NATO,e soprattutto per il suo concetto ampio di “sicurezza globale”,che comprende i fattori militari e politici così come quelli economici,ambientali,culturali e soprattutto si fonda sulla centralità della persona. Ciò è sicuramente vero se si guarda alla particolarità di questo soggetto rispetto ad altre organizzazioni internazionali di tipo tradizionale,prima tra tutte l’Organizzazione delle Nazioni Unite,ma occorre ricordare che né le CSCE né l’OSCE vera e propria hanno mai fondato nulla di nuovo sul piano teorico,ma si sono richiamate sempre alla tradizione filosofica e giuridica dell’Europa occidentale. Non tutti sanno infatti che il collegamento tra la “pace” interna (e quindi la sicurezza) e la soddisfazione dei bisogni fondamentali fu formulato per la prima volta da Bertholt von Regensburg nel XIII secolo,che pochi anni dopo Pierre Dubois espose la prima idea di una corte arbitrale internazionale composta di tanti tribunali arbitrali ad hoc,e che l’Assemblea Parlamentare di cui si tratterà il funzionamento ha un precedente nell’Unione Interparlamentare fondata nel 1888,sulla scia dei primi movimenti che si opponevano al militarismo proprio di quell’epoca e da cui pochi anni prima era nata la Croce Rossa Internazionale (1864) . Più che di singoli casi,si tratta però di una vera e propria mentalità che non considera la politica,la scienza o l’educazione come settori a sé stanti,ma riconosce la loro reciproca influenza e riconosce la loro origine nel rapporto tra la persona ed il reale:un modello che nasce in tempi ormai molto lontani e che si è dimostrato vincente rispetto all’idea di “scienze esatte” e del tutto sconnesse tra loro diffusa da un certo positivismo. La specificità dell’OSCE non sta dunque nell’aver coniato dei concetti,ma nell’aver messo in pratica con successo quelli già esistenti,e soprattutto nell’affidamento alla propria libertà compiuto dai partecipanti alle prime CSCE,che nei momenti in cui il dialogo sembrava essere divenuto impossibile hanno scelto di far continuare il processo quando avrebbero potuto interromperlo,e la comunità internazionale avrebbe compreso la loro decisione,poiché in quella fase non c’era altro che una serie di conferenze con intervalli che duravano anni e in cui poteva accadere di tutto,come avvenne poi con la fine dei blocchi. La riforma dell’OSCE è prima di tutto questo:la riscoperta delle ragioni che avevano portato ad istituirla nell’interesse della comunità internazionale e degli abitanti del proprio Stato,e soprattutto del legame innegabile tra libertà e appartenenza. 3

Laurea liv.I

Facoltà: Giurisprudenza

Autore: Francesca Cargnino Contatta »

Composta da 34 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1471 click dal 06/11/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.