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Terrorismo e stranieri: il giusto equilibrio tra libertà e sicurezza nella giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell'uomo

Dopo l' 11 settembre le disparita' nel trattamento degli stranieri ritenuti colpevoli di atti di terrorismo risaltano all'occhio anche del piu' disattento osservatore. Da un'analisi attenta della normativa europea anti-terrorismo vengono al pettine, poi, i nodi giuridici, quegli stessi che hanno permesso di giudicare lo straniero come l'attentatore/terrorista.
Attraverso una disamina della giurisprudenza della corte europea dei diritti dell'uomo risultano evidenti i tentativi giuridici di riequilibrare quel rapporto complesso tra liberta' e sicurezza, che viene in luce dall'analisi di una tematica di tal genere.
Il terrorismo oggi è ancora una questione spinosa nell'ambito internazionale. Conoscere le leggi, i casi giurisprudenziali, le applicazione e le inefficienze del sistema diventa essenziale per comprendere il mondo circostante.

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1 INTRODUZIONE A seguito degli attentati dell‟11 settembre 2001, e di quelli più recenti a Madrid (2004) e a Londra (2005), il terrorismo internazionale è stato percepito come una minaccia alla sicurezza nazionale1 e un “assalto diretto” ai valori fondamentali dei diritti umani, della democrazia e della preminenza del diritto2. Conseguentemente la lotta al terrorismo è divenuta una priorità politica, oltre che a livello internazionale (ONU), anche nell‟ambito delle organizzazioni regionali europee, quali l‟Unione Europea e il Consiglio d‟Europa. In Europa, il tema del terrorismo e la conseguente esigenza di contrastarlo devono, del resto, essere considerati necessariamente in relazione agli obblighi che impegnano gli Stati - parte dell‟UE e del Consiglio d‟Europa - al rispetto dei diritti umani proclamati negli strumenti di protezione inerenti, come la CEDU, e in rapporto ai rimedi esperibili davanti agli organi giudiziari, la Corte di Giustizia delle Comunità Europee e la Corte Europea dei diritti dell‟uomo3. Fin dall‟11 settembre 2001, gli aspetti più problematici delle misure di lotta al terrorismo, adottate dagli Stati Europei, hanno riguardato, per l‟appunto, la loro compatibilità con le esigenze di tutela dei diritti individuali, e in particolar modo dei diritti degli stranieri (sospettati di terrorismo), che sono maggiormente vulnerabili nelle situazioni di emergenza4. 1 Nella Risoluzione ONU 1373 del 21 settembre 2001, il Consiglio di Sicurezza dichiara che gli attacchi terroristici dell‟11 settembre sono da considerare come “una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale”. 2 „Guidelines on Human Rights and the Fight against Terrorism‟ (adottato dalla Commissione dei Ministri, 11 luglio 2002), via www.coe.int. 3 P. Bonetti, Terrorismo, emergenza e costituzioni democratiche, Bologna, il Mulino, 2006, p. 86. 4 D. Lochak, “Droit des étrangers. Introduction.”, in Gazette du Palais, n. 294, 21 ottobre 2003, www.lextenso.com.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Anna De Ianni Contatta »

Composta da 191 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.