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Il nuovo calcio come merce televisiva. Assetti strutturali, linguaggi espressivi e forme estetiche.

Informazioni tesi

  Autore: Davide De Crescenzo
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1999-00
  Università: Università degli Studi di Siena
  Facoltà: Lettere e Filosofia
  Corso: Scienze della Comunicazione
  Relatore: Enrico Menduni
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 196

Questo lavoro analizza, in un percorso storico ricco e dettagliato, il rapporto sempre più stringente tra il mezzo televisivo e la materia sportiva - il calcio in particolare - dagli albori fino alla situazione attuale all’interno del panorama italiano. Tenendo fermo il concetto di sport come fatto sociale totale, come fenomeno polidimensionale e complesso, anche la ricerca presenta una struttura articolata, con l’obiettivo di cogliere - della relazione “interessata” tra calcio e tv - gli aspetti storici, linguistici, economici ed estetici. Lo studio ha, quindi, un approccio necessariamente di ampio respiro, tuttavia non dispersivo, con ben fermo l’intento di evidenziare le ragioni profonde di un “connubio” sempre più avvolgente per i due soggetti in gioco, come dimostrano gli ultimi sviluppi dovuti all’avvento della rivoluzione satellitare e digitale nel campo della televisione a pagamento.
Il lavoro è strutturato in quattro capitoli. Nella prima parte viene analizzata, in un quadro attento alla complessità della relazione, la comune radice storica dello sport moderno e dei mass media nella società industriale di fine Ottocento. Il passaggio, quindi, dello sport da pratica amatoriale ristretta negli ambienti aristocratici britannici, alla sua progressiva costituzione in grande spettacolo di massa, con l’esplosione del fenomeno sociale del “tempo libero” e attraverso il sostegno interessato dei primi mezzi di comunicazione (stampa e radio). Lo sport, specialmente il calcio, di matrice anglosassone, assume i tratti di un fenomeno sempre più massmediologico e trova, nell’industria culturale, una collocazione sociale orientata, prevalentemente, al consumo e al divertimento di massa.
Il secondo capitolo, invece, volge la propria attenzione al rapporto particolare tra la televisione e la materia sportiva, dal monopolio pubblico all’affermazione, negli anni Ottanta, della neotelevisione. Vengono, quindi, analizzati tutti quegli aspetti storico-linguistici legati allo sviluppo tecnologico del mezzo rispetto alle necessità di rappresentare sul piccolo schermo le principali manifestazioni sportive (le Olimpiadi, i Campionati del mondo di calcio, le grandi gare a tappe di ciclismo). Temi quali lo sport come media-event, come intrattenimento televisivo, come “chiacchiera discorsiva” o come veicolo promozionale e pubblicitario costituiscono - nel loro insieme - i campi interrelati che articolano quel “matrimonio d’interesse” - tra tv e sport - su cui si incentra la ricerca e la mia riflessione.
La terza sezione si concentra sulle principali rivoluzioni che hanno investito, nell’ultimo quadriennio, l’ambito calcistico : la sentenza Bosman, il riconoscimento giuridico del fine di lucro per le società professionistiche, la commercializzazione televisiva del calcio con l’istituzione della Champions League e, soprattutto, le problematiche relative all’avvento della pay tv e della pay per view. A quest'ultimo aspetto si lega la guerra dell’etere per l’acquisizione dei diritti di trasmissione - in chiaro e “criptati” - degli incontri di calcio del campionato di serie A e B, inquadrata in una strategia dei grandi gruppi televisivi nella quale la materia calcistica si configura come vera killer application delle nuove tecnologie satellitari e digitali nell’era dell’opulenza televisiva. Un capitolo, dunque, attento, da una parte, agli assetti strutturali delle aziende televisive (in primis le piattaformi digitali) in relazione alla gestione della materia mediatica sportiva; dall’altra, alla riconfigurazione dei rapporti politico-istituzionali ed economici tra i soggetti dell’universo sportivo (Coni, Figc, Lega Calcio, società professionistiche) e gli stessi operatori televisivi.
Senza dimenticare tutte quelle tematiche relative al ruolo sociale del servizio pubblico in un mercato televisivo posto in costante fibrillazione dalle operazioni dei più importanti soggetti privati...

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INTRODUZIONE Questo lavoro si propone di analizzare, in un percorso storico ricco e dettagliato, il rapporto sempre più stringente tra il mezzo televisivo e la materia sportiva - il calcio in particolare - dagli albori fino alla situazione attuale all’interno del panorama italiano. Tenendo fermo il concetto di sport come fatto sociale totale, come fenomeno polidimensionale e complesso, anche la ricerca presenta una struttura articolata, con l’obiettivo di cogliere - della relazione “interessata” tra calcio e tv - gli aspetti storici, linguistici, economici ed estetici. Lo studio ha, quindi, un approccio necessariamente di ampio respiro, tuttavia non dispersivo, con ben fermo l’intento di evidenziare le ragioni profonde di un “connubio” sempre più avvolgente per i due soggetti in gioco, come dimostrano gli ultimi sviluppi dovuti all’avvento della rivoluzione satellitare e digitale nel campo della televisione a pagamento. Il lavoro è strutturato in quattro capitoli. Nella prima parte verrà analizzata, in un quadro attento alla complessità della relazione, la comune radice storica dello sport moderno e dei mass media nella società industriale di fine Ottocento. Il passaggio, quindi, dello sport da pratica amatoriale ristretta negli ambienti aristocratici britannici, alla sua progressiva costituzione in grande spettacolo di massa, con l’esplosione del fenomeno sociale del “tempo libero” e attraverso il sostegno interessato dei primi mezzi di comunicazione (stampa e radio). Lo sport, specialmente il calcio, di matrice anglosassone, assume i tratti di un fenomeno sempre più massmediologico e trova, nell’industria culturale, una collocazione sociale orientata, prevalentemente, al consumo e al divertimento di massa. Il secondo capitolo, invece, volge la propria attenzione al rapporto particolare tra la televisione e la materia sportiva, dal monopolio pubblico

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