Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

La Repubblica di Nokhchiin: un falso problema geoeconomico

L’obbiettivo iniziale era quello di esaminare la Cecenia da un punto di vista strettamente geo-economico. Nel corso della ricerca il target si è ampliato in quanto sarebbe stato limitante non prendere in considerazione determinati fattori che esulavano dall’ambito economico.
Un esempio chiarificatore dei continui stravolgimenti del caso ceceno si riferisce alla denominazione della Repubblica stessa. Il titolo della tesi riprende infatti il nome della Repubblica cosi come venne ridefinita nel 2003 dalla Costituzione promossa da Kadyrov. Nome che assumeva una particolare importanza per il fatto che si discostava da quello scelto dai rappresentanti ceceni negli anni ’90, e portato ancora avanti dal governo in esilio, ovvero Repubblica di Ichkeria.
Il problema che viene presentato all'interno della ricerca è relativo al ruolo che la Cecenia ricopre all’interno della Federazione russa e nello scenario internazionale, partendo dal presupposto che il conflitto ceceno è sempre stato descritto come una mera questione d’importanza strategica. Questa ricerca vorrebbe dimostrare il contrario. Si tratta infatti di una questione assai controversa e attorno alla quale sono fiorite numerose polemiche: per illustrarne adeguatamente i termini, lo studio si articola in sei parti.
I primi due capitoli lanciano uno sguardo alle radici del problema e si soffermano perciò sulla situazione della società cecena e sulla sua storia, legata a doppio filo con quella russo-sovietica. Una realtà, quella cecena, che mal si adattava nei secoli passati a sottostare all’ingombrante vicino, resistendo strenuamente ai numerosi tentativi di conquista.
La capitolazione di Grozny, e le successive vicissitudini sovietiche, hanno radicalizzato in questa tenace popolazione il desiderio di riprendersi un’autonomia rispetto a Mosca. Per la Russia però l’area caucasica aveva da sempre ricoperto una importante funzione sia strategico-militare sia di bacino di risorse energetiche ed è necessario tener conto di ciò per comprendere il motivo di tanta determinazione da parte dei governi russi negli ultimi venti anni.
Dopo aver fornito questo primo sguardo d’insieme, nel terzo capitolo viene infatti analizzata la questione da un punto di vista prettamente economico, con l’obbiettivo di studiare l’effettiva importanza della regione dal punto di vista energetico, senza comunque dimenticare il difficile progetto di ricostruzione in atto. Un progetto che non potrebbe sussistere senza i numerosi aiuti provenienti sia dalla Federazione sia da una serie alquanto impensabile di attori internazionali. Una parte del capitolo è dedicata anche alle peculiarità del sistema economico russo attuale, con un’analisi approfondita del soggetto-Gazprom.
L’importanza economica della regione passa in secondo piano nel momento in cui si prende in considerazione anche il fattore Islam, che ha assunto una notevole rilevanza in ambito globale, e che ha uno dei suoi teatri meno pubblicizzati proprio nell’area caucasica.
Il quarto capitolo si propone di analizzare l’Islam nelle sue sfaccettature caucasiche, con i suoi legami con il mondo mediorentale fondamentalista, ma sopratutto con i suoi fatti di cronaca legati ai numerosi e drammatici atti terroristici occorsi nell’area.
La Cecenia, proprio a causa di questi suoi legami con il mondo islamico, ha perso il sostegno iniziale da parte di quei simpatizzanti che intravedevano in questa vicenda una chiara prevaricazione russa rispetto al diritto internazionale. A tale proposito, si da conto di alcuni casi emblematici, come ad esempio dei presunti legami tra i ribelli ceceni e al-Qaeda, passando per uno dei maggiori problemi che sono sorti nel corso degli ultimi in Cecenia, ovvero la questione dei rapimenti a scopo di lucro.
A tale vicenda verrà dedicato uno specifico paragrafo all’interno del quinto capitolo, nel quale verranno inoltre descritte le numerose violazioni dei diritti umani, violazioni sia da parte russa che da parte cecena. Questo capitolo analizza nello specifico anche le relazioni internazionali che sono intercorse tra i differenti soggetti con interessi nell’area. A partire dalle reazioni occidentali rispetto all’operato russo, passando poi per le iniziative intraprese dalle Organizzazioni Internazionali e dalle ONG nel tentativo di limitare o almeno blandire le condotte criminose volte a creare un regime del terrore.
L’ultimo capitolo, il sesto, è invece dedicato allo studio di una delle armi che ha acquisito maggior forza nel corso degli ultimi anni: i media. I mezzi di informazione hanno infatti raggiunto un peso tale da divenire, in determinate situazioni, dei veri e propri aghi della bilancia per la risoluzione positiva o meno del conflitto. In tale contesto si tiene conto quindi dell’utilizzo dei media da parte degli attori in gioco, senza dimenticare il mezzo di comunicazione per eccellenza del terzo millennio, internet.

Mostra/Nascondi contenuto.
7 Introduzione La scelta di scrivere una tesi riguardante la piccola Repubblica della Cecenia nacque dopo aver letto una raccolta di articoli della giornalista russa Politovskaya. La sua voglia di descrivere una situazione drammatica, andando contro uno Stato forte come quello di Mosca, e subendo in prima persona le conseguenze della sua documentata critica, mi hanno spinto a cercare di analizzare più approfonditamente questa problematica presente ai confini dell’Europa. L’obbiettivo iniziale era quello di esaminare la Cecenia da un punto di vista strettamente geo-economico. Nel corso della ricerca il target si è ampliato in quanto sarebbe stato limitante non prendere in considerazione determinati fattori che esulavano dall’ambito economico. Un esempio chiarificatore dei continui stravolgimenti del caso ceceno si riferisce alla denominazione della Repubblica stessa. Il titolo della tesi riprende infatti il nome della Repubblica cosi come venne ridefinita nel 2003 dalla Costituzione promossa da Kadyrov. Nome che assumeva una particolare importanza per il fatto che si discostava da quello scelto dai rappresentanti ceceni negli anni ’90, e portato ancora avanti dal governo in esilio, ovvero Repubblica di Ichkeria. Il problema che verrà presentato nelle pagine seguenti è relativo quindi al ruolo che la Cecenia ricopre all’interno della Federazione russa e nello scenario internazionale, partendo dal presupposto che il conflitto ceceno è sempre stato descritto come una mera questione d’importanza strategica. Questa ricerca vorrebbe dimostrare il contrario. Si tratta infatti di una questione assai controversa e attorno alla quale sono fiorite numerose polemiche: per illustrarne adeguatamente i termini, lo studio si articola in sei parti. I primi due capitoli lanciano uno sguardo alle radici del problema e si soffermano perciò sulla situazione della società cecena e sulla sua storia, legata a doppio filo con quella russo-sovietica. Una realtà, quella cecena, che mal si adattava nei secoli passati a sottostare all’ingombrante vicino, resistendo strenuamente ai numerosi tentativi di conquista.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Stefano Veronese Contatta »

Composta da 165 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1728 click dal 18/11/2008.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.