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La metamorfosi del Vagabondo: coincidenza tra il silenzio espressivo del ''muto'' e le parole sentimentali del ''sonoro''

"Vedete, questo è un individuo multiforme, un vagabondo, un
gentiluomo, un poeta, un sognatore, un uomo solitario, sempre in cerca di
nuove avventure. Vorrebbe farvi credere che è uno scienziato, un
musicista, un duca, un giocatore di polo. Però non disdegna di raccattare,
cicche o di rubare una caramella a un bambino. E, naturalmente, se
l’occasione lo giustifica, sarà anche capace di prendere una signora a
calci nel di dietro: ma solo in casi estremi!"

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4 INTRODUZIONE 1 « Vedete, questo è un individuo multiforme, un vagabondo, un gentiluomo, un poeta, un sognatore, un uomo solitario, sempre in cerca di nuove avventure. Vorrebbe farvi credere che è uno scienziato, un musicista, un duca, un giocatore di polo. Però non disdegna di raccattare, cicche o di rubare una caramella a un bambino. E, naturalmente, se l’occasione lo giustifica, sarà anche capace di prendere una signora a calci nel di dietro: ma solo in casi estremi! » Con queste parole un giovane Charlie Chaplin presenta l’idea del suo nuovo personaggio al produttore cinematografico Mack Sennet e a tutta la troupe della Keystone, i quali sono subito rapiti da questo omino con i baffetti e con le scarpe più larghe di tre misure che cerca di farli ridere con la sua originale pantomima. Partendo da questo vivido ricordo della mente di Chaplin, rintracciato all’interno della sua autobiografia, in questo lavoro si ripercorreranno alcune fasi importanti della sua carriera cinematografica e in particolare si metterà in risalto la ferma decisione di Charlot di mantenere l’universo poetico del Vagabondo pure nei personaggi dei film sonori, sostituendo alle capacità mimiche di questa figura la verve espressiva di Adenoyd Hynkel, Monsieur Verdoux, Calvero e via dicendo. Si pone quindi uno scenario di continuità artistica tra la gestualità e le smorfie di Charlot e la recitazione dei personaggi successivi, sottolineando la volontà di Chaplin di mantenere l’importanza del silenzio pure nel momento in cui il cinema lo portò ad utilizzare le tecniche del “sonoro”. 1 Charles S. Chaplin La mia autobiografia Biblioteca Universale Rizzoli Milano 1993 pag.174

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Debora Perricone Contatta »

Composta da 71 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1993 click dal 18/11/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.