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Analisi storica e situazione attuale della presenza del lupo (canis lupus) in Val Susa (provincia di Torino)

Informazioni tesi

  Autore: Luca Giunti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 2004-05
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
  Corso: Scienze Naturali
  Relatore: Guido Badino
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 144

La ricerca riguarda alcuni aspetti dell’ecologia e della biologia di una popolazione di lupo (Canis lupus L.) in Piemonte, in Provincia di Torino, nell’Alta Val Susa, nel periodo compreso tra novembre 2003 e dicembre 2004. Gli studi degli anni precedenti avevano accertato la presenza di tre nuclei stabili di lupo, gravitanti in aree differenti con alcuni interscambi.

E’ stata individuata una rete di transetti da percorrere mensilmente a piedi, in modo da rilevare i segni di presenza riconducibili al lupo (escrementi, impronte, predazioni, marcature). Gli stessi itinerari sono stati seguiti in inverno sulla neve, e le piste trovate hanno consentito di valutare il numero di individui, la tipologia dello spostamento e la frequenza delle marcature. Sono stati inoltre registrati gli avvistamenti occasionali e i ritrovamenti di esemplari deceduti. E’ stata periodicamente utilizzata la tecnica del wolf-howling (induzione di risposte ad ululati registrati), che ha permesso di stimare le consistenze dei branchi, di valutarne il successo riproduttivo e di individuare le aree minime utilizzate dai branchi.

Le analisi delle fatte raccolte consentono di conoscere la dieta dei lupi tramite la frequenza di comparsa delle diverse specie preda. Inoltre è stata programmata una indagine genetica sui campioni di escrementi ancora freschi, che ha reso possibile iniziare a valutare gli spostamenti dei singoli lupi all’interno del territorio studiato.

E’ stata collateralmente condotta una ricerca bibliografica e storica sulla presenza ed estinzione del lupo in Alta Val Susa, e sulle dinamiche della popolazione umana, dell’economia, della caccia e della pastorizia dal 1700 fino ai giorni nostri.

I dati del monitoraggio sono stati inseriti nella più ampia ricerca condotta dalla Regione Piemonte, e, unitamente a quelli di altri ricercatori, hanno permesso di descrivere le dinamiche delle popolazioni di lupi e il loro impatto sulla fauna selvatica e domestica.

I lupi presenti in Alta Val Susa variano, nel periodo dello studio, da 13 a 8, e la loro densità da 2,5 lupi per 100 km2 a 1,5 per 100 km2. Le popolazioni di ungulati selvatici non sembrano risentire delle predazioni causate dai lupi, mentre quelle domestiche subiscono perdite analoghe o minori di quelle causate da altri fattori.

Questi risultati sono stati infine esaminati alla luce dell’evoluzione storica complessiva della Val Susa, valutando le modifiche nel rapporto tra i lupi e le attività antropiche, e suggerendo alcuni scenari futuri e iniziative praticabili per migliorare la coesistenza tra uomini e lupi.

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INTRODUZIONE Il lupo riveste particolare importanza sotto molti punti di vista. Per il naturalista è un predatore al vertice delle catene alimentari, come tale indicatore di sostanziale integrità ambientale e agente di selezione sulle popolazioni di prede. Per il sociologo e lo storico occupa un posto rilevante sia nell’immaginario collettivo che nella storia umana. Per l’amministratore pubblico rappresenta un elemento da gestire, sempre in bilico tra problematicità e protezione. Per allevatori e cacciatori è un avversario, mentre per escursionisti e appassionati simboleggia la fierezza e la natura selvaggia. Infine per il magistrato è “patrimonio indisponibile dello Stato” tutelato da specifiche leggi italiane ed europee. Ognuna di queste interpretazioni - tutte legittime - è oggi presente in Val Susa, dove convivono o confliggono in diversa misura. Il presente studio ha analizzato il lupo in questa area delle Alpi occidentali, sia nella storia che nelle sue dinamiche attuali, ed ha cercato di individuare alcuni punti caldi su cui concentrare nei prossimi anni l’attenzione e gli sforzi delle categorie umane sopra elencate. LA RICERCA NELLA REGIONE PIEMONTE E IN PROVINCIA DI TORINO In Provincia di Torino le prime segnalazioni della specie risalgono al 1994, e la presenza stabile di un branco di lupi è stata accertata nel 1997 (Bertotto e Luccarini, 1999). Il Servizio Progettazione e Gestione Parchi e Aree Protette della Provincia di Torino ha attuato dal 1997 al 1999 un progetto di monitoraggio esteso esclusivamente alle valli Susa e Chisone, in collaborazione con il Dipartimento di Etologia, Ecologia ed Evoluzione dell’Università di Pisa, con il Dipartimento di Produzioni Animali, Epidemiologia ed Ecologia dell’Università di Torino, e con i Parchi Regionali Val Troncea e Gran Bosco di Salbertrand. In seguito è stato avviato un piano a regia regionale di durata triennale (1999-2001) nell’ambito del Programma Comunitario INTERREG II Italia-Francia 1994-99, denominato "Il lupo in Piemonte: azioni per la conoscenza e la conservazione della specie, per la prevenzione dei danni al bestiame domestico e per l'attuazione di un regime di coesistenza stabile tra lupo ed attività economiche". E’ stato attuato con la collaborazione delle Aree protette regionali interessate, delle Province, delle associazioni di categoria (allevatori, cacciatori, ambientalisti), di esperti e ricercatori delle Università, dei Servizi Sanitari Regionali (A.S.L.), del Corpo Forestale dello Stato e di liberi professionisti. Concluso questo progetto nel dicembre 2001, l'attività di monitoraggio e di studio della ricolonizzazione del lupo sull'arco alpino piemontese è proseguita nel 2002, nel 2003 e nel 2004 con risorse regionali della L.R. 47 del 3.04.95, per “adeguare e stabilizzare le ricerche avviate, necessarie per lo sviluppo e la definizione di strumenti operativi,

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