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Il trattamento dei disturbi dell'attaccamento nell'infanzia: “Watch Wait and Wonder” un nuovo approccio infant-led

Informazioni tesi

  Autore: Laura Nannucci
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2005-06
  Università: Università degli Studi di Bologna
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Scienze e tecniche psicologiche
  Relatore: Giovanni De Plato
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 47

Questo progetto nasce dalla mia esperienza di tirocinio condotta nell’ambito della Neuropsichiatria Infantile presso il Centro Clinico per la Prima Infanzia un servizio specialistico per la diagnosi ed il trattamento dei disturbi precoci, attivato nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale istituito dall’ASL Bologna Nord, nell’area di Castel Maggiore.
L’interesse per i profondi misteri della mente, congiunto al profondo amore per i bambini e all’impegno che vorrei destinare ai progetti dedicati alla promozione della loro salute, e alla prevenzione e cura dei disturbi mentali dell’infanzia, mi ha portato ad interessarmi a questo argomento così attuale nell’ambito della psichiatria: la psicoterapia infantile.
In particolare mi sono dedicata all’analisi delle nuove ricerche e proposte in questo campo che, da qualche decennio a questa parte, riscuote grande interesse da parte della comunità scientifica del settore. Durante il mio tirocinio ho potuto assistere concretamente all’uso della psicoterapia breve madre-bambino utilizzata nel centro suddetto; da qui, il mio interesse per l’esplorazione di quali nuove frontiere erano state proposte ed, eventualmente, di quali di queste ne era stata anche verificata l’efficacia. Dopo un’accurata indagine, ho constatato che negli ultimi anni, la maggior parte delle ricerche si è concentrata sullo studio e sulla cura dei disturbi dell’attaccamento così come Bowlby li aveva introdotti e, successivamente, Ainsworth, Main e Solomon li avevano ampliati ed approfonditi. Avendo sempre provato un interesse particolare nei confronti della teoria di Bowlby, mi rallegrai del fatto che ciò mi offriva la possibilità di approfondire anche questo argomento.
Ciò che mi propongo con questo elaborato è: in primo luogo di analizzare, nel contesto degli studi sullo sviluppo emotivo del bambino, quali contributi particolari sono derivati dalla teoria dell’attaccamento all’analisi della relazione primaria. In secondo luogo, ma più centralmente, di proporre un’analisi dell’efficacia, nell’ambito delle psicoterapie infantili, di un particolare modello psicoterapico, a cavallo fra un approccio psicodinamico ed uno cognitivo-comportamentale, che ha particolarmente catturato la mia curiosità. Di particolare interesse per questo elaborato, è di analizzare in quale misura, le variazioni di tecnica enfatizzate in questo modello di terapia, vadano ad incontrare le dimensioni di relazione madre-bambino, che sono state considerate fondamentali alla luce dei contributi derivanti dagli studi sull’attaccamento.
La prima parte del mio elaborato introduce i fattori di sviluppo affettivo del bambino. Ponendo l’accento sull’importanza del contesto familiare, alla luce dei principi della teoria dell’attaccamento, è stata proposta una revisione critica dell’importanza della relazione primaria di accudimento nello sviluppo emotivo dell’infanzia.
Successivamente ho cercato di offrire una panoramica delle metodologie di valutazione e di classificazione dei disturbi dell’attaccamento, cercando di focalizzare su quelle più utilizzate e su quelle di maggior interesse per questa discussione. Mi è sembrato d’uopo a questo punto, inserire una rassegna degli studi sistematici effettuati negli ultimi anni, destinati a verificare la fondatezza delle affermazioni di Bowlby e dei suoi successori, alla luce dei precursori dell’attaccamento e della possibile correlazione dei suoi disturbi con altre patologie conclamate.
Nella parte seguente, analizzando come vengono affrontati dalla psicoterapia infantile i disturbi dell’attaccamento, ho introdotto il modello psicoterapico utilizzato nell’esperimento (capitolo successivo). Attraverso una panoramica delle metodologie più utilizzate, ed una valutazione delle dimensioni attraverso le quali si dispiegano le similitudini e le differenze fra le stesse, ho cercato di inquadrare i presupposti e la tecnica sui quali appunto si basa il modello “Watch, Wait and Wonder”. In particolare ho cercato di trovare un collegamento fra gli specifici aspetti che erano stati valutati causali (durante le interazioni con la madre) nella formazione dei pattern di attaccamento, e gli aspetti che vengono considerati cruciali nelle sessioni di cura del trattamento considerato. Il focus si dispiega soprattutto sulla originale dimensione di “guida del bambino” che il modello propone.
L’ultima parte consiste nell’esposizione combinata di 2 studi (uno studio principale ed uno studio di follow-up successivo, di 6 mesi, al precedente) costruiti per verificare l’efficacia, della tecnica suddetta, nella cura dei disturbi infantili. Segue una valutazione e relativa discussione dei risultati dello studio.

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1 INTRODUZIONE Questo progetto nasce da una esperienza di tirocinio condotta nell’ambito della Neuropsichiatria Infantile presso il Centro Clinico per la Prima Infanzia un servizio specialistico per la diagnosi ed il trattamento dei disturbi precoci, attivato nell’ambito del Servizio Sanitario Nazionale istituito dall’ASL Bologna Nord, nell’area di Castel Maggiore. In particolare è stata dedicata attenzione all’analisi delle nuove ricerche e proposte in questo campo che, da qualche decennio a questa parte, riscuote grande interesse da parte della comunità scientifica del settore. Durante il tirocinio si è potuto assistere concretamente all’uso della psicoterapia breve madre-bambino utilizzata nel centro suddetto; da qui, l’interesse per l’esplorazione di quali nuove frontiere erano state proposte ed, eventualmente, di quali di queste ne era stata anche verificata l’efficacia. Dopo un’accurata indagine, è stato constatato che negli ultimi anni, la maggior parte delle ricerche si era concentrata sullo studio e sulla cura dei disturbi dell’attaccamento così come Bowlby li aveva introdotti e, successivamente, Ainsworth, Main e Solomon li avevano ampliati ed approfonditi. Ciò che ci si propone con questo elaborato è: in primo luogo di analizzare, nel contesto degli studi sullo sviluppo emotivo del bambino, quali contributi particolari sono derivati dalla teoria dell’attaccamento all’analisi della relazione primaria. In secondo luogo, ma più centralmente, di proporre un’analisi dell’efficacia, nell’ambito delle psicoterapie infantili, di un particolare modello psicoterapico, a cavallo fra un approccio psicodinamico ed uno cognitivo- comportamentale. Di particolare interesse per questo elaborato, è inoltre di analizzare in quale misura, le variazioni di tecnica enfatizzate in questo modello di terapia, vadano ad incontrare le dimensioni di relazione madre-bambino, che sono state considerate fondamentali alla luce dei contributi derivanti dagli studi sull’attaccamento. La prima parte introduce i fattori di sviluppo affettivo del bambino. Ponendo l’accento sull’importanza del contesto familiare, alla luce dei principi della teoria

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