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Le principali novità per i professionisti in tema di antiriciclaggio alla luce del d.lgs. 231/07

Informazioni tesi

  Autore: Jacopo Rosati
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Firenze
  Facoltà: Economia
  Corso: Economia e Commercio
  Relatore: Aldo Bompani
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 70

Riciclare denaro sporco significa prendere denaro derivante da un crimine ed in qualche modo farlo riemergere dalla clandestinità: in pratica reinvestire capitali illeciti in attività lecite. Per contrastare in modo più efficace questo pericoloso fenomeno è stato elaborato il d.lgs 231/07 con cui si reperisce nel nostro ordinamento la III Direttiva Antiriciclaggio. il legislatore nazionale ha introdotto nel nostro ordinamento numerose novità, con un forte impatto sui professionisti del settore giuridico-contabile e sugli intermediari, sia sotto il profilo degli adempimenti, su cui concentreremo la nostra analisi, sia sotto quello sanzionatorio.

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Capitolo I INTRODUZIONE. IL RICICLAGGIO 1. Il riciclaggio del denaro sporco e i recenti interventi del legislatore per contrastarlo Riciclare denaro sporco significa prendere denaro derivante da un crimine ed in qualche modo farlo riemergere dalla clandestinità: in pratica reinvestire capitali illeciti in attività lecite. Al denaro sporco viene fatta fare una serie di passaggi, magari passando attraverso qualche paradiso fiscale, per ritornare bello pulito su qualche conto corrente, pronto per essere usato. Se vogliamo schematizzare la dinamica economica di questo fenomeno, si può distinguere: • in una prima fase, di lavaggio (money laundering), nella quale si pongono in essere operazioni, generalmente a breve termine, volte a camuffare l'origine illecita dei beni: • una fase successiva, di impiego (recycling), realizzata generalmente con operazioni a medio – lungo termine, il cui scopo è di inserire i capitali lavati nel ciclo economico legale. Il fenomeno del riciclaggio del denaro sporco è da tempo fortemente osteggiato dal nostro ordinamento giuridico, non solo a causa della deprecabilità delle condotte criminose a monte, ma anche e soprattutto per le forti distorsioni generate nel sistema economico, alterando i normali meccanismi di accumulo della ricchezza e di approvvigionamento delle fonti di finanziamento. Si stima che il denaro riciclato oggi in Italia sia pari a 3,3 miliardi di euro, circa il 2,5% del PIL1, mentre globalmente si stima tra il 2 ed il 5% del PIL mondiale, e questo fiume di denaro contribuisce a rafforzare le più disparate organizzazioni 1 Stime che, come tali, sono caratterizzate da una forte variabilità: è infatti valutato da parte di alcuni addirittura tra l'8 ed il 12% del PIL italiano. 2

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