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Banchetto delle alghe di mare

L'autore del romanzo è il siriano Haydar Haydar che lo pubblicò nel 1983 a Nicosia. Attraverso un intreccio narrativo ambientato tra l’Iraq e l’Algeria, l’autore racconta la storia del PCI (Partito Comunista Iracheno) e della sua disastrosa rovina nel corso degli anni ‘70, oltre che la vita quotidiana in Algeria durante la guerra di liberazione post-indipendenza sotto il regime militare di Boumedienne, il quale operò un colpo di stato contro Ben Bella nel 1965.
Infatti è stato proprio il “terrorismo intellettuale” dei fondamentalisti ad innescare nel mondo arabo quel meccanismo di censura dei romanzi considerati blasfemi e offensivi nei confronti dell’Islam, di Dio o del Corano.
A supporto di questa tesi, non bisogna dimenticare che quando “Banchetto delle alghe di mare” fu pubblicato per la prima volta nel 1983 non catturò quasi alcun interesse da parte dei fondamentalisti, semplicemente perché all’epoca non avevano il potere che hanno assunto oggi.l governo di Sadat in Egitto, invece, aveva permesso nel 2000, in vista delle nuove elezioni politiche, la formazione di un certo numero di partiti politici, a ciascuno dei quali fu dato il diritto di avere un proprio giornale. Due di questi partiti, il Wafd e il Partito Laburista, finirono completamente nelle mani di gruppi islamisti, il cui organo ufficiale divenne il giornale al-Sha‘b.
Dopo sedici anni dalla sua pubblicazione a Nicosia, il romanzo non suscitò alcuna reazione immediata al Cairo. Tuttavia alla fine di marzo del 2000 un giovane scrittore, Hasan Nur, accusò il romanzo di blasfemia sulla rivista al-Usbu‘. Il suo articolo fu letto da Muhammad Abbas, un medico radiologo sostenitore del Partito laburista che, il 28 aprile dello stesso anno, pubblicò un rabbioso articolo sulla rivista al-Sha‘b contro Haydar Haydar intitolandolo “Chi si impegna a morire con me?”.L’accusa era rivolta al Ministro della cultura egiziano Faruk Hosni che aveva consentito la ristampa del romanzo, paragonato per la sua oscenità ai Versetti satanici di Rushdie . La miccia dalla quale poi sono scaturite tutta una serie di false accuse era la frase sovracitata che si trova nel romanzo. Secondo Abbas, le ultime due parole della frase, ossia “Corano” e “Merda”, non erano separate dalla virgola e questo significava che l’autore siriano aveva voluto fare un oltraggio alla religione islamica.
Abbas continuò la sua crociata nel numero di al-Sha‘b datato 5/5/2000. Lunedì 8 maggio del 2000, anche gli studenti dell’università Azhar decisero di protestare contro il romanzo inquisito, sollecitati soprattutto dal loro rettore Ahmad ‘Umar Hashim. Così si riversarono per le strade del Cairo, ma incontrarono l’antisommossa della polizia con auto blindate, gas lacrimogeni e proiettili di gomma.
Gli islamisti, invece, non denunciavano un romanzo blasfemo e osceno, ma il fatto che fosse stato pubblicato da un’istituzione pubblica, il Ministero della Cultura.
Di contro, alcuni giorni dopo, l’Unione degli scrittori egiziani, il Supremo Consiglio della Cultura, l’Unione dei giornalisti e alcuni editori indipendenti fecero sentire la loro voce con dichiarazioni forti contro la campagna islamista. Il 17 maggio il libro venne infine sottoposto al giudizio degli sheykh di al-Azhar che lo accusarono di essere spesso erotico e pieno di riferimenti sessuali, di insultare tutti i governanti arabi attribuendo loro crimini terribili che incitavano le masse a lottare contro di essi e infine di non essere conforme ai valori morali e alla religione.
Ma è opinione comune che il motivo principale di questa campagna diffamatoria è stato quello di rendere popolare la fazione integralista in vista delle elezioni parlamentari che si tennero nel novembre del 2000 in Egitto.
Il fatto che siano stati capaci di mobilitare centomila studenti contro una semplice opera letteraria ben sedici anni dopo la sua pubblicazione (e che la maggior parte di essi non aveva neppure letto), è la misura del profondo oscurantismo e regresso che ha colpito la coscienza delle masse nell’era post-sovietica. Da tutta questa situazione arroventata, quello che doveva esserne il capro espiatorio, ossia H. Haydar, alla fine è stato colui che maggiormente ne ha beneficiato in popolarità. Infatti il suo libro, quasi del tutto sconosciuto al momento della pubblicazione, è diventato improvvisamente famosissimo in tutto il mondo arabo, tanto da esser stato ristampato più volte.

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3 INTRODUZIONE “Nell’era dell’atomo, delle esplorazioni nello spazio e del trionfo della ragione, siamo ancora regolati dalle leggi dei beduini e dall’insegnamento del Corano. Merda!”. 1 Da questa frase, considerata dallo sheykh di al-Azhar la bestemmia di un apostata, è scaturito uno dei casi più famosi ed eclatanti di censura di un romanzo arabo, seppur dopo sedici anni dalla sua pubblicazione. L’autore accusato è il siriano Haydar Haydar che pubblicò nel 1983 a Nicosia un romanzo intitolato“Banchetto delle alghe di mare”. Attraverso un intreccio narrativo ambientato tra l’Iraq e l’Algeria, l’autore racconta la storia del PCI (Partito Comunista Iracheno) e della sua disastrosa rovina nel corso degli anni ‘70, oltre che la vita quotidiana in Algeria durante la guerra di liberazione post- indipendenza 2 sotto il regime militare di Boumedienne, il quale operò un colpo di stato contro Ben Bella nel 1965. In Iraq, mentre i militanti del partito furono arrestati e uccisi tra gli anni ‘50 e ‘60 - nonostante l’ennesimo adeguamento alle politiche governative imposte da Mosca - e inoltre furono licenziati seimila lavoratori per l’accusa di simpatie comuniste, la dirigenza non subì alcun genere di repressione. Alla fine la debole borghesia nazionale non realizzò quella rivoluzione popolare agognata dai comunisti. Successivamente, nel 1963, i nazionalisti panarabi del Ba‘ath fecero un colpo di stato contro il PCI che si contrapponeva al loro progetto di creare una Repubblica Araba Unita (RAU) con la Siria, l’Egitto e lo Yemen. Haydar ci offre una descrizione accurata di questi sanguinosi massacri contro i comunisti e un capitolo interessante è anche dedicato alle azioni di guerriglia condotte nell’Iraq del Sud, sconfitte dal Ba‘ath nel 1968. Nello stesso anno il Comando Centrale del PCI formò propri gruppi armati a Baghdad, con il nome di “Esercito Popolare”. Altrettanta delusione viene espressa dall’autore per la rivoluzione algerina che aveva infiammato gli animi del mondo arabo che, negli anni ‘70 di Boumedienne, non aveva più alcuna capacità di realizzare la rivoluzione democratica. 1 HAYDAR HAYDAR, Walimah li-A‘shab al-Bahr, p.73. Tutti i riferimenti sono a questa edizione araba. 2 La guerra d'indipendenza algerina (1954-1962) segnò la fine della presenza coloniale francese in Nordafrica e si concluse con l'indipendenza dell'Algeria. Il conflitto vide opporsi l'esercito francese e i Francesi d'Algeria da un lato e il Fronte di Liberazione Nazionale (FLN, Front de Libération Nationale) assieme ad altri gruppi indipendentisti dall'altro.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Studi Orientali

Autore: Serena De Luca Contatta »

Composta da 250 pagine.

 

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