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I fattori di rischio di suicidio nei giocatori d'azzardo patologico

Informazioni tesi

  Autore: Francesca Latella
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi di Torino
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Franco Freilone
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 156

I soggetti tendono a giocare d’azzardo per vincere la noia, per costruire nuovi rapporti sociali, per denaro.
Il fenomeno può essere considerato patologico se vi è tolleranza, vi è sindrome astinenza e vi è perdita di controllo.
Il giocatore può affrontare diverse fasi; come la fase iniziale di vincita, quella di perdita, seguita da quella di disperazione, la fase di critica, di ricostruzione e di crescita.
Il GAP viene inserito dall’associazione psichiatrica americana tra i disturbi del controllo degli impulsi, evidenziando grande affinità con il gruppo dei disturbi ossessivo compulsivi e con comportamenti di abuso da sostanze, con le quali vi è spesso comorbilità.
Alla conclusione degli studi triennali, mi sono resa conto che l’argomento aveva bisogno di maggiori approfondimenti in quanto avevo utilizzato prettamente una bibliografia italiana e così analizzando quella internazionale, sono stata colpita da una sfumatura che mi ha lasciata perplessa e mi ha incuriosita, in quanto in Italia non ho reperito studi su questo argomento. I fattori di rischio di suicidio nei GAP.
Il suicidio, rappresenta la più grave delle emergenze psichiatriche; OMS lo ha riconosciuto come una delle aree di interesse più importante in ambito di salute pubblica.
Il GAP è caratterizzato da stress sociali, psicologici ed economici; per molte persone, affrontare le emozioni scaturite da questi stress può diventare travolgente. Per alcuni il suicidio sembra essere una soluzione a tutti i problemi.
Secondo alcuni autori statunitensi, 1,8% della popolazione nord americana è dipendente da gioco d’azz. Questo fenomeno associato al suicidio è in aumento. Secondo il DSM IV, il 20% dei soggetti in trattamento per il GAP ha tentato il suicidio.
Philips nel ’97 dimostrò attraverso i suoi studi che in USA i tentati suicidi erano maggiori nelle città da gioco come Las Vegas e Reno, rispetto alle città dove le case da gioco non erano presenti.
Viene calcolato che il tasso di suicidio nei giocatori d’azza. Patologico in USA oscilla tra il 4 e il 40% e che i tentativi di suicidio sono maggiori rispetto ad ogni altra dipendenza.

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5 PREFAZIONE Durante i cinque anni di studio in psicologia ho provato forte interesse per il gioco d’azzardo patologico, in particolar modo nel 2004, in occasione dell’estrazione del “53” sulla ruota di Venezia (dopo 182 concorsi in assenza). Durante questo periodo ho notato attraverso i mass media che la popolazione reagiva a al fenomeno in modo molto particolare, rubando per poter giocare, privandosi di beni di prima necessità per poter acquistare anche solo l’ultima schedina, una vera e propria febbre da lotto. Grazie a questa curiosità, ho potuto approfondire l’argomento durante il percorso di studi triennale, concludendo con una tesi di ricerca bibliografica. In seguito ho realizzato che le mie conoscenze in materia non erano ancora del tutto approfondite e sviluppando ulteriori ricerche bibliografiche ho notato che in Italia non è mai stato affrontato il gioco d’azzardo come fattore di rischio di suicidio. Da sempre tutti gli uomini si misurano con il fato e la fortuna, in particolar modo provano a mettersi in gioco attraverso

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