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Analisi delle strategie di investimento attraverso il ''sentiment'' dei mercati finanziari

Con la nascita della Borsa si era diffusa la consapevolezza di poter fare guadagni facili, tuttavia la storia presenta esempi illustri di grosse crisi o bolle speculative:IL CROLLO IN OLANDA DEL 1636, LA SOUTH SEA COMPANY, IL CROLLO DI WALL STREET DEL 1929, IL CROLLO DEL 1987, L'EUFORIA DEL 2000 E LA BOLLA DI INTERNET, IL CASO TISCALI, 11 SETTEMBRE 2001.
Questi eventi fanno capire che I mercati finanziari sono dei sistemi le cui dinamiche appaiono tutt'ora ignote alle scienze e prive di spiegazioni definitive. Questo perché i fattori che influenzano il mercato non solo sono innumerevoli, ma soprattutto perché l'influenza che essi esercitano varia e produce effetti differenti nel tempo.
2 grandi teorie cercano di dare una spiegazione all'andamento dei mercati: LA TEORIA “RANDOM WALK”, LA TEORIA DEI MERCATI EFFICIENTI.
Le analisi più comuni che utilizziamo per analizzare il mercato sono:
L’ANALISI FONADMENTALE e L’ANALISI TECNICA.
Un approccio complementari a questo tipo di analisi, è dato dall'analisi comportamentale: si può parlare di una e vera propria analisi psicologica degli investitori, ossia di come nel mercato si producano certi fenomeni psicologici e di come si possa imparare a riconoscerli. Per “finanza comportamentale” si intende lo studio dei comportamenti degli operatori sui mercati finanziari internazionali, valorizzando una prospettiva “psicologica”, nel tentativo di spiegare, e quindi interpretare, svariati comportamenti non “ortodossi”, tenuti dagli stessi agenti.
Il mercato si muove in funzione del comportamento del gregge che non è altro che la somma dei comportamenti individuali di ogni investitore-traders, proprio come le “pecore” all’interno del loro gregge. Questa situazione viene identificata con il nome di Herding Behavior (Prechter, 2001), comportamento del branco.
Daniel Kahneman (Tel Aviv, 1934) rappresenta oggi la personalità scientifica di maggior rilievo nella vasta recente ripresa di studi all’intersezione tra discipline economiche e psicologiche: dalle sue ricerche è potuta emergere la effettiva possibilità di intendere compiutamente perché e soprattutto come la razionalità sia limitata e quali meccanismi psichici producano le effettive credenze e preferenze degli agenti. I suoi studi forniscono un vasto assortimento di casi rilevanti nei quali la teoria economica prevalente ha dato cattiva prova nello spiegare il comportamento umano, così da avallare spesso argomentazioni fuorvianti.
In questo contesto si colloca il SENTIMENT: Questo valore rappresenta l'aspettativa positiva o negativa di una tipologia d’investitore (gestore professionista, traders, risparmiatore) rispetto alle prospettive del mercato; tale aspettativa viene evidenziata non solo nei soliti sondaggi, ma anche attraverso l'operatività effettiva sui mercati. Le operazioni di acquisto e vendita dei tanti strumenti finanziari (azioni, fondi, etf, opzioni e futures) concluse ogni giorno da tutti gli investitori sono i dati che servono per comprendere e analizzare il sentiment del mercato.
Le varie componenti che compongono il SENTIMENT sono: Analisi della partecipazione, Analisi dello spessore del mercato, Analisi dei mass-media, Analisi dei sondaggi (risparmiatori, traders, investitori istituzionali),Analisi della forza relativa.
Infine, la storia economica è suddivisa in cicli dalla durata più o meno lunga: ogni periodo ha una sua fase di mercato, determinata dagli eventi che accompagnano quel momento storico. Nessuno è in grado di prevedere questi spostamenti o dove si muoverà il mercato in futuro; tuttavia può utilizzare una serie di dati che aiutano a comprendere meglio le dinamiche finanziarie, che sono tantissime. Quindi più si ha padronanza di questi mezzi tecnici meglio si affronta il mercato. Ci sono diverse componenti utili e interessanti, che possono aiutare a costruirsi una strategia di mercato: una parte puramente statistica, che riguarda l’andamento casuale del mercato e la sua efficienza; una parte psicologica che tiene in considerazione gli stati d’animo e le reazioni degli investitori a determinati eventi. Tutti questi elementi sono di grande aiuto per muoversi sul mercato, ma non danno totale e assoluta padronanza degli andamenti, dato che non esiste una scienza esatta su questa materia.

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3 INTRODUZIONE : “Le origini della borsa e dell’attività speculativa” La borsa nasce nel medioevo nella città Belga di Bruges ed il suo nome deriva dal luogo dove i commercianti erano soliti incontrarsi per concludere affari relativi a scambi di crediti o merci provenienti da paesi lontani: nella piazza in cui i commercianti si incontravano per i loro affari c'era un palazzo nella qui facciata c'erano scolpite tre borse: lo stemma della famiglia Van Der Bourse, proprietari dell'edificio. Così i commercianti presero l'abitudine di darsi appuntamento "à la Bourse". Dopo il declino di Bruges ed in seguito della città tedesca di Anversa (verso la fine del XVI secolo), fu Amsterdam a costituire dal 1609 il più grande centro di affari e la prima borsa moderna d'Europa. Il diffondersi, intanto, dei grandi centri mercantili di operazioni di prestito a favore di monarchi e municipalità (già avviate sin dal sec. XIV nelle città italiane) aveva creato una base di titoli di debito pubblico negoziabili, che erano entrati a far parte degli affari di borsa. Nelle borse si iniziò anche a contrattare su quote di comproprietà di quelle imprese che erano sorte stabilmente in forma di società per azioni in seguito ai grossi guadagni conseguiti dalle compagnie coloniali, nate tra la fine del secolo XVI e l'inizio del XVII in Olanda e Inghilterra. Nel periodo successivo le città le cui borse funzionavano a pieno ritmo, sia per quanto riguardava le azioni sia per quanto riguardava le obbligazioni di stato, erano Londra, Amsterdam e Parigi. La nascita delle ferrovie, il dispiegarsi della rivoluzione industriale in settori d'attività implicanti imprese di rilevanti dimensioni, e lo sfruttamento crescente di nuove fonti di materie prime in tutto il pianeta (che richiedevano una mobilitazione associata di capitali su larga scala), portarono alla creazione di un grande mercato di valori azionari, essenza della borsa moderna. Tutto questo avvenne soprattutto a seguito della grande diffusione delle società per azioni. I controlli e le limitazioni a cui fu sottoposto questo istituto, per evitare che si diffondessero fenomeni speculativi e raggiri nei confronti dei risparmiatori,

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Statistiche

Autore: Mirko Cavallaro Contatta »

Composta da 80 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.