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Schermi incrociati. Hollywood nelle opere di Douglas Gordon, Pierre Huyghe e Candice Breitz

Informazioni tesi

  Autore: Giovanni Battista Cunico
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università IUAV di Venezia
  Facoltà: Design e Arti
  Corso: Scienze e tecnologie delle arti figurative, musica, spettacolo e moda
  Relatore: Agnes Kohlmeyer
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 44

Daniel Birnbaum, nel suo Cronologia, dopo aver preso atto delle pratiche di appropriazione che hanno segnato il video a partire dagli anni ’90, si chiede fino a che punto una forma d’arte (la video-installazione) ne cannibalizzi un’altra (il cinema). Questa questione è stata spesso affrontata dalla critica d’arte contemporanea e proposta nell’ambito delle numerose mostre che negli ultimi anni hanno tentato di affrontare, analizzare, capire il rapporto tra cinema ed arti visive.
In questa tesi si proporrà un’analisi delle ricerche di tre artisti che dai primi anni ’90 fino ad oggi hanno messo a confronto le istanze della video arte con un certo cinema, quello di Hollywood, incentrando l’attenzione sulla sua grande storia di produzione di spettacolo ed intrattenimento che ne ha fatto uno dei media più importanti del ‘900. Utilizzando la video-installazione ed avvalendosi di metodi di appropriazione di forme e narrazioni cinematografiche hanno inoltre contribuito ad introdurre un’ ‘estetica cinematica’ nell’ambito della video arte contemporanea.
Gli artisti sono Douglas Gordon (con 24 Hour Psycho, Feature Film e through a looking glass), Pierre Huyghe (con Remake, Blanche Neige Lucie e The Third Memory) e Candice Breitz (con Soliloquy Trilogy, Becoming e Mother+Father). Ognuno di questi protagonisti dell’arte contemporanea degli ultimi anni ha tracciato un percorso personale attraverso le pieghe del sistema di produzione del cinema di Hollywood, utilizzando celebri film americani come base per instaurare un rapporto con il fruitore dell’opera d’arte, nell’ottica di quelle dinamiche di coinvolgimento e attivazione del ruolo dello spettatore emerse con forza nel decennio scorso.
Nelle pagine successive si tenterà, attraverso l’analisi delle opere e delle letture che la critica ha prodotto nel corso degli ultimi anni, di far emergere gli aspetti più significativi del rapporto che lega lo schermo cinematografico targato Hollywood allo schermo della video arte contemporanea.

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3 Scher m i incro c i a t i “Negli ultimi anni, le appropriazioni artistiche hanno raggiunto un punto tale per cui ci si potrebbe domandare quale sia il punto reale in cui una forma d’arte (le video-installazioni, diciamo) cannibalizzi un’altra (il cinema). Senza dubbio l’installazione con proiezioni video multiple introduce nuove forme di narrazione e di partecipazione per lo spettatore. Tuttavia, perché rubare dal cinema?” 1 . Questa questione, posta da Daniel Birnbaum nel suo Cronologia, è stata spesso affrontata dalla critica d’arte contemporanea e proposta nell’ambito delle numerose mostre che negli ultimi anni hanno tentato di affrontare, analizzare, capire il rapporto tra cinema ed arti visive. Possono essere citate, quali primi esempi significativi di questa tendenza, esposizioni come Passages de l’image (Centre national d'art et de culture Georges Pompidou, Parigi, 1989), Spellbound: Art and Film (Hayward Gallery, Londra, 1995); Art and Film since 1945: Hall of Mirrors (MOCA- Museum of Contemporary Art, Los Angeles, 1996), Cinema Cinema. The Contemporary Art and the Cinematic Experience (Stedelik Van Abbemuseum, Eindhoven, 1999) e Future Cinema. The Cinematic Imaginary after Film (ZKM-Zentrum für Kunst und Medientechnologie, Karlsruhe, 2002) 2 . In questa tesi si proporrà un’analisi delle ricerche di tre artisti che a partire dagli anni ’90 fino ad oggi hanno messo a confronto le istanze della video arte con un certo cinema, quello di Hollywood, incentrando l’attenzione sulla sua grande storia di produzione di spettacolo ed intrattenimento che ne ha fatto uno dei media più importanti del ‘900. Utilizzando la video-installazione ed avvalendosi di metodi di appropriazione di forme e narrazioni cinematografiche hanno inoltre contribuito ad introdurre un’ ‘estetica cinematica’ 3 nell’ambito della video arte contemporanea. Gli artisti sono Douglas Gordon, Pierre Huyghe e Candice Breitz. Per ciascun artista sono state selezionate tre opere ritenute significative per l’analisi proposta di seguito. Ognuno di questi protagonisti dell’arte contemporanea degli ultimi anni ha tracciato un percorso personale attraverso le pieghe del sistema di produzione del cinema di Hollywood, utilizzando celebri film americani 1 Birnbaum 2007, pag.55 2 Per una sintetica rassegna sui contenuti di queste ed altre mostre simili si rimanda a Van Assche, Christine; Per Un Inventario Delle Mostre Di Arte E Cinema, E Di Arte E Nuovi Media; in Von Fürstenberg, Daneri, Lissoni 2007 3 cfr. Iles, Chrissie; Issues In The New Cinematic Aesthetic In Video; in Leighton, Büchler

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