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Un precursore della zooantropologia: Michele Lessona

La zooantropologia è una disciplina che occupa un posto di notevole importanza all’interno della bioetica animale e si occupa dello studio del complesso rapporto sussistente tra la specie umana e gli altri animali, le modalità in cui si esplicita, le origini ed i possibili esiti di questa comunicazione interspecifica.
Sebbene l’utilizzo di questo termine abbia un’origine relativamente recente, risalente intorno alla seconda metà degli anni ’80, l’argomento che indaga si perde nella notte dei tempi e caratterizza l’intera storia umana, dal momento che l’uomo, fin dalla sua comparsa sulla faccia della terra, con modalità più o meno inconsce, ha attuato comportamenti tesi a metterlo in comunicazione con gli altri animali.
La ricerca zooantropologica connette due ambiti che, nella storia del sapere, sono stati separati: congiunge le ricerche e gli studi umanistici con quelli di tipo scientifico; è pertanto definibile come campo di studio pluridisciplinare dove ciascuna disciplina permette una chiave d’interpretazione della referenzialità animale e del rapporto uomo-animale: antropologia, semiologia, pedagogia, didattica, filosofia, etologia, psicologia, neurobiologia…Gli animali sono entrati, a pieno diritto, nelle preoccupazioni morali della nostra epoca. Gli allevamenti intensivi destinati alla produzione di carne per il consumo alimentare umano, le modalità di trasporto e macellazione hanno sollevato perplessità non solo per la nostra salute, ma anche per il modo in cui questi animali sono trattati; la vivisezione e la sperimentazione attuate sugli animali di laboratorio mettono in discussione il valore della ricerca scientifica. Molti sentono che agli animali non dobbiamo solamente evitare le sofferenze gratuite o le crudeltà, ma dobbiamo anche qualcosa di così sottile ed umano come il rispetto.
La ricerca zooantropologica collaborando ed integrandosi con la bioetica e l’etologia (disciplina che si occupa dello studio comportamentale degli animali) sta gradualmente sgretolando la rigida ed anacronistica distinzione umano – non umano ed è in grado di rendere più comprensibile il nostro rapporto con l’alterità animale e, per quanto e ove possibile, migliorarlo.

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6 Introduzione E’ certamente difficile presentare al pubblico un personaggio che, pur popolarissimo nel suo tempo e profondamente partecipe della sua epoca, non si può dire esserne stato un protagonista di livello nazionale; risulta altrettanto difficile sottolineare, senza cadere in una disquisizione avente il sapore di un eccesso di ricerca, come la sua popolarità sia legata al fatto di rappresentare, nel suo insieme, come è stato efficacemente espresso da taluni suoi biografi, le tante virtù ed i pochi vizi della sua epoca. Ai più, con grande probabilità, risulterà sconosciuto il nome di Michele Lessona, studioso vissuto nell’ 800, che nel titolo del mio elaborato è stato indicato come “precursore della zooantropologia”. Chi era costui? Occorre, innanzi tutto, evidenziare come la caratteristica principale della sua multiforme personalità sia costituita dalla varietà degli interessi e delle attività, in ognuna delle quali dimostrò notevoli capacità, oltre all’eccezionale modernità di alcuni suoi atteggiamenti e di talune sue opinioni. Fu medico ed insegnante, naturalista e letterato, scienziato e giornalista, primo studioso e diffusore delle teorie darwiniste in Italia, volgarizzatore delle scienze (le cui conoscenze dovevano essere, a suo giudizio, usufruibili dal maggior numero possibile di persone), attento indagatore dei problemi della gioventù studentesca e molto altro ancora.

Tesi di Laurea

Facoltà: Scienze dell'Educazione

Autore: Natasha Cola Contatta »

Composta da 350 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3560 click dal 24/11/2008.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.