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Comunicare per crescere e cambiare. Un piano di comunicazione per San Giovanni in Fiore

Il titolo del presente lavoro sintetizza l’obbiettivo e la tesi su cui poggia il progetto che in esso viene elaborato: la comunicazione pubblica viene indicata come veicolo di crescita e cambiamento sociale, economico e culturale. E di crescita e cambiamento ha sicuramente bisogno il comune calabrese di San Giovanni in Fiore, cui nello specifico si riferisce questo lavoro.
Dall’analisi del contesto socio-economico effettuata sul comune, si rileva, infatti, una realtà a due facce in cui alle grosse problematiche economiche dovute, per lo più, agli elevati tassi di disoccupazione e alla conseguente e costante fuga di cervelli, si contrappongono una serie di potenzialità territoriali e culturali, su cui poggiano le speranze di sviluppo. Ma il futuro di un territorio non può prescindere dal suo capitale umano che rispecchia, sicuramente, la risorsa principale di crescita.
Questo lavoro individua nell’istituzione di un servizio informagiovani un modo concreto per occuparsi di questa “risorsa”. I giovani, attraverso un servizio informativo loro dedicato, sperimentano concretamente il valore strategico della comunicazione e dell’informazione, crescendo come cittadini consapevoli dei loro diritti e dei doveri degli enti pubblici rispetto all’ambito della comunicazione pubblica. Inoltre un servizio di questo tipo lavora sostenendo i giovani nel complicato passaggio alla vita adulta, tenendo in considerazioni i diversi aspetti e le situazioni che caratterizzano la loro esistenza. Il progetto, stilato seguendo le indicazioni sistematiche riguardanti la redazione di un piano di comunicazione pubblica, di cui si tratta ampiamente nel secondo capitolo, pone l’accento su due temi, considerati condizioni indispensabili per il funzionamento di un servizio informagiovani, ovvero la competenza degli operatori, supportata da una formazione continua e lo sguardo fisso verso l’innovazione degli strumenti e delle strategie comunicative.
Tutto questo è inquadrato nella più ampia cornice della comunicazione pubblica che viene trattata nella prima parte di questo lavoro in cui si fornisce un quadro teorico della disciplina, attraverso il sussidio dei maggiori contributi bibliografici, si ripercorre il cammino legislativo, culminato nella legge 150 del 2000 che ha cercato di renderne operativi i principi e si fa il punto sullo stato di attuazione della legge, fornendo alcuni esempi di casi concreti, che tal volta si presentano come veri e propri modelli da imitare.

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3 Introduzione. In Italia si parla di comunicazione pubblica già da molto tempo. La comunicazione ha assunto un ruolo fondamentale nel panorama degli strumenti a disposizione delle amministrazioni pubbliche per il miglioramento dei servizi. Le ragioni di questa centralità sono molteplici e riconducibili ad alcuni importanti mutamenti avvenuti a livello istituzionale, sociale e nei rapporti tra istituzioni e società. Per molti studiosi la comunicazione pubblica è considerata una vera e propria necessità per far fronte ad uno scenario di profonda crisi di legittimazione delle istituzioni, la cui causa viene ricondotta a tutta quella serie di vicende derivanti da tangentopoli e dalla conseguente caduta della Prima Repubblica. In seguito, anche il progressivo cambiamento del sistema amministrativo verso l'autonomia, che trova la sua espressione nella riforma del titolo V della Costituzione, associato ad un contemporaneo rafforzamento di quella che è stata definita la personalizzazione della politica, derivante, tra l’altro, dalle riforme dei sistemi elettorali in senso maggioritario e dall’influenza dei mass media nell’arena politica, hanno fatto emergere l’esigenza di relazioni più dirette con i cittadini. Alla mediazione tra istituzioni e società svolta in precedenza dalle tradizionali forme di rappresentanza dei gruppi intermedi si sono così affiancate nuove forme di relazione più dirette che vedono nella comunicazione uno strumento fondamentale di gestione (Levi, 2004). Allo stesso tempo si sta diffondendo tra i cittadini una maggiore consapevolezza dei propri diritti, ciò tende a modificare l’approccio della gente verso le amministrazioni e viceversa. S’inserisce in questo contesto l’emergere del cosiddetto profilo passivo del diritto all’informazione (cfr. Vigevani, 2006), che contribuisce ad affermare la necessità del cittadino ad essere informato, necessità che sempre più va configurandosi come presupposto per la democrazia di un

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Comunicazione

Autore: Angela Allevato Contatta »

Composta da 184 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.