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Politiche di intervento dell'UE nell'Area mediterranea

Informazioni tesi

  Autore: Mario Picillo
  Tipo: Laurea liv.I
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi della Tuscia
  Facoltà: Scienze Organizzative e Gestionali
  Corso: Scienze Organizzative e Gestionali
  Relatore: Irini Liakopoulou
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 52

La caduta del muro di Berlino nel novembre del 1989 e la successiva fine del conflitto Est-Ovest aprirono la strada a nuove relazioni Nord-Sud.
All’alba della ridefinizione dei suoi rapporti con i paesi dell’Europa dell’Est, l’Unione Europea riconsiderò anche le relazioni con i suoi vicini della sponda sud del Mediterraneo. Come conseguenza di ciò, il Consiglio Europeo di Corfù del 1994 diede mandato alla Commissione Europea di preparare una proposta per una nuova politica mediterranea che portò alla Dichiarazione di Barcellona.
La Conferenza Euro-Mediterranea dei Ministri degli Affari Esteri tenutasi a Barcellona il 27 e il 28 novembre 1995 segnò il punto di partenza del cosiddetto Programma di Barcellona o Euromed (MEDA).
Oggigiorno i paesi membri di questa partnership sono 35: tutti e 25 i paesi membri della UE e 10 paesi terzi mediterranei (Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Marocco, Siria, Tunisia, Turchia e Autorità palestinese).
Il programma prevede principalmente azioni suddivise in tre settori:
•il settore di politica e sicurezza comune, che ha come obiettivo quello di rendere il bacino del Mediterraneo un’area di pace e di stabilità;
• il settore economico e finanziario, che prevede il raggiungimento di un zona di benessere condiviso fino alla creazione di un’area di libero scambio entro il 2010;
• e infine il settore sociale, culturale ed umano, che si propone lo scopo di favorire la comprensione tra le diverse culture e incentivare gli scambi tra le società civili.

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_________________________Politiche di intervento dell’UE nell’area mediterranea ABSTRACT La caduta del muro di Berlino nel novembre del 1989 e la successiva fine del conflitto Est-Ovest aprirono la strada a nuove relazioni Nord-Sud. All’alba della ridefinizione dei suoi rapporti con i paesi dell’Europa dell’Est, l’Unione Europea riconsiderò anche le relazioni con i suoi vicini della sponda sud del Mediterraneo. Come conseguenza di ciò, il Consiglio Europeo di Corfù del 1994 diede mandato alla Commissione Europea di preparare una proposta per una nuova politica mediterranea che portò alla Dichiarazione di Barcellona. La Conferenza Euro-Mediterranea dei Ministri degli Affari Esteri tenutasi a Barcellona il 27 e il 28 novembre 1995 segnò il punto di partenza del cosiddetto Programma di Barcellona o Euromed (MEDA). Oggigiorno i paesi membri di questa partnership sono 35: tutti e 25 i paesi membri della UE e 10 paesi terzi mediterranei (Algeria, Egitto, Israele, Giordania, Libano, Marocco, Siria, Tunisia, Turchia e Autorità palestinese). Il programma prevede principalmente azioni suddivise in tre settori: ξ il settore di politica e sicurezza comune, che ha come obiettivo quello di rendere il bacino del Mediterraneo un’area di pace e di stabilità; ξ il settore economico e finanziario, che prevede il raggiungimento di un zona di benessere condiviso fino alla creazione di un’area di libero scambio entro il 2010; ξ e infine il settore sociale, culturale ed umano, che si propone lo scopo di favorire la comprensione tra le diverse culture e incentivare gli scambi tra le società civili. 1

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