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La figura della donna nel cinema italiano del secondo dopoguerra

La figura della donna nel secondo dopoguerra è delineata tramite l'esame di film del periodo studiato, in cui le donne sono alle prese con il mondo del lavoro. I film presi in considerazione sono: Riso amaro; Luci del varietà, Le ragazze di piazza di Spagna, Le signorine dello 04, La signora senza camelie, Le amiche, Adua e le compagne, Renzo e Luciana. Oltre all'analisi dei testi cinematografici, è importante nello svolgimento della tesi l'analisi del contesto storico e sociale, documenti sulla donna negli anni 50 tra lavoro e famiglia, l'immagine della donna sulle riviste femminile dell'epoca, e sui periodici e i fotoromanzi.

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coinvolgono in prima persona le donne rendendole sempre più partecipi e protagoniste di quegli anni. L’impegno femminile per la ricostruzione sul piano materiale e su quello delle relazioni affettive e umane in un paese lacerato e distrutto dalla guerra fa nascere l’esigenza di un ruolo femminile più incisivo sulla scena pubblica: la donna conquista il diritto di voto, la partecipazione attiva in politica come membro del parlamento, assiste e contribuisce a importanti conquiste legislative volte a migliorare le condizioni femminili, specialmente in ambito lavorativo. Uno sguardo alle più diffuse riviste del tempo e al nuovo fenomeno dei fotoromanzi, è illuminante su quanto fosse centrale il posto della donna nella società del tempo, centrale ma niente affatto statico e proprio per questo in continua ricerca di nuovi equilibri e modelli cui ispirarsi. La centralità del soggetto femminile è riconosciuta da Gian Piero Brunetta il quale sottolinea che è soprattutto la donna il soggetto emergente degli anni Cinquanta: grazie alle sue doti fisiche e all’emancipazione del lavoro, parte alla conquista del sociale, forte dell’appoggio di alcuni miti diffusi dai mass-media. 2 E proprio l’industria cinematografica italiana, negli stessi anni, in Italia, pur nella sua fragilità e arretratezza, costituisce l’unico vero apparato di produzione e diffusione di “cultura di massa”, 3 l’unico in grado di poter contare su un pubblico davvero di massa e di poter produrre su scala industriale; questo dato fa comprendere come il cinema possa rappresentare il luogo privilegiato per un’indagine sui significati che 2 Brunetta, G. P., Storia del cinema italiano, vol III, Dal neorealismo al miracolo economico 1945-1959, Roma, Editori Riuniti, 1993, p. 513 3 Cesareo G., L’avvento della televisione e il cinema negli anni cinquanta, in Tinazzi G.,(a cura di), Il cinema italiano degli anni ’50, Venezia, Marsilio, 1979, p. 349 5

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Graziella Amato Contatta »

Composta da 192 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.