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Market Abuse: abuso di informazioni privilegiate e manipolazione del mercato

Il presente lavoro ha lo scopo di approfondire la tematica degli abusi di mercato: insider trading e aggiotaggio, partendo dalle radici storiche e geografiche, ma soffermandoci soprattutto sulle recenti Direttive a livello comunitario e interno.

L'importanza della direttiva 2003/06/CEE sugli abusi di mercato discende, anzitutto, dal fatto che l'adozione di efficaci misure di contrasto contro questi abusi costituisce un presupposto fondamentale, come più volte sottolineato dalle istituzioni europee, per garantire la trasparenza dei mercati e, quindi, per recuperare la fiducia dei risparmiatori scossa, nel nostro come in altri Paesi, dai numerosi scandali finanziari degli ultimi anni e degli ultimi mesi.
L'adozione della Direttiva rappresenta la prima misura di attuazione del Piano d'azione elaborato dalla Commissione sin dall'11 maggio 1999, con la comunicazione intitolata "Messa in atto del quadro di azione per i servizi finanziari: piano d'azione".
In occasione del Consiglio europeo di Lisbona dell'aprile 2000, i Capi di Stato e di governo hanno espresso l'auspicio che il piano d'azione, il quale evidenzia l'esigenza di elaborare una direttiva contro la manipolazione del mercato, venga realizzato entro il 2005.
Nella successiva riunione del 17 luglio 2000, il Consiglio ha istituito un comitato di saggi per la regolamentazione dei mercati europei dei valori mobiliari.
Nella relazione finale il comitato ha proposto l'introduzione di nuove tecniche legislative basate su un approccio articolato su quattro livelli: principi-quadro, misure di attuazione, cooperazione e vigilanza sul rispetto delle norme.
Con la risoluzione del marzo 2001, il Consiglio europeo, dal canto suo, ha approvato la relazione finale del comitato dei saggi e la proposta dell'approccio articolato sui quattro livelli, per accrescere l'efficienza e la trasparenza del processo legislativo di adozione della normativa comunitaria in materia di valori mobiliari.
Anche il Parlamento europeo (risoluzione del 5 febbraio 2002) ha approvato la relazione del comitato dei saggi. Dati i cambiamenti intervenuti sui mercati finanziari e nella normativa comunitaria, successivamente all'adozione della direttiva 89/592/CEE del Consiglio (del 13 novembre 1989), sul coordinamento delle normative concernenti le operazioni effettuate da persone in possesso di informazioni privilegiate (insider trading), è stato ritenuto necessario procedere alla sostituzione della predetta direttiva, al fine di assicurarne la coerenza con la legislazione contro la manipolazione del mercato .
Infatti, prima di questa direttiva, e di quella precedente ancora (89/592/CEE del Consiglio) , a livello Comunitario, il problema veniva affrontato da altri Paesi, con altre leggi e direttive, quasi esclusivamente relativamente all’insider trading.
Nella maggior parte dei casi la legislazione è stata adottata dopo il 1990. Prima di questa data si registrano le iniziative isolate di Canada, Francia e Svezia, che hanno seguito a circa trent’anni di distanza l’esempio degli Stati Uniti, dove il divieto di insider trading era stato introdotto nel 1933 nell’ambito dell’ondata regolatoria della stagione del New Deal. Nei restanti ordinamenti, l’uso di informazioni privilegiate diviene illegale, in media, nel 1989 .
Quindi la prima regolamentazione del fenomeno è stata quella americana con il Securities Act del 1933 e con il Securities Exchange Act del 1934.
Se si passa a considerare la situazione in Italia occorre subito premettere che i temi dell’insider trading e dell’aggiotaggio si inseriscono in un più ampio ambito, quello dell’ “informazione societaria”, cioè gli obblighi di comunicazione in via continuativa al pubblico e alla Consob delle informazioni privilegiate, documenti e notizie, da parte degli emittenti quotati e dei soggetti che li controllano, relativamente alle informazioni ad essi stessi direttamente inerenti. Tutta la materia è volta a garantire il buon funzionamento del mercato mobiliare, giacchè è proprio sulla base delle informazioni disponibili che gli investitori basano le proprie decisioni, ed orientano i propri comportamenti. Attualmente la materia viene interamente regolata dal Testo Unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria o TUF, emanato con decreto legislativo del 24 febbraio 1998 n. 58, dove la parte IV titolo III, è dedicata all’informazione societaria, mentre la parte V titolo I-bis, è dedicata all’abuso di informazioni privilegiate e manipolazione del mercato.

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2 1. INTRODUZIONE Il presente lavoro ha lo scopo di approfondire la tematica degli abusi di mercato: insider trading e aggiotaggio, partendo dalle radici stori- che e geografiche, ma soffermandoci soprattutto sulle recenti Diretti- ve a livello comunitario e interno. L'importanza della direttiva 2003/06/CEE 1 sugli abusi di mercato di- scende, anzitutto, dal fatto che l'adozione di efficaci misure di contra- sto contro questi abusi costituisce un presupposto fondamentale, co- me più volte sottolineato dalle istituzioni europee, per garantire la trasparenza dei mercati e, quindi, per recuperare la fiducia dei ri- sparmiatori scossa, nel nostro come in altri Paesi, dai numerosi scan- dali finanziari degli ultimi anni e degli ultimi mesi. L'adozione della Direttiva rappresenta la prima misura di attuazione del Piano d'azione elaborato dalla Commissione sin dall'11 maggio 1999, con la comunicazione intitolata "Messa in atto del quadro di a- zione per i servizi finanziari: piano d'azione". In occasione del Consiglio europeo di Lisbona dell'aprile 2000, i Capi di Stato e di governo hanno espresso l'auspicio che il piano d'azione, il quale evidenzia l'esigenza di elaborare una direttiva contro la mani- polazione del mercato, venga realizzato entro il 2005. Nella successiva riunione del 17 luglio 2000, il Consiglio ha istituito un comitato di saggi per la regolamentazione dei mercati europei dei va- lori mobiliari. Nella relazione finale il comitato ha proposto l'introduzione di nuove tecniche legislative basate su un approccio articolato su quattro livel- li: principi-quadro, misure di attuazione, cooperazione e vigilanza sul rispetto delle norme. Con la risoluzione del marzo 2001, il Consiglio europeo, dal canto suo, ha approvato la relazione finale del comitato dei saggi e la pro- posta dell'approccio articolato sui quattro livelli, per accrescere l'effi- cienza e la trasparenza del processo legislativo di adozione della nor- mativa comunitaria in materia di valori mobiliari. Anche il Parlamento europeo (risoluzione del 5 febbraio 2002) ha ap- provato la relazione del comitato dei saggi. Dati i cambiamenti inter- venuti sui mercati finanziari e nella normativa comunitaria, successi- vamente all'adozione della direttiva 89/592/CEE del Consiglio (del 13 novembre 1989), sul coordinamento delle normative concernenti le 1 Così si esprime il progetto di legge n. 4543, XIV legislatura, (disponibile nel sito www.CAMERA.it).

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Elisabetta Lampis Contatta »

Composta da 42 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.