Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Pigmenti neri a base di ossidi di ferro: caratterizzazione strutturale e stabilità termica

Viene studiata la stabilità termica di alcuni ossidi di ferro in seguito ad incidenti verificatisi presso lo stabilimento Rockwood Pigments sito in Torino: a causa di un cambiamento nel processo produttivo del pigmento nero a base magnetite si sono osservati fenomeni di ossidazione violenta.
Sul materiale sono effettuate indagini di tipo strutturale per valutare come il cambiamento produttivo abbia influenzato i parametri della magnetite.

Mostra/Nascondi contenuto.
2 1 – Introduzione 1.1 – I pigmenti L’argomento di questa tesi riguarda un’attività condotta all’interno dello stabilimento torinese della Rockwood Pigments ,industria produttrice di pigmenti, in collaborazione con il Dipartimento di Chimica I.F.M. dell’Università degli Studi di Torino. Un pigmento, secondo il vocabolario della lingua italiana, è una sostanza insolubile, naturale o artificiale, organica o minerale, in grado di colorare per sovrapposizione oggetti e manufatti, con un vasto impiego nell’industria delle vernici, dei colori, degli inchiostri, delle materie plastiche, dei cosmetici. Queste sostanze sono chiamate comunemente “terre” poiché la maggior parte dei colori tradizionali (come quelli usati nella pittura degli etruschi e dei romani) provengono da giacimenti naturali. I pigmenti possono essere infatti ottenuti direttamente dai minerali oppure per sintesi grazie all’industria chimica, la quale ha aiutato l'arte con prodotti sempre più sofisticati e chimicamente puri. La loro caratteristica principale è il colore, che deriva dall’assorbimento da parte del pigmento nella porzione del visibile dello spettro elettromagnetico (corrispondente ad una lunghezza d’onda compresa tra 420 e 700 nm): alcune componenti della luce visibile sono assorbite mentre altre sono riflesse, e sono proprio quest’ultime a determinare il colore della sostanza. L’assorbimento è dovuto alla presenza di elettroni delocalizzati in orbitali molecolari: la differenza di energia tra livello fondamentale e livello eccitato si abbassa fino a ricadere nell’intervallo del visibile, colorando le sostanze. I pigmenti si presentano generalmente in polvere finissima e vengono di solito addizionati di una o più sostanze inerti (chiamate cariche) al fine di diminuirne il costo. Sono caratterizzati da buon potere ricoprente, consistenza e stabilità alla luce, al calore, agli agenti chimici, ecc. Alcuni dei più comuni pigmenti sono indicati in tabella: Nome Composto Colore Bianco di Titanio biossido di titanio Bianco Blu oltremare silicato d'alluminio e solfuro di sodio Blu Blu di Prussia ferrocianuro ferrico Blu Verde smeraldo sesquiossido di cromo idrato Verde Giallo di cromo cromato neutro di piombo Giallo

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali

Autore: Daniele Lombardo Contatta »

Composta da 52 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1586 click dal 12/12/2008.

 

Consultata integralmente una volta.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.