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Un approccio innovativo per lo sviluppo di interfacce grafiche basato su librerie open-source

La tesi tratta la realizzazione di interfaccie grafiche in ambiente web utilizzando il framework Adobe Flex.

Il successo della soluzione stà nell'utilizzo di librerie open-source, quindi free-cost per l'azienda, abbinato all'utilizzo delle ultime tecnologie per la realizzazione di applicazioni web con effetti grafici strabilianti grazie all'utilizzo del Flash.

All'interno del documento viene fatta particolare luce sul perchè dell'utilizzo di tecnologie open-source, sulla storia del cambiamento delle tecnologie web dagli albori ad oggi, e sul framework Adobe Flex utilizzato per lo svolgimento della tesi.

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Alessio Ragni Università di Camerino Tesi di Laurea in Informatica 8 Storia del movimento open-source Correvano gli anni sessanta quando i primi programmatori iniziavano a scambiarsi linee di codice. Certo a quel tempo sarebbe stato più opportuno chiamarli maniscalchi piuttosto che programmatori visto che il codice veniva scritto su schede perforate o al massimo su nastri magnetici ma l'idea che c'era alla base è quella che tutt'ora spinge nel mondo milioni di persone a condividere il proprio sapere, ovvero quella di non ripartire ogni volta dall'abc ma di cercare codice già fatto, verificarlo, adattarlo alle proprie esigenze e rendere disponibile a tutti le nuove integrazioni al fine di avere del codice gratuito che possa essere di nuovo utilizzato da altri ma che al tempo stesso tuteli gli interessi di chi ha contribuito nella realizzazione di tale sorgente . Fu in realtà l'avvento dei personal computer prima, e di Internet poi, a stravolgere completamente il mercato del mondo del software. Non si può neanche definire un azzardo dire che, prima dell'avvento del software proprietario, ci fu proprio la nascita del software libero. Con il crescere del numero dei computer e la relativa diminuzione del loro prezzo furono sempre più numerosi i club di appassionati che si formarono soltanto con lo scopo di toccare con mano questi meravigliosi ―bestioni‖. Per gli appassionati, infatti, i computer dovevano essere accessibili ogni volta che qualcuno ne avesse avuto il bisogno. Per capire le macchine bisognava ―metterci le mani‖ per testarne di persona le potenzialità messe a disposizione. Fu proprio questa ottemperanza nell'accettare il sapere informatico di quel tempo attraverso sistemi chiusi (come fu anche lo Unix, sviluppato dalla AT&T) che movimentò ulteriormente gli hacker di quel tempo. Quando infatti si parla di hacker tutti ormai sembrano sapere di che stiamo parlando: attacchi a sistemi informativi, contraffazioni software in generale, eccetera. Niente di più sbagliato. In origine il termine hack veniva utilizzato verso tutti coloro che risolvevano brillantemente determinati problemi e non

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze e Tecnologie Informatiche

Autore: Alessio Ragni Contatta »

Composta da 112 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 773 click dal 17/12/2008.

 

Consultata integralmente 2 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.