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Il trattamento dei fondi quiescenza secondo i principi contabili

Uno dei più importanti documenti contabili, sia per le aziende di produzione che di erogazione, siano esse pubbliche o private, è il bilancio d’esercizio. Questo fondamentalmente, consente a tutti coloro che sono interessati all’attività aziendale, di conoscere i valori economici, patrimoniali e finanziari realizzati. Dunque, viene adoperato come strumento di controllo interno, per verificare i risultati raggiunti a fine esercizio, e come mezzo di comunicazione, per diffondere all’esterno gli esiti dell’attività posta in essere.
Come ogni documento di estrema importanza che si rispetti, anche il bilancio, necessita di particolari regole da seguire per la sua redazione. Queste prendono il nome di “principi contabili”, e sono anche definite come le buone norme della ragioneria e dell’economia aziendale, da prendere in opportuna considerazione, per la corretta tenuta della contabilità e per la valida formazione dei bilanci.
In Italia, “i corretti principi contabili” sono stati istituiti nel 1975 dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, a cui nel 1993 si è aggiunto il Consiglio Nazionale dei Ragionieri, e dal 2001 sino ad oggi tale compito è stato svolto dall’OIC (Organismo Italiano di Contabilità). Al fine di armonizzare la normativa contabile a livello internazionale, data la globalizzazione e la stessa internazionalizzazione delle imprese, che operano in diversi Paesi, a partire dal 2002, con il regolamento comunitario n. 1606 è stato introdotto l’obbligo, per tutte le società quotate dell’Unione Europea, di applicare i principi contabili internazionali (IAS/IFRS), per la redazione del bilancio d’esercizio e consolidato, a partire dal 1° gennaio 2005.
Attualmente sono effettivi ben 29 IAS, 8 IFRS e per quanto riguarda i loro documenti interpretativi 11 SIC e 14 IFRS. Ogni standard internazionale si sofferma sul trattamento contabile, nonché sulla relativa informativa, di precise e fondamentali poste di bilancio.
Il presente lavoro si sofferma in particolar modo sullo IAS 19 Benefici per i dipendenti (Employee Benefits) e sui problemi di interpretazione che sono sorti per le società italiane, prevalentemente per quanto concerne la contabilizzazione e la valutazione del TFR (Trattamento di Fine Rapporto).
L’argomento è stato esposto consultando una vasta bibliografia a riguardo, tra cui le disposizioni normative (leggi, decreti, circolari, risoluzioni) e i diversi documenti offerti da organizzazioni di rilievo sull’argomento, quali: l’OIC, l’ASSIREVI, l’ASSONIME. Sono stati consultati inoltre, testi sui principi contabili internazionali e sulla contabilità in generale, articoli pubblicati da ricercatori e professionisti sullo IAS 19 e sulle problematiche inerenti il TFR. Infine, sono stati reperiti anche esempi pratici e bilanci d’esercizio sulla contabilizzazione del TFR redatti ai sensi degli IAS/IFRS.

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Introduzione Uno dei più importanti documenti contabili, sia per le aziende di produzione che di erogazione, siano esse pubbliche o private, è il bilancio d’esercizio. Questo fondamentalmente, consente a tutti coloro che sono interessati all’attività aziendale, di conoscere i valori economici, patrimoniali e finanziari realizzati. Dunque, viene adoperato come strumento di controllo interno, per verificare i risultati raggiunti a fine esercizio, e come mezzo di comunicazione, per diffondere all’esterno gli esiti dell’attività posta in essere. Come ogni documento di estrema importanza che si rispetti, anche il bilancio, necessita di particolari regole da seguire per la sua redazione. Queste prendono il nome di “principi contabili”, e sono anche definite come le buone norme della ragioneria e dell’economia aziendale, da prendere in opportuna considerazione, per la corretta tenuta della contabilità e per la valida formazione dei bilanci. In Italia, “i corretti principi contabili” sono stati istituiti nel 1975 dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti, a cui nel 1993 si è aggiunto il Consiglio Nazionale dei Ragionieri, e dal 2001 sino ad oggi tale compito è stato svolto dall’OIC (Organismo Italiano di Contabilità). Al fine di armonizzare la normativa contabile a livello internazionale, data la globalizzazione e la stessa internazionalizzazione delle imprese, che operano in diversi Paesi, a partire dal 2002, con il regolamento comunitario n. 1606 è stato introdotto l’obbligo, per tutte le società quotate dell’Unione Europea, di applicare i principi contabili internazionali (IAS/IFRS), per la redazione del bilancio d’esercizio e consolidato, a partire dal 1° gennaio 2005. Attualmente sono effettivi ben 29 IAS, 8 IFRS e per quanto riguarda i loro documenti interpretativi 11 SIC e 14 IFRS. Ogni standard internazionale si sofferma sul trattamento contabile, nonché sulla relativa informativa, di precise e fondamentali poste di bilancio. Il presente lavoro si sofferma in particolar modo sullo IAS 19 Benefici per i dipendenti (Employee Benefits) e sui problemi di interpretazione che sono sorti per le società italiane, prevalentemente per quanto concerne la contabilizzazione e la valutazione del TFR (Trattamento di Fine Rapporto). L’argomento è stato esposto consultando una vasta bibliografia a riguardo, tra cui le disposizioni normative (leggi, decreti, circolari, risoluzioni) e i diversi documenti offerti da organizzazioni di rilievo sull’argomento, quali: l’OIC, l’ASSIREVI, l’ASSONIME. Sono stati consultati inoltre, testi sui principi contabili internazionali e sulla contabilità in generale, articoli pubblicati da ricercatori e professionisti sullo IAS 19 e sulle problematiche inerenti il TFR. Infine, sono stati reperiti anche esempi pratici e bilanci d’esercizio sulla contabilizzazione del TFR redatti ai sensi degli IAS/IFRS.

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Economia

Autore: Antonella Mastrantuono Contatta »

Composta da 147 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.