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Il marketing nelle strutture di ricerca: il caso Tecnopolis

La tesi analizza, in maniera certamente non esaustiva, le relazioni esistenti tra conoscenza e innovazione del territorio considerando centrali i rapporti tra università e sistema industriale per la valorizzazione della ricerca a fini produttivi.
Partendo dal presupposto che la valorizzazione della ricerca non si risolve solo con la crescita degli investimenti in ricerca e sviluppo, ma richiede un investimento maggiore nella formazione permanente del capitale umano e nella creazione di strutture che favoriscano lo scambio delle conoscenze, si analizza, in particolare, l’esperienza dei Parchi Scientifici e Tecnologici (PST).
I primi parchi nascono negli Stati Uniti a partire dagli anni cinquanta, secondo processi aventi caratteri di elevata spontaneità, frutto dell'iniziativa concreta di numerosi ricercatori e imprenditori locali interessati a promuovere applicazioni commerciali dei risultati della ricerca. Nel corso degli anni la loro rapida diffusione in Giappone e in Europa genera iniziative diversificate tra loro per obiettivi e soggetti costituenti. Ma già dalla prima metà degli anni ’90 matura la coscienza che i parchi scientifici e tecnologici possano essere strumenti, materiali e immateriali, utili allo sviluppo e al sostegno industriale, e quindi economico, di un paese.
Oggi l’esperienza dei Parchi Scientifici e Tecnologici ha necessità di evolversi ulteriormente se vuole mantenere la sua essenza di motore al servizio dello sviluppo territoriale e perciò si delineano nuovi ruoli possibili per tali strutture e, più in generale, per tutte le organizzazioni vocate alla ricerca e alla conoscenza in funzione dell’innovazione produttiva.
Una linea di analisi approfondisce l’evoluzione di Tecnopolis, primo Parco Scientifico del Mezzogiorno d’Italia, soffermandosi sul ruolo determinante che il marketing ha avuto nella sua storia. Infatti, un programma originale di Marketing e Comunicazione è stato l’asse portante dello sviluppo di Tecnopolis per tutti gli anni ’90 e il fattore determinante per la sua affermazione in un territorio deprivato. Mantenendo questo punto di vista si portano alcuni casi emblematici che hanno segnato le stagioni della vita di Tecnopolis, fino al suo approdo oggi verso la Società regionale per l’ICT e la Società dell’informazione, al servizio dell’innovazione della Regione Puglia.
Concludendo, si mette in relazione il nuovo ruolo già delineato per Tecnopolis con i programmi innovativi di Marketing e Comunicazione dell’amministrazione regionale pugliese, per disegnare il percorso evolutivo di una struttura che, da quarant’anni a questa parte, ha sempre messo al centro dello sviluppo la ricerca, l’innovazione e la conoscenza.

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9 I. INTRODUZIONE Questo lavoro si propone di analizzare, in maniera certamente non esaustiva, le relazioni esistenti tra conoscenza e territorio e di osservare come la promozione della conoscenza sia un fattore fondamentale per lo sviluppo e l’innovazione del territorio. In questo discorso, appaiono centrali i rapporti tra università e sistema industriale per la valorizzazione della ricerca a fini produttivi. Sulla scia dell’insegnamento di Schumpeter 1 , si sottolinea come l’innovazione e l’ambiente siano fondamentali nell’economia globale e come sia importante per le imprese ricercare l’innovazione sia al proprio interno, attraverso la valorizzazione della conoscenza, che all’esterno, costruendo relazioni proficue con altre imprese e istituzioni. In questo senso si sostiene che l'innovazione sia l'elemento chiave nella crescita e nello sviluppo nei paesi e che l’innovazione richiede informazioni, nuove conoscenze, competenze tecniche e organizzative, alla base delle quali vi è lo sviluppo di processi d’apprendimento, individuali e collettivi. Pertanto, la questione della valorizzazione della ricerca non si risolve solo con la crescita degli investimenti in ricerca e sviluppo, ma richiede un investimento maggiore nella formazione 1 Joseph Alois Schumpeter (Triesch, 8 febbraio 1883 – Taconic, 8 gennaio 1950), economista austriaco, tra i maggiori del ventesimo secolo, in Teoria dello sviluppo economico (1912) parla dell’approccio "dinamico", adatto a spiegare la realtà dello sviluppo, in cui l'imprenditore, introduce nuovi prodotti, sfrutta le innovazioni tecnologiche, apre nuovi mercati, cambia le modalità organizzative della produzione.

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Maria Luigia Campaniello Contatta »

Composta da 237 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 629 click dal 17/12/2008.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.