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La valuta come classe d'investimento

L'insieme delle transazioni valutarie, dà vita al mercato valutario, conosciuto anche come mercato dei cambi, il quale può essere definito come il mercato in cui gli individui, le imprese e le banche comprano e vendono valute estere. È l'unico mercato finanziario che può essere considerato “perfetto”, avendo un'estensione geografica mondiale e un'operatività che copre l'intero arco della giornata. Partecipano al mercato gli utenti tradizionali, le banche commerciali, gli intermediari finanziari e le Banche centrali. Valutare la performance significa stabilire se, e in quale misura, il gestore ha creato valore. Ci si può servire, a questo scopo, dell' uso di due indicatori differenti:
·il money weigthed rate of return ( MWRR )
·il time weigthed rate of return ( TWRR )
La valuta è inequivocabilmente la più trascurata classe d’investimento in termini di ricerca di extra rendimenti. Il mercato valutario ha grandissima liquidità, più di ogni altro, presentando così un grandissimo potenziale che può essere sfruttato. Si può attuare una gestione attiva o passiva della valuta. Oggi non trascurare la valuta è diventato un obbligo per chiunque voglia aumentare i rendimenti dei propri investimenti. Siccome il rischio di cambio può essere facilmente separato dal rischio
delle altre attività attraverso l’uso di derivati, è sensato cercare un modo per
aumentare il valore del portafoglio andando a modificare il livello di
esposizione in valuta.
L'active currency management è uno scostamento volontario dal livello di esposizione strategico, effettuato con l’intento di aumentare gli alfa del portafoglio.
In un’ottica di media/varianza si possono evidenziare tre approcci: un
approccio di unione, chiamato joint, che presuppone una completa commistione di azioni, obbligazioni e valute; un approccio di parziale commistione (partial) e un approccio di totale separazione (separate).
Tre stili possibili: carry, momentum, valuation.

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INTRODUZIONE Nelle economie primitive gli scambi di merci avvenivano tramite il baratto. A mano a mano che le economie si sviluppavano e si aprivano all'esterno fu creata una “terza merce”, uno strumento di scambio che fungesse da intermediario nei rapporti commerciali. Il progredire degli scambi e l'interdipendenza sempre più stretta tra gli Stati ha costretto poi a risolvere il problema dei pagamenti internazionali, identificando una merce o una valuta che potesse essere utilizzata come mezzo di pagamento universalmente accettato. I problemi scaturivano dal fatto che diverse autorità, nazionali e locali, rivendicavano il diritto di emettere moneta con evidenti problemi derivanti dalla pluralità e dall'affidabilità di tutti questi strumenti. Il primo sistema monetario internazionale degno di questo nome è stato quello aureo o gold standard, teorizzato da David Hume a metà del settecento e che funzionò dal 1880 al 1914. il sistema ebbe un'importante funzione di correzione degli squilibri nelle bilance dei pagamenti nazionali, ma fu messo in crisi dallo scoppio della prima guerra mondiale. Seguì, tra le due guerre, un periodo di “disordine monetario”, che contribuì non poco alla grande crisi del 1929. Nel 1944, a guerra praticamente conclusa, gli accordi di Bretton Woods formalizzarono la nascita del gold exchange standard. Nonostante gli elementi di flessibilità che caratterizzavano questo sistema, l'accordo 3

Laurea liv.I

Facoltà: Economia

Autore: Luca Demurtas Contatta »

Composta da 60 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.