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Il dolore e la mente: aspetti culturali, psicologici e terapeutici

Informazioni tesi

  Autore: Donato Cattani
  Tipo: Laurea liv.II (specialistica)
  Anno: 2007-08
  Università: Università degli Studi dell'Aquila
  Facoltà: Psicologia
  Corso: Psicologia
  Relatore: Marialisa Marianella
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 152

Il dolore appartiene a quella ristretta sfera di esperienze che, da sempre, appassionano ed inquietano il pensiero umano.
L'esperienza del dolore appare per molti versi incomprensibile, inaccettabile, ingiusta. Posto di fronte al terribile potere distruttivo del dolore, ognuno di noi si è chiesto almeno una volta che cosa siano e a cosa servano, a cosa mai possano servire, il dolore e la sofferenza fisica.
Il dolore può affliggerci e tormentarci senza lasciarci tregua, influenzando significativamente i nostri pensieri e le nostre attività e, talvolta, annullandoci ed assorbendoci completamente, rappresentando un'esperienza totalizzante e terribile. Paradossalmente, in alcuni casi e in alcune forme, esso rappresenta per il suo valore difensivo ed adattivo, qualcosa di assolutamente necessario per la sopravvivenza e per la vita.
Qual'è, allora, il significato del dolore e quale funzione assolve? Come può e come deve essere trattato? Quali le migliori strategie terapeutiche grazie alle quali la Psicologia e la Psicoterapia possono oggi affiancarsi ed integrarsi alla Medicina nella terapia del dolore?
La Psicologia, ed in particolare, proprio la Psicologia della Salute, intesa come "l'insieme degli specifici contributi educazionali, scientifici e professionali della disciplina della Psicologia alla promozione e al mantenimento della salute, alla prevenzione e al trattamento della malattia, all'identificazione dei correlati fisiologici e diagnostici della salute, della malattia e delle disfunzioni connesse (...) (cors. mio)"# rappresenta il "luogo" d'elezione e, senza ombra di dubbio, la via più idonea per affrontare questo percorso.
La consapevolezza dell'importanza di offrire una risposta a questi interrogativi e, ovviamente, quell'ineliminabile fattore di soggettività che ci guida verso tutto ciò che abbia per noi un'intima risonanza interiore, quella "equazione personale"# alla quale difficilmente ci si può sottrarre nel determinare le proprie scelte, rappresentano il "perchè" di questo lavoro. Il rigore metodologico, l'interesse e la passione ... il "come".

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Il dolore e la mente: aspetti culturali, psicologici e terapeutici 3 PREFAZIONE "Il dolore è un'incisione del sacro, nel senso che strappa l'uomo a se stesso e lo mette di fronte ai suoi limiti. Ma ne è una forma capricciosa, brucia di una crudeltà senza nome. Eppure, che sia sotto il controllo morale o lo abbia oltrepassato, il dolore allarga lo sguardo dell'uomo, gli ricorda il prezzo dell'esistenza, il sapore dell'istante che passa. Tutto dipende dal significato che l'uomo gli attribuisce. Se quando colpisce sopprime il gusto di vivere, quando si allontana lo rilancia. Richiama a un esistere fervido. È un "memento mori" che riporta l'uomo all'essenziale " David Le Breton 1 Il dolore appartiene a quella ristretta sfera di esperienze che, da sempre, appassionano ed inquietano il pensiero umano. L'esperienza del dolore appare per molti versi incomprensibile, inaccettabile, ingiusta. Posto di fronte al terribile potere distruttivo del dolore, ognuno di noi si è chiesto almeno una volta che cosa siano e a cosa servano, a cosa mai possano servire, il dolore e la sofferenza fisica. Il dolore può affliggerci e tormentarci senza lasciarci tregua, influenzando significativamente i nostri pensieri e le nostre attività e, talvolta, annullandoci ed assorbendoci completamente, rappresentando un'esperienza totalizzante e terribile. Paradossalmente, in alcuni casi e in alcune forme, esso rappresenta per il suo valore difensivo ed adattivo, qualcosa di assolutamente necessario per la sopravvivenza e per la vita. 1 Da David Le Breton, 2007, "Antropologia del dolore", "Introduzione", Meltemi editore srl, Roma.

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