Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Donna e pubblicità: cambiamenti sociali, stereotipi, condizionamenti

Lo scopo principale di questo lavoro è quello di analizzare la raffigurazione della donna che emerge dalla pubblicità. Le consumatrici, target di riferimento preferito del mondo pubblicitario, non possono, infatti, esimersi dal rapportarsi ai modelli di donna proposti e divulgati dai media.
In virtù del fatto che esiste un legame indissolubile tra pubblicità e società, in quanto il messaggio divulgato può portare ad una modifica degli atteggiamenti individuali, si analizzano le teorie sociologiche e psicologiche che negli anni hanno avuto come oggetto di studio i mezzi di comunicazione di massa e in particolar modo la pubblicità.
Nel corso della storia sono stati molti i modi di fare pubblicità, poiché essa ha saputo individuare le nuove tendenze, le nuove mode, i nuovi valori, ed ha saputo riproporli al grande pubblico. Si descrive quindi, tramite un breve excursus storico, come si sia evoluto il concetto di pubblicità e come essa sia cambiata anche a seconda delle trasformazioni sociali.
In questo ambito anche l’immagine del corpo e la rappresentazione del genere femminile cambiano a seconda del discorso sociale. Da queste riflessioni si procede alla presentazione di quali siano stati nel tempo i ruoli principali interpretati dalla donna in pubblicità, proponendo, infine, una classificazione di queste tipizzazioni femminili nella pubblicità odierna. Si evince che, negli attuali messaggi pubblicitari, persistono indissolubili i tradizionali modelli femminili della casalinga e della donna sensuale, affiancati comunque da nuove visioni che riflettono i cambiamenti del ruolo della donna nella società.
In seguito si evidenzia che è in atto un cambiamento di tendenza. Si analizza un caso specifico di pubblicità: Campagna Dove per la Bellezza Autentica, tramite citazione di stralci importanti dell’intervista da me stessa realizzata, al Dottor Guerino Delfino, presidente e amministratore delegato del Gruppo Ogilvy Italia.

Mostra/Nascondi contenuto.
INTRODUZIONE “La vita è un flusso continuo che noi cerchiamo di arrestare, di fissare in forme stabili e determinate, dentro e fuori di noi, perché noi già siamo forme fissate, forme che si muovono in mezzo ad altre immobili(…) 1 le forme sono i concetti, tutte le finzioni che ci creiamo” (Pirandello) Scriveva così Luigi Pirandello nell‟opera “L‟Umorismo”. Questo grande scrittore del Novecento si riferiva principalmente agli “auto-inganni” di cui l‟uomo si serve per dare senso alla propria vita organizzandola secondo convenzioni. Questi “auto- inganni” sono la forma dell‟esistenza, l‟apparenza in cui l‟uomo vive. Ma vivere in questa finzione dell‟apparenza è per l‟uomo come una condanna, che lo costringe a costruirsi una maschera, un personaggio, obbligato a recitare una parte assegnatagli. Quando, finalmente, cerca di opporsi e uscire fuori dagli schemi, liberandosi così della maschera, si rende conto che l‟individualità di cui si appropria lo allontana dalla società, che continua e persevera a considerarlo unicamente per la sua funzione di personaggio. Da sempre sono stata attratta e portata a riflettere sul condizionamento che l‟individuo subisce dal mondo esterno e, durante il Liceo, questo pensiero di Pirandello ha rafforzato ancora di più in me l‟interesse sul modo in cui la 1 Pirandello “L‟Umorismo”, Milano, Garzanti 2007, pag. 210 2

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Cora Spalvieri Contatta »

Composta da 94 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 6664 click dal 11/11/2010.

 

Consultata integralmente 5 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.