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Western Italiano \ Sam Peckinpah: La Fine del Mito

Sam Peckinpah e il Western Italiano. Ricerca di intertestualità troppo spesso fraintese dalla critica. Analisi dei film e delle loro correlazioni e differenze: Il Mucchio Selvaggio, La Ballata di Cable Hogue, Pat Garrett e Billy the Kid (Sam Peckinpah); la Trilogia del dollaro, C'era una volta il West, Il mio nome è Nessuno (Sergio Leone e lo Spaghetti). Attenzione al fenomeno commerciale da un lato, ma anche poetico e sociale dall'altro, con tanti punti di contatto, nell'ultima grande, sebbene molto pessimistica, epopea del West negli anni '60. La Fine del Mito.

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1 INTRODUZIONE "Io appartengo al proletariato...Provengo da una famiglia di contadini. Essi sono venuti qui e hanno ricevuto un'educazione. Hanno lavorato per questo paese. Amo l'America. Sono apolitico" 1 . Questi è Ford, che con una semplice e breve frase riesce a descrivere tutto il suo cinema. Bisogna sempre partire da Ford nel parlare di Western, soprattutto se si tratta di quel Western venuto proprio quando il regista americano era a fine carriera, che stravolge la tradizione del genere stesso, oppure che la pone come base per superarla. Una visione ottimista e sempre votata al futuro, perché chi andava nel West lo faceva per sfuggire al passato, o comunque per costruirsi un nuovo avvenire. Il Mito quindi è quello dei pionieri. E rimane sempre tale anche in un film come L'uomo che uccise Liberty Valance (The man who shot Liberty Valance, 1962), dove questo Mito, ovvero il Far West, la legge d'onore, la natura selvaggia, si fanno silenziosamente da parte al cospetto del fattore civilizzatore, del codice civile, della politica, del contratto sociale. Tom Doniphon (John Wayne) muore dimenticato da tutti per lasciare spazio a Ramson Stoddard (James Stewart), che impersona il futuro di quegli ideali di civiltà (per Ford, ma pure per tutto il Western Classico), e che quindi è, al contrario di Tom, al passo coi tempi. La Storia si compie attraverso il Mito, ovvero la sua mistificazione (lo sparo all'unisono). Ma, pur nutrendo nostalgia per i vecchi tempi (quelli di Doniphon), Ford ritiene giusto nonché inevitabile che questo accada, per progredire al meglio. Ebbene, sia Peckinpah, sia il Western Italiano superano questa concezione, non in quel rapporto di paternità (spesso incontrato e malinterpretato) del secondo sul primo, ma in antitesi tra di loro. Indagare i loro rapporti (per non parlare dell’eventuali intertestualità ed influenze) non è facile, ma gli spunti saranno certamente tanti. Peckinpah è nipote di pionieri, ha vissuto nelle stesse zone raccontate dal cinema Western, ha fatto la guerra, ha una cultura letteraria, e da tutto questo gli deriva uno sguardo critico ma di quelli che non possono fare a meno di immedesimarsi almeno un po', con i miti 1  G.Cébe, In principio c'era Ford, in Cinemasessanta, n. 130, Nov-Dic 1979, pag.14.  

Laurea liv.I

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Jacopo Comandini Contatta »

Composta da 49 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 3921 click dal 23/12/2008.

 

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