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Le risorse idriche nel diritto internazionale con particolare riferimento alla Palestina

Informazioni tesi

  Autore: Beissan Al Qaryouti
  Tipo: Tesi di Laurea
  Anno: 1998-99
  Università: Università degli Studi di Roma La Sapienza
  Facoltà: Giurisprudenza
  Corso: Giurisprudenza
  Relatore: Andrea Giardina
  Lingua: Italiano
  Num. pagine: 280

Il Medio Oriente è una delle regioni più aride del pianeta. L'area geografica che va dalla Turchia all'Egitto occupa infatti il 10% della superficie terrestre, ospita il 5% dell'umanità ma ha solo il 0,4% delle risorse idriche. I quattro fiumi biblici, tra cui il Nilo, più lungo del mondo non bastano ad irrigarla. Il M.O riceve solo il 2% della pioggia che cade sulla terra.
Dopo la seconda guerra mondiale il Medio Oriente si occupò di un altro problema rispetto a quello dell'acqua: sotto terra aveva scoperto in quantità notevoli il petrolio, l'oro nero. Ma oggi gli strateghi, così come i leader arabi e israeliani temono che le battaglie del futuro esploderanno per il possesso e il controllo di un altro liquido prezioso e di colore cristallino: l'acqua. La soluzione della crisi idrica di sicuro non è condizione sufficiente per la definitiva pace in questa regione ma è sicuramente indispensabile. Questa tesi concentra l'attenzione sulla complessa situazione in medio oriente, sul fatto che dopo circa 80 anni di conflitto arabo-israeliano il problema dell'acqua e delle risorse idriche torna a pesare sullo sviluppo socio-economico di questa area per il processo di pace in medio oriente iniziato a Madrid nel 1991. E' proprio questo il tema del nostro lavoro che si occupa dei problemi giuridici delle risorse idriche come radice di conflitto e fattore di sicurezza lì in Terra Santa, culla e centro di fedi, culture e civiltà diverse tra di loro.

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1 INTRODUZIONE La Bibbia narra che il Signore creò il mondo in sei giorni, e il settimo si riposò. L’ottavo , decise di regalare ad Adamo un Eden che, come ci informa la Genesi, era rigoglioso e ricco di vegetazione , incredibilmente ricco di alberi da frutta e attraversato da quattro fiumi maestosi . Due sono noti anche ai nostri giorni ,il Tigri e l’Eufrate ; i nomi degli altri , Piason e Ghicon , non risultano sulle mappe odierne ma si crede fossero il Nilo e il Giordano. Le indicazioni bibliche sono comunque sufficienti a stabilire che , volendo dare all’Uomo un paradiso terrestre , Dio , guardatosi attorno , scelse la regione oggi chiamata Medio Oriente. Forse a quell’epoca le terre bagnate dai quattro fiumi erano veramente un paradiso di fertilità e abbondanza , ma si può essere certi che se l’Onnipotente dovesse scegliere oggi , metterebbe il suo Eden da qualche altra parte. Senza contare gli odi intestini che lo dilaniano , il Medio Oriente non ha piu’ molto di paradisiaco e , soprattutto , non ha più acqua essendo una delle regioni piu’ aride del pianeta . L’area geografica che va dalla Turchia all’Egitto occupa infatti il 10 % della superficie terrestre , ospita il 5 % dell’umanità (160 milioni di persone ) , ma ha solo lo 0,4% delle risorse idriche. I quattro fiumi biblici , anche se uno di essi , il Nilo, è il più lungo del mondo, non bastano a irrigarla a sufficienza. Il Medio Oriente riceve il 2 per cento della pioggia che cade sulla terra : per l’esattezza , 576 metri cubi d’acqua l’anno per abitante , contro i 7 mila che sono la media del resto del pianeta ,e i 10 mila degli Stati Uniti, più ricchi di altri in acqua piovana. Nei decenni successivi alla II guerra mondiale , il Medio Oriente trovò un buon motivo per non affrontare il problema della scarsità d’acqua ; sotto terra aveva scoperto , in quantità notevoli , il petrolio. E per molto tempo , l’ “oro nero” è stato considerato un’inesauribile fonte di prosperità per i paesi che lo estraevano , oltre che la ragione di innumerevoli conflitti: l’Occidente , che dipende in buona misura dai pozzi mediorientali per i suoi consumi energetici , ha temuto a lungo che nel nome del petrolio sarebbe scoppiata la terza guerra mondiale.

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