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La crisi umanitaria dei Grandi Laghi. Il caso dei ''rifugiati urbani'' a Nairobi.

In Kenya esiste una comunità di rifugiati dei Grandi Laghi che si aggira sulle 10mila unità, di questi oltre il 90% si rifiuta di vivere nei campi rifugiati gestiti dall'UNHCR e decide invece di vivere nell'illegalità urbana di Nairobi. Perchè? A molte persone è rifiutato lo status di rifugiato dall’UNHCR, altre persone con alle spalle pesanti esperienze nei campi rifugiati tanzaniani e congolesi preferiscono evitarli, altre ancora credono che Nairobi possa dare maggiori opportunità ed essere la zona giusta per restare nell’anonimato. Attualmente a Nairobi ci sono circa 8.000 - 10.000 rifugiati illegali dei Grandi Laghi. La tesi in esame analizza la storia di queste persone: partendo dalla storia dei loro Paesi si passerà ai movimenti dei rifugiati dei Grandi Laghi nella storia e si concluderà con un'analisi delle interviste raccolte a Nairobi.

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La crisi umanitaria dei Grandi Laghi. Il caso dei “rifugiati urbani” a Nairobi Introduzione Dopo tre anni e mezzo passati a studiare i diritti umani “accademici” ho sentito la necessità di staccarmi da un discorso troppo spesso buonista, astratto e soprattutto statico, ho seguito il mio istinto e sono andato alla ricerca di quelli che definisco i diritti umani “dei bisogni e dal basso”. Come molto spesso è successo nella mia vita un insegnamento africano è stato alla base di un mio cambiamento di prospettiva. “La pace non é una teoria, é una pratica: é avere pane, avere da mangiare e da bere. Questo é giustizia, pace e diritti umani” 1 , sono parole di Michael Ochieng, maestro di vita e amico, è stato lui a introdurmi a un’idea dinamica e dal basso dei diritti umani. Ho capito che era ora di uscire dalla ristretta logica universitaria per mettere le “mani in pasta” in quei settori e in quelle zone dove i diritti umani sono maggiormente violati. Con la mia tesi ho cercato di conoscere al meglio una categoria particolare di soggetti a rischio, o meglio di persone attualmente soggette a violazioni, i “rifugiati urbani” provenienti dalla regione dei Grandi Laghi, per farmi portavoce della loro situazione laddove si studiano i diritti umani ma non si conoscono le violazioni che giornalmente si hanno nel mondo. Quella che segue è la storia di Wonshit 2 ma è anche la storia di ogni rifugiato. Una persona non sceglie mai di essere rifugiata, lo diventa e basta e a quel punto la precarietà e l’incertezza non fanno altro che invadere la sua vita mentre la parola futuro perde ogni valore a discapito di una lotta quotidiana per la sopravvivenza. 1 Interessante da vedere è il video Africa Peace Point: building peace in Africa, prodotto da Amani Onlus, regista Alessandro Rocca 2 Raccontata dallo svizzero Eugene Birrer durante la sua intervista che potete trovare in allegato n°3 13

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze Politiche

Autore: Luca Marchina Contatta »

Composta da 479 pagine.

 

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