Questo sito utilizza cookie di terze parti per inviarti pubblicità in linea con le tue preferenze. Se vuoi saperne di più clicca QUI 
Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie. OK

Jacques Lacan. Tra psicoanalisi e filosofia.

Tesi di laurea in Filosofia teoretica che ha ricevuto la menzione di stampa. Il lavoro intende proporre un primo avvicinamento al pensiero lacaniano, scandagliando alcuni risvolti del suo itinerario intellettuale. La proposta che si cerca di argomentare è che la diffusa opinione di "illegibilità" dei testi lacaniani possa smussarsi nella misura in cui si individuino alcune chiavi d'accesso: una di queste è la posizione di "confine" assunta dallo psicoanalista nel corso del suo itinerario intellettuale, il suo situarsi ai "bordi" di qualsivoglia sistema di pensiero. Il lavoro, che non intende in alcun modo essere una scorciatoia per leggere Lacan, cerca, invece, di sollecitarne la lettura lasciando intravedere come questa possa rappresentare un'esperienza peculiare che può mettere in moto l'interrogazione sui grandi temi dell'esistenza: il soggetto, il desiderio, la ricerca.

Mostra/Nascondi contenuto.
INTRODUZIONE Filosofia e psicoanalisi: due discipline per due discorsi il cui incontro, alla nascita della psicoanalisi, si dimostrò segnato più da divergenze che da visioni comuni. Freud stesso nutriva forti riserve nei riguardi della filosofia, arrivando, in talune occasioni, a sostenere posizioni non prive di un certo manicheismo e passando anche a formulare, al riguardo, giudizi decisamente trancianti. Emblematiche sono talune considerazioni di Freud in merito all’atteggiamento assunto, a suo parere, dalla filosofia e, altrettanto emblematica, è l’ironia che il padre della psicoanalisi non perdeva l’occasione di rivolgere all’indirizzo dei filosofi. Secondo Freud, la filosofia si atteggia a scienza e opera in parte con gli stessi suoi metodi, salvo poi continuare a perseverare nell’illusione di riuscire a dare un’immagine del mondo coerente e priva di lacune1 il cui destino è, a parere di Freud, quello di infrangersi di fronte a nuovi progressi di conoscenza. Il che, con un certo sarcasmo, lo portava a considerare come non completamente destituita di fondamento la canzonatura secondo la quale il Filosofo cerca di tappare le fessure nella struttura dell’universo, utilizzando le proprie toppe.2 Neppure negli scritti in cui è posto in rilievo un possibile punto di contatto tra filosofia e psicoanalisi, Freud appare meno critico nei riguardi della prima. Soprattutto, mette chiaramente in evidenza come sia la filosofia a poter trarre spunti dalla psicoanalisi, divenendone oggetto3 e non viceversa. Le sottolineature critiche da parte di Freud, nei riguardi dei filosofi, riguardano soprattutto le posizioni assunte dai medesimi in merito al problema dell’inconscio. Esse, secondo quanto sostiene il padre della psicoanalisi, possono ricondursi, 1 Sigmund Freud, Introduzione alla psicoanalisi, Lezione XXXV, Torino, Bollati Boringhieri, 1978, p. 555 2 Cfr. Sigmund Freud, Introduzione alla...., cit. p. 555 3 Sigmund Freud, L’interesse per la psicoanalisi, Torino, Bollati Boringhieri, 1977, p. 51

Laurea liv.II (specialistica)

Facoltà: Scienze della Formazione

Autore: Stefania Guido Contatta »

Composta da 168 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 5351 click dal 09/01/2009.

 

Consultata integralmente 4 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.