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La manovra di Grimaldi applicata al paziente emiplegico

Chi si accosta per la prima volta alla tecnica di accorciamento in sollecitazione di trazione, proposta dal Dottor Grimaldi, ha l’impressione di trovarsi di fronte a una soluzione fantascientifica: l’obiettivo del metodo, cioè l’evocazione di componenti motorie assenti in pazienti emiplegici, sembra quasi miracoloso.
In realtà, come verrà approfondito in questo lavoro di tesi, l’approccio riabilitativo proposto da Grimaldi, poggia su delle solide basi teoriche. Non solo dimostra di essere coerente con i modelli teorici del movimento umano e con le osservazioni cliniche dei fenomeni patologici, ma permette la formulazione di ipotesi di trattamento rieducativo che sono verificabili sperimentalmente. Ciò rende il metodo scientifico e completo, oltre ad offrire una possibilità fattiva di riabilitazione al paziente emiplegico.
In questo lavoro di tesi ci siamo riproposti di fare il punto della situazione rispetto agli studi finora svolti in relazione alla manovra, anche alla luce delle ultime teorie neurofisiologiche, e di dare un piccolo contributo alla valutazione dell’efficacia di questa tecnica.
In particolare abbiamo voluto: radunare le teorie relative all’organizzazione degli atti motori, in particolare riferite al controllo del movimento; descrivere la manovra di Grimaldi nelle sue componenti e modalità di esecuzione;
riassumere le ipotesi formulate dal gruppo di lavoro della Fondazione Don Gnocchi riguardo: il meccanismo di funzionamento della manovra; l’isolamento delle variabili determinanti per ottenere risultati positivi nella sua applicazione;
l’efficacia terapeutica in relazione alle caratteristiche dei gruppi muscolari a cui viene applicata; descrivere il trattamento applicato, nel corso del tirocinio pratico presso la Fondazione Don Gnocchi, ad un gruppo di pazienti inseriti in un protocollo di ricerca che prevede l’analisi strumentale del cammino al fine di valutare gli eventuali cambiamenti nella strategia locomotoria introdotti con l’applicazione della manovra.
E’ importante precisare che la manovra, secondo l’utilizzo che se ne fa al Don Gnocchi, va considerata una tecnica, uno strumento a disposizione del terapista all’interno di un progetto riabilitativo di più ampio respiro, piuttosto che come un metodo di per sè risolutivo.

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4 CAPITOLO 1 PRESUPPOSTI NEUROFISIOLOGICI Per comprendere appieno la manovra proposta dall’équipe del Dott. Grimaldi, è prima necessario descriverne l’intelaiatura teorica di riferimento. In particolare, questo gruppo di lavoro, ha adottato la prospettiva di Autori quali Bernestein, Kelso, Turvey, Tuller, Feldman e Latash riguardo l’organizzazione degli atti motori, descrivendo, nelle pubblicazioni “Evocazione di componenti motorie assenti” vol. 1-2-3, sia le teorie neurofisiologiche, sia gli esperimenti compiuti da questi Autori, di cui questo capitolo vuole proporre una sintesi. Il contributo originale apportato da Grimaldi è stato quello di tradurre queste teorie in una tecnica terapeutica che le avvalora. 1.1 IL PROBLEMA DEI GRADI DI LIBERTÀ Secondo la prospettiva degli Autori sopracitati, il prerequisito che dovrebbe avere ogni teoria del controllo del movimento è quello di risolvere in maniera soddisfacente il problema computazionale dei gradi di libertà. Essi rappresentano le potenziali variabili da monitorare per garantire un funzionamento efficiente del sistema. Storicamente sono state avanzate diverse teorie: nel XIX° secolo si suppose essere responsabile del controllo motorio una versione in scala di essere umano, collocato nel cervello: l’homunculus.

Diploma di Laurea

Facoltà: Medicina e Chirurgia

Autore: Matteo Dellaborra Contatta »

Composta da 140 pagine.

 

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Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.