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La storia della scuola elementare di Bovolone nel ventennio fascista: strutture, problemi e competenze

L’obiettivo di questa mia ricerca è quello di presentare una ricostruzione della realtà scolastica di Bovolone, un Comune della Bassa Veronese, durante il ventennio fascista. La scuola allora non veniva considerata allo stesso modo in tutti i comuni d’Italia. Spesso molto dipendeva dalla competenza e dalla sensibilità degli amministratori e dei politici locali, nonché dalla intraprendenza e dalla professionalità degli stessi insegnanti e loro superiori.
Anche allora, come oggi, c’erano centri ricchi di strutture educative, culturali e sportive, e altri che ne erano privi, pur contando lo stesso numero di abitanti. Specialmente nei paesi più piccoli, quando per tanti anni la carica di podestà veniva ricoperta sempre dalla stessa persona, le prospettive erano due: o la zona progrediva sotto tutti gli aspetti, in virtù delle iniziative, delle capacità organizzative, dell’ampiezza di vedute e della cultura dell’amministratore; oppure il progresso possibile del luogo veniva impedito dalla miopia e dall’incapacità di chi lo governava, poiché questi non sapeva immaginare la realtà del suo comune in modo diverso dalla situazione tradizionale.
Anche Bovolone ha avuto per lungo tempo un unico podestà, ma il suo operato era supportato (e condizionato) dalle decisioni prese dal Fascio locale, il quale, pur annoverando tra le sue fila personalità di una certa capacità e cultura, non ha saputo mai innalzarsi ad occupare posti di rilievo nel panorama politico provinciale e nazionale.
Mi è sembrato interessante centrare la mia ricerca sul periodo fascista, che costituisce un momento storico, a mio avviso ancora poco studiato a livello locale. Chi l’ha vissuto l’ha precipitosamente accantonato, psicologicamente rimosso, forse per allentarne il ricordo, o fors’anche per paure e remore, non ancora sopite, di un suo eventuale ritorno, magari sotto altre spoglie. Chi ha tentato e tenta di ricostruirlo storicamente, interpretandolo nel modo più sereno possibile, si è trovato e si trova di fronte ad un’opera complessa e difficile, a causa delle scarse testimonianze che si possono raccogliere e degli ostacoli che frappongono i responsabili degli archivi veronesi per la consultazione dei documenti e carteggi concernenti anche argomenti e temi ampiamente studiati altrove. Da queste constatazioni nasce in me il convincimento di aver aperto, con questo mio studio, la strada ad altri che volessero cimentarsi nella ricostruzione della storia di Bovolone, considerandola sotto tutti gli aspetti di quell’epoca. Infatti la mia ricerca si riferisce alla storia della scuola elementare, ma restano da studiare e ricostruire tanti altri aspetti della vita del paese nel ventennio fascista.
Ho cercato di scrivere una storia della scuola bovolonese basandomi essenzialmente sulla documentazione che ho potuto consultare e sulle testimonianze di persone anziane, ma ancora lucide e capaci di raccontare le loro vicissitudini esistenziali. Ho abbandonato il luogo comune della sottolineatura, puramente retorica, dell’impegno antifascista, che in loco è stato molto blando, soprattutto per motivi culturali, oltre che economici.
Dopo una veloce panoramica sulla situazione scolastica nazionale del tempo, il discorso che intendo proporre è finalizzato a mettere in luce quella vasta gamma di rapporti interpersonali e interistituzionali che ha determinato il modo di vivere delle persone e, in un certo senso, ha definito la fisionomia storica del paese.

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PREMESSA L’obiettivo di questa mia ricerca è quello di presentare una ricostruzione della realtà scolastica di Bovolone durante il ventennio fascista. La scuola allora non veniva considerata allo stesso modo in tutti i comuni d’Italia. Spesso molto dipendeva dalla competenza e dalla sensibilità degli amministratori e dei politici locali, nonché dalla intraprendenza e dalla professionalità degli stessi insegnanti e loro superiori. Anche allora, come oggi, c’erano centri ricchi di strutture educative, culturali e sportive, e altri che ne erano privi, pur contando lo stesso numero di abitanti. Specialmente nei paesi più piccoli, quando per tanti anni la carica di podestà veniva ricoperta sempre dalla stessa persona, le prospettive erano due: o la zona progrediva sotto tutti gli aspetti, in virtù delle iniziative, delle capacità organizzative, dell’ampiezza di vedute e della cultura dell’amministratore; oppure il progresso possibile del luogo veniva impedito dalla miopia e dall’incapacità di chi lo governava, poiché questi non sapeva immaginare la realtà del suo comune in modo diverso dalla situazione tradizionale. Anche Bovolone ha avuto per lungo tempo un unico podestà, ma il suo operato era supportato (e condizionato) dalle decisioni prese dal Fascio locale, il quale, pur annoverando tra le sue fila personalità di una certa capacità e cultura, non ha saputo mai innalzarsi ad occupare posti di rilievo nel panorama politico provinciale e nazionale. La scelta dell’argomento della presente tesi è motivata dal fatto che ci sono molti vincoli di tipo affettivo che mi legano a questa cittadina della “Bassa veronese” nella quale da alcune generazioni vive la mia famiglia, dove sono nato, cresciuto, e dove da più di un decennio insegno nella locale scuola elementare.

Tesi di Laurea

Facoltà: Lettere e Filosofia

Autore: Ulisse Scavazzini Contatta »

Composta da 198 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 9843 click dal 20/03/2004.

 

Consultata integralmente 19 volte.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.