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Analisi dell'attività biologica di oli essenziali derivati da Calamintha Origanifolia e Satureja Montana

La natura rappresenta una fonte quasi inestinguibile di agenti medicinali da più di mille anni, infatti un elevato numero di molecole attualmente in uso sono state isolate a partire da risorse naturali, in molti casi sulla base del loro utilizzo nella medicina tradizionale.
In questa tesi abbiamo rivolto la nostra attenzione in particolare agli oli essenziali, miscele aromatiche complesse, costituite da sostanze organiche volatili, contenute in particolari tessuti di molte piante, dalle quali vengono estratte mediante distillazione, per mezzo di solventi o per spremitura delle stesse. Abbiamo quindi analizzato la potenziale attività antiproliferativa, apoptotica e antinfiammatoria di due oli essenziali ricavati dalle piante Satureja montana L. e Calamintha origanifolia L. di provenienza libanese.
L’analisi dell’attività antiproliferativa sulla linea eritro-leucemica K562, ha permesso di calcolare la concentrazione massima di ciascun olio alla quale si osserva un’inibizione della proliferazione cellulare del 50% rispetto al controllo. I risultati ottenuti hanno mostrato per entrambi gli oli la capacità di inibire la proliferazione cellulare, ma con una maggiore efficacia per l’olio ricavato da Satureja montana L. rispetto all’olio derivato da Calamintha origanifolia L..
Impiegando il saggio colorimetrico MTT dove la colorazione cellulare è proporzionale al numero di cellule vive, è stata studiata l’attività cito-tossica sulla linea di carcinoma mammario umano MCF-7, Anche su tale linea, l’olio ricavato da Satureja montana L. presenta una attività cito-tossica più efficace rispetto all’olio derivato da Calamintha origanifolia L..
Abbiamo poi indagato se tale attività cito-tossica fosse sostenuta anche da un’attività apoptotica utilizzando il saggio colorimetrico TUNEL. I risultati ottenuti mostrano che entrambi gli oli essenziali non inducono apoptosi nelle condizioni sperimentali impiegate.
Infine abbiamo valutato la potenziale capacità di ridurre la risposta infiammatoria sulla linea cellulare di IB3, isolata da epitelio bronchiale di paziente affetto da fibrosi cistica. Dopo 24 ore di trattamento con concentrazioni crescenti di olio essenziale derivato da Satureja montana L. e Calamintha origanifolia L. l’RNA totale è stato estratto, retrotrascritto e amplificato per valutare la presenza dei trascritti dei geni coinvolti nell’infiammazione (IL-6 e ICAM-1) e nell’apoptosi (caspasi-3). I risultati hanno mostrato che entrambi gli oli essenziali, non presentano effetto inibitorio sulla trascrizione dei geni coinvolti nei processi infiammatori e apoptotici.
In conclusione gli oli essenziali di Satureja montana L. e Calamintha origanifolia L. studiati in questa tesi non mostrano, nelle condizioni sperimentali utilizzate, un’apprezzabile attività né anti-infiammatoria né apoptotica, mentre presentano un’attività antiproliferativa; in particolare l’olio ricavato da Satureia montana L. pare essere di maggior efficacia nell’inibire la proliferazione cellulare di entrambe le linee cellulari impiegate MCF-7 e K562 e potrebbe essere un droga interessante da sfruttare in potenziali applicazioni antitumorali.

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1. INTRODUZIONE 1.1 Le Piante medicinali La natura rappresenta una fonte quasi inestinguibile di agenti medicinali da più di mille anni, infatti un elevato numero di molecole attualmente in uso sono state isolate a partire da risorse naturali, in molti casi sulla base del loro utilizzo nella medicina tradizionale [1]. I prodotti naturali vengono quindi utilizzati per fini terapeutici fin dai tempi antichi e comprendono materiali derivanti soprattutto da piante ma anche da animali e risorse minerali. La più ricca e meglio documentata “medicina naturale” è rappresentata da quella tradizionale cinese; l’uso di erbe medicinali tradizionali per scopi anti-cancerogeni viene praticato in Cina fin dal 3000 a.c. [2]. Anche nell’Amazzonia nord-occidentale gli indiani utilizzano, ancora oggi, fino a 1300 specie diverse di piante come fonte medicinale. Nel sud-est asiatico i guaritori utilizzano circa 6500 specie di piante per curare malaria, ulcere allo stomaco e sifilide, ma molte altre popolazioni tribali si rivolgono per le loro necessità mediche ad animali e piante presenti nella foresta tropicale. La foresta tropicale rappresenta una delle principali sorgenti di materiali grezzi da utilizzare nella moderna medicina, solo le piante offrono una vasta gamma di analgesici, antibiotici, enzimi, ormoni, diuretici, anti-parassitari, lassativi, anti-coagulanti e molecole per il trattamento di ulcere, dissenterie e problemi cardiaci. La scoperta e l’utilizzo di prodotti naturali è quindi una pratica che ha messo radici un migliaio di anni fa, ma con la scoperta dell’acido salicilico, estratto dall’albero di salice e con la successiva sintesi dell’aspirina nel 1899 la semplice esplorazione dei prodotti naturali è diventata una scienza molecolare [3]. La scoperta della penicillina nel 1928 [3] e il suo utilizzo come medicinale è stato un altro passo importante nella storia dei prodotti naturali che hanno dato inizio ad un nuovo capitolo della medicina: la ricerca. 3

Laurea liv.I

Facoltà: Scienze Biotecnologiche

Autore: Giulia Zeri Contatta »

Composta da 39 pagine.

 

Questa tesi ha raggiunto 1478 click dal 17/06/2009.

Disponibile in PDF, la consultazione è esclusivamente in formato digitale.